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Gianluca Alfieri, arrestato il broker da cui Trapani acquistò i crediti di imposta falsi

Torna agli onori delle cronache (se così si può dire), Gianluca Alfieri: l’uomo legato alla vendita dei crediti fittizi a Brescia e Trapani. Infatti, il 25enne campano (nato a Serina, provincia di Avellino) è stato arrestato nell’ambito di un blitz antidroga tra l’Irpinia e Salerno. Altre sette le persone fermate con Alfieri. Secondo gli investigatori, Alfieri si sarebbe occupato della situazione contabile, ovvero dei crediti vantati da questo gruppo di narcotrafficanti nei confronti dei vari acquirenti. Sarebbero state trovati i soldi legati a questo gruppo criminale nell’abitazione di Alfieri. Che a distanza di un anno torna sulla bocca di media e non solo.

Gianluca Alfieri e i casi Brescia e Trapani

A maggio 2025 era venuto fuori il nome di Gianluca Alfieri, legato a Trapani e Brescia. Il 25enne campano era amministratore unico del gruppo Alfieri svp, con sede in via Montenapoleone a Milano. Questa avrebbe dovuto vendere alle squadre dei crediti d’imposta certificati per poter pagare i contributi previdenziali. Ma alla fine si scoprì che quei crediti erano fittizi. La Procura di Brescia ha anche aperto un’inchiesta, ma la squadra cittadina entrò in una crisi tale che portò, di fatto, Massimo Cellino a chiudere la baracca. Si è poi ripartiti con l’Union Brescia, grazie alla fusione del titolo sportivo con la Feralpisalò.

Non è andata meglio al Trapani (sia calcio che basket). Le società di Valerio Antonini pagò circa 270.000 euro per questi crediti d’imposta fittizi, usati per pagare appunto i contributi e ritenute. Da allora si aprì un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate prima e con la giustizia sportiva poi che dura ancora oggi. E che di fatto ha condizionato la stagione del Trapani (che ha chiuso 25 punti di penalizzazione in classifica).

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Per altro sembra che i casi possano essere collegati. Infatti, secondo la pagina regionale del Corriere della Sera, Alfieri avrebbe dirottato i soldi ricevuti da Brescia e Trapani su conti collegati a società di criptovalute. Eppure i soldi avrebbero fatto dei passaggi intermedi prima di confluire all’estero. Secondo i raffronti della Guardia di Finanza, i soldi versati da Brescia e Trapani potrebbero essere finiti su un conto di una società con sede a Cipro, fondata da quattro russi. Ma le ulteriori indagini potrebbero fare emergere altro.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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