Il Messina deve fare i conti con una situazione di classifica al momento disastrosa. Quattro punti in nove partite, col peggiore attacco del girone insieme al Foggia (5 reti realizzate) e la peggiore difesa del raggruppamento (18 gol incassati): questi sono i numeri raccolti nelle prime 9 partite della stagione. A cui si potrebbe aggiungere anche l’eliminazione dalla Coppa Italia Serie C, ma l’avversario affrontato (il Crotone) e il reale peso della coppa rispetto alla salvezza la mettono un po’ da parte. Nelle parole che il patron Pietro Sciotto ha rilasciato nelle ultime ore è emersa la volontà di non mollare e di lottare per mantenere la categoria. Molti puntano il dito sulla strategia per il mercato estivo e per certi versi questa sta penalizzando il Messina.
Messina, in C pesa l’esperienza, meno la continuità e la “ricchezza”
Il Girone C di Serie C da sempre viene valutato come quello più difficile da affrontare. A farle da padrone sono spesso gruppi solidi e di grande esperienza, dove la ricchezza non basta. Basti pensare all’esperienza del Palermo o del Bari in questi anni. Di certo quest’anno non si è puntato sulla continuità: ogni squadra in media ha fatto 21 acquisti e 21 cessioni. Praticamente interi gruppi squadra smantellati: una strategia attuata dal Messina (18 acquisti e 21 cessioni), ma praticamente da tutte le squadre del raggruppamento. L’unica eccezione a questi numeri è il Latina di Daniele Di Donato, che si è mantenuta sulla decina di operazioni sia in entrata che in uscita. E per ora la scelta paga, visto il quarto posto.
Neanche il fattore “ricchezza” al momento ha dato i suoi frutti nel raggruppamento. È vero, il Messina si è iscritto per il rotto della cuffia e le condizioni finanziare della società non sono delle migliori. Ma a guardare ci sono squadre che hanno speso come i giallorossi se non meno e che si trovano molto avanti in classifica. Nello specifico parliamo rispettivamente di Gelbison e Giugliano, con i valori delle rose comparabili secondo dati Trasfermarkt al Messina, ma sono decisamente più avanti. Così come ci sono anche rose come quelle di Avellino e Foggia, che valgono più del doppio dei peloritani ma che attraversano una fase di crisi.
Alla fine il fattore che sembra stia ripagando maggiormente è quello dell’esperienza. Le squadre come il Giugliano e la Gelbison, neopromosse e con finanze contenute, hanno costruito gruppi con un’età media sopra i 24 anni, quasi in linea con la media del girone. Mentre il Messina, che ha sposato una “linea verde” per questioni economiche, ha un’età media di 22 anni e mezzo. Forse troppo per un campionato del genere.
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Si guarda agli svincolati ma occhio a sprecare risorse
Ricapitolando, se il Messina volesse rinforzarsi in ottica salvezza, è verosimile che debba introdurre qualche elemento che conosca abbondantemente la categoria. I pochi leader che i peloritani hanno in rosa non riescono ancora ad incidere su un gruppo di ragazzi giovani che adesso sono in grande difficoltà. Ma se qualcosa si deve trarre dall’esperienza delle altre 19 squadre del Girone C è che la scelta dei profili deve essere molto accurata. Non basta mettere la mano al portafogli per risolvere la situazione.
Ecco perché la scelta di pescare dal mercato degli svincolati può essere utile, in attesa che gennaio liberi qualche altro affare. Ma prima si dovrà capire su quali elementi attualmente in rosa si potrà puntare. Per capire chi può far parte di una nuova impresa sulle coste dello Stretto.

