È palermitano, ma dopo essere cresciuto nelle giovanili rosanero ha vestito le maglie di Messina e Siracusa. Vincenzo Plescia oggi milita tra le fila del Sorrento e, alla vigilia della sfida contro il Trapani, ai microfoni di Sporticily si sofferma a parlare del momento – diametralmente opposto – che stanno vivendo le sue due ex squadre. Gli aretusei, nonostante qualche difficoltà, hanno ancora sulle gambe l’entusiasmo della promozione in Serie C. I problemi dei peloritani, invece, hanno fortemente demoralizzato l’ambiente e la speranza di una pronta risalita dalla Serie D, complice la penalizzazione, è veramente esigua.
Vincenzo Plescia sul passato a Messina
Vincenzo Plescia conosce personalmente le difficoltà che il Messina ha attraversato negli ultimi anni. L’attaccante è stato infatti uno dei protagonisti della cavalcata per la salvezza della stagione 2023-24 con Giacomo Modica, con i giallorossi che per un momento sognarono addirittura la qualificazione ai playoff. “È stato un miracolo, ma ci siamo salvati da soli, squadra e staff. La società non c’era. Non sono sorpreso di quello che è successo. Mi spiace che alla fine a pagare siano sempre i tifosi. È una follia che una piazza come Messina debba ripartire dalla Serie D con una penalizzazione così elevata. Mi auguro che possano rialzarsi quanto prima, perché meritano altri palcoscenici”.
Tra i calciatori di quel Messina c’era anche Domenico Franco, che oggi guida come un faro il centrocampo del Sorrento. I due si sono ritrovati insieme in maglia rossonera e l’attaccante non può che esserne felice. “È uno dei calciatori più forti della Serie C, uno dei miei preferiti in regia. È migliorato rispetto alla stagione in giallorosso, in cui già aveva fatto vedere le sue doti. Al Picerno ha fatto uno step di crescita ulteriore. Ha grandissima tecnica e intelligenza calcistica”.
Il Siracusa come avversario in Serie C
Se da un lato Vincenzo Plescia è riuscito comunque ad incidere sulla storia del Messina, meno fortunata dall’altro è stata la sua esperienza a Siracusa. Nella stagione 2017-18 era solo un giovane prospetto della cantera del Palermo, che si affacciava per la prima volta al mondo dei grandi. Non trovò molto spazio in Serie C, ma resta comunque il fatto che conosce l’ambiente aretuseo. “È stata la mia prima esperienza da professionista, ma ho giocato poco. In rosa c’era Marco Turati, che oggi è l’allenatore. Ho collezionato una sola presenza in Coppa Italia, prima di andare in Serie D (col Roccella, 14 presenze e 9 gol, ndr)”.
LEGGI ANCHE -> Sorrento, Plescia: “Trapani tra le più forti ma niente paura, Carriero e Pirrello li conosco bene”
Adesso, però, il Siracusa è un avversario di categoria. “Marco Turati è un allenatore molto bravo, ha tanti anni d’esperienza nello staff di Vincenzo Italiano. Hanno condiviso tanto nelle varie squadre in cui sono stati. È anche per questo che quella aretusea è una squadra che mi preoccupa, potrebbe essere una nostra rivale per la salvezza. Hanno fatto il calciomercato come se mirassero a qualcosa di più, ma penso che al primo anno in Serie C puntino a mantenere la categoria”.

