Vincenzo Grella siede al fianco di Michele Zeoli nella sua presentazione da allenatore del Catania. Il vice-presidente e amministratore delegato ha toccato diversi temi ai microfoni dei giornalisti presenti. In primis ha voluto chiudere il capitolo legato a Cristiano Lucarelli, andato via nelle scorse ore. Dopodichè si è parlato anche di futuro, con il ruolo di direttore sportivo che torna a essere toccato in maniera importante.
Catania, Grella saluta Lucarelli e presenta Zeoli
“Volevo ringraziare Lucarelli per quello che ha fatto – esordisce Grella – . Umanamente ci siamo lasciati come due ragazzi che si conoscono da trent’anni. Cambiare guida tecnica non è semplice, ma certe decisioni vanno prese per il bene del club e per portare avanti un progetto, che è sempre in evoluzione. Zeoli è un ragazzo di famiglia, io so che posso puntare su di lui, ha i valori di questo club nel sangue e non si tirerà indietro. Il presidente vuole vincere la Coppa Italia. Uno degli obiettivi di inizio stagione era arrivare ai play-off tramite la Coppa”.
Grella ha poi parlato del nuovo insediamento di Zeoli sulla panchina del Catania. Il club ha piena fiducia nel traghettatore della squadra: “Sono convinto che Michele sappia dove dobbiamo lavorare e migliorare. I giocatori devono raggiungere il traguardo di lottare fino in fondo per la B avendo anche una Coppa nella sala riunioni del piano di sopra. Per carattere non voglio parlare di un tempo che non posso assicurare con certezza. Stiamo lavorando per rinforzare il consiglio di amministrazione. Sappiamo benissimo cosa serve e dobbiamo prendere decisioni che cambiano anche la direzione con nuovi professionisti. Mi fermo qua e vorrei dare spazio a Michele per parlare della partita”.
Nessun paragone
Grella ha voluto evitare confronti tra le varie gestioni tecniche del Catania. Luca Tabbiani e Cristiano Lucarelli, ognuno a suo modo, non ha fatto quel che era stato previsto: “Fare un paragone tra l’esonero di Tabbiani e quello di Lucarelli è difficile. Sono stato più coinvolto con Lucarelli, abbiamo fatto un mercato insieme e sui diversi profili. Sentivo che avevamo bisogno di fare un cambio nonostante le idee portate avanti con lui. Le decisioni si prendono riflettendo anche con dei professionisti. Sono convinto di quello che abbiamo fatto e di quello che devo fare cercando sempre un taglio positivo per una grande impresa. Avrei firmato per arrivare in finale di Coppa Italia. Guardando la classifica mi sento male perché non soddisfa il presidente e la dirigenza. Ma dall’altro lato dobbiamo vedere altre situazioni. La fiducia della gente a noi serve tanto. So che la forza di una città così ci può portare a dei risultati importanti”.
Il vice-presidente ha voluto fugare dubbi sui giocatori arrivati a Catania tra l’estate e l’inizio del 2024. Nei loro confronti, così come per Zeoli, c’è massima fiducia: “Non ho minimo dubbio legato ai giocatori portati a Catania. A fine stagione assieme a chi arriverà faremo un discorso per capire se ci saranno ritocchi da fare. Il nucleo del gruppo è molto forte, deve solo credere nelle sue qualità e abbiamo tutto per costruire un percorso insieme”.
Catania, Grella e le decisioni difficili
Grella ha ammesso che prendere decisioni come esoneri o nuovi ingaggi in panchina non sono facili, soprattutto a Catania. In ogni caso, il bene del club è sempre al primo posto: “Per prendere una decisione del genere guardiamo un trend di lavoro e atteggiamento. Durante il tempo insieme si cercano di trasmettere i valori che il club vuole portare avanti. Ci vuole un po’ di contenuto, con un tipo di lavoro che abbia un seguito. Le decisioni si prendono per il bene del club. C’è stato un periodo non soddisfacente che ci ha portato a cambiare”.
Si è parlato anche dell’eventuale futuro direttore sportivo, che diventa cruciale. Grella ha ammesso che si sta lavorando per regalare al Catania questa figura: “Non è stato individuato il Ds. Ho parlato già con un paio, sicuramente verrà inserita questa figura. Non possiamo stare senza. Cercheremo di trovarne uno aperto ed elastico. Non penso cambi tanto quando lo prendo. Abbiamo esigenze più importanti per spendere il nostro tempo per dare fiducia a tutti. Senza questa fiducia non possiamo ottenere un grande risultato”.
Inoltre Grella ha fatto capire che il direttore sportivo non viene escluso a priori dal Catania come figura. Anzi si sta lavorando per averne uno in grado di evitare di commettere gli errori visti fin qui: “Sembra che noi non vogliamo giocare a calcio senza un Ds. Il mercato ha visto tante difficoltà. Noi li metteremo per aiutarmi con un elenco di impegni e lavoro legato anche ad aspetti extra sportivi. Non ho mai detto che non lo prendevo, ho detto che volevo lasciare spazio per un allenatore che poteva fare le sue veci. Quando prendi decisioni che hanno un costo importante si usa la logica. Nelle riunioni con Bresciano abbiamo parlato dell’inserimento in avanti di un Ds. Lodi non ha mai chiesto nulla, l’ho messo io in società”.
Testa ai tifosi
Grella si rivolge ai tifosi del Catania. Devono essere loro i primi destinatari di una svolta per la stagione del club etneo: “Si deve dare ai tifosi una prestazione concreta e fatta con passione. Quando mi fermano ho modo di chiacchierare e si parla del fatto che i genitori ci tengono e che hanno questa passione. Trovare il lato negativo non aiuta nessuno. I calciatori devono trasmettere questo per avere il pubblico dalla loro parte. Abbiamo due obiettivi da raggiungere e voglio fare di tutto per raggiungerli”.
Infine si torna a parlare del ds. Gente come Orazio Russo e Francesco Lodi, tirata in ballo dalla piazza, non è riuscita a prendere in mano la situazione: “Volevo farlo iniziare con Orazio Russo perché un giovane che sente una parola da Francesco sente un peso. Si è sempre confrontato con me, io l’ho ascoltato e poi ho deciso. Si è comportato in modo corretto perché sa le regole di questa società. Mi dispiace sentire questi attacchi a lui perché non se li merita. Mi dà fastidio perché lui ci tiene tantissimo e si mette a disposizione. Non si è mai permesso di fare un passo più lungo. Ha bisogno di tempo per conoscere il mestiere, ma fa tutto col cuore. Lui ora è ambasciatore del club e quando ci sono eventi è importante per rappresentare il club. Io lo ascolto perché conosce il Catania”.

