Tra Sorrento e Trapani non ci sarà spazio per la noia, parola di Vincenzo Plescia. È una gara speciale per l’attaccante palermitano, che per la prima volta con la maglia dei campani, che veste da luglio scorso, affronta una squadra siciliana, in un vero e proprio derby personale. La punta ex Messina, Vibonese e Avellino, che spera di essere protagonista in questa terza giornata del campionato di Serie C, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sporticily della sua esperienza ancora agli albori alla corte di Mirko Conte e ha presentato il match di sabato pomeriggio.
Vincenzo Plescia e l’esperienza al Sorrento
Il Sorrento ha accolto quest’estate Vincenzo Plescia a braccia aperte. Qui mi sono ambientato subito. C’è un gruppo spettacolare, fatto di bravi ragazzi. È più che una società, è una famiglia. In campionato non siamo partiti nel migliore dei modi (un pari e una sconfitta, ndr), meritavamo qualcosa in più ma sono cose che possono accadere. Le squadre della categoria sono tutte organizzate. In Coppa contro la Salernitana si sono viste le nostre idee. Non siamo una squadra sprovveduta, lavoriamo bene”.
I rossoneri hanno ben chiare le priorità stagionali: “La salvezza è il nostro obiettivo primario. Servirà fare al più presto i classici 38-40 punti, sotto questo livello è complicato salvarsi in tutti i gironi. Se ci sarà spazio per puntare in alto, poi, lo faremo, ma al momento dobbiamo puntare alla permanenza in Serie C“.
Una salvezza che passa anche dai suoi piedi. È per questo motivo che Vincenzo Plescia si è posto degli obiettivi personali. “Vorrei arrivare in doppia cifra, magari anche superare il record di 11 gol fatti con la Vibonese. In questi anni purtroppo ho dovuto svolgere un lavoro di gran sacrificio. Ho avuto anche qualche acciacco tra Messina e Renate, ma sono situazioni che ti permettono di crescere”.
Il rapporto con i compagni
Tra le fila del Sorrento, Vincenzo Plescia ha trovato giocatori di spessore, con centinaia di presenze in Serie C. È il caso di Domenico Franco, Luca Crecco e Antonio Matera, ma anche del nuovo arrivato Claudio Santini. Insieme, possono fare crescere i compagni più giovani. “Io sono tra i calciatori più grandi della squadra e sento il peso dell’esperienza sulle spalle, ma non è una sensazione negativa. Tendo a dare ancora di più per fare capire ai ragazzi che si deve lavorare tanto per centrare i propri obiettivi. È una responsabilità che deriva dai miei dieci anni di carriera tra i professionisti”.
È proprio a proposito dei giovani compagni di reparto che l’attaccante fa il nome di chi, a suo parere, potrebbe fare strada: “Mattia Esposito è uno dei più interessanti, è un calciatore che può fare carriera. Cerco di dargli molti consigli durante gli allenamenti, anche per farlo diventare più ignorante a livello calcistico. Per ora gioca meno, ma se continuerà a crescere potrà trovare spazio”.
Vincenzo Plescia presenta Sorrento-Trapani
Un rammarico che Vincenzo Plescia ha a proposito della sua esperienza al Sorrento è quello relativo allo stadio Italia. Il club infatti è costretto da anni a giocare al Viviani di Potenza, a causa dei lavori di ristrutturazione. “Mi spiace essere sempre fuori casa. I tifosi si fanno decine di chilometri per seguirci, è un sacrificio importante. Mi auguro che potremo al più presto tornare a gioire con loro tra le mura amiche”.
È proprio al Viviani che si giocherà la sfida tra Sorrento e Trapani, con l’attaccante che carica l’ambiente. “I granata sono una delle squadre più forti del girone. Non abbiamo timore, ma c’è sicuramente rispetto. È un’ottima formazione: dietro sono ben strutturati, a centrocampo e in attacco hanno giocatori che sanno fare gol. Dovremo stare molto attenti a questi aspetti. Loro arrivano dalla vittoria larga col Latina e volano sulle ali dell’entusiasmo, noi vogliamo riscattarci. Ce la giocheremo a muso duro, sarà una bella partita”.
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Tra le fila dei granata, tra l’altro, c’è anche qualche vecchio compagno di avventure della punta del Sorrento. “Giuseppe Carriero è un gran lottatore, non solo in partita ma anche in settimana. In campo porta tanto agonismo. Abbiamo giocato insieme ad Avellino con mister Piero Braglia e devo dire che loro due si intendevano alla perfezione su questo piano. È comunque un bravissimo ragazzo. Con Roberto Pirrello invece ho vissuto in convitto ai tempi delle giovanili del Palermo, lo conosco bene. È davvero un bel rompiscatole (ride, ndr.)”.

