Valerio Antonini gonfia il petto dopo la notizia dell’arresto di Gianluca Alfieri. L’amministratore dell’omonimo gruppo, dal quale il Trapani ha acquistato crediti d’imposta rivelatisi poi falsi, è stato fermato nella giornata. L’imprenditore romano, durante la tanto attesa diretta sui social, ha fatto capire che questo è un elemento importante in favore della sua crociata giudiziaria: “Sulla base della denuncia fatta nei confronti del Gruppo Alfieri, si va verso l’arresto. Questa operazione è molto importante perché dimostra la truffa da me subita, realizzata attraverso l’operato di Vulpetti. Nel famoso audio che pubblicammo alcuni mesi fa aveva confermato che i suoi contatti erano con un tale Russo, padre della donna rinviata oggi a giudizio per truffa”.
Trapani, Antonini e la situazione del Gruppo Alfieri
Valerio Antonini ha fatto capire che l’arresto di Alfieri darà una grande mano al Trapani sul piano giudiziario. Secondo il presidente, emergerebbe in maniera chiara la truffa perpetrata ai suoi danni un anno fa. La sua voglia di rivalsa è forte: “Oggi si è chiuso un cerchio, in queste ore si chiuderanno anche le indagini sul caso del Brescia. Ci auguriamo che anche la Procura di Trapani possa rinviare a giudizio tutti quelli coinvolti nella truffa ai nostri danni. Molti non hanno compreso la gravità di questo evento in senso positivo. Il fatto che venga conclamato che Antonini sia stato truffato dal Gruppo Alfieri è la conferma che l’atto dell’Agenzia delle Entrate ai nostri danni era nullo. Mi è stato detto che ero complice di Alfieri. Li perseguiterò uno per uno finchè non pagheranno per tutto quello che hanno fatto alle società e alla città”.
Secondo Antonini, le prossime sentenze gli daranno ragione. Si punterà a un forte risarcimento in favore di Trapani e Shark. Non solo in termini economici, ma anche nei punti: “Siamo assolutamente convinti, ora più che mai, che un giudice equo e distante da coinvolgimenti terzi potrà confermare tutto. L’unico importo dovuto è il residuo del capitale da restituire da parte delle due società. Togliendo le sanzioni, si chiude il cerchio. In più verrà certificato un enorme errore, per cui chiedo soldi pesanti”.
Il percorso continua
In tal senso, Antonini ribadisce la propria convinzione che il Trapani tornerà in campo per i playout. Il presidente ha voluto suonare la carica con lo spogliatoio. La speranza più grande è quella di salvarsi direttamente, ma è difficile: “Ai giocatori ho detto che tutto devono allenarsi. Ho detto loro che la peggiore delle ipotesi giocheremo il playout con il Giugliano. Nella migliore delle ipotesi, invece, saremo salvi. Con una sentenza in nostro favore, potrebbero essere restituiti almeno 8 punti. Sono convinto che da qui non si scappa più, la direzione è chiara. Se la sentenza sarà positiva, ci muoveremo con le revocatorie per Trapani e Shark. Poi chiederemo il blocco dei campionati, di Serie C di calcio e A di basket”.
Valerio Antonini vuole continuare a combattere senza sosta. Il presidente del Trapani punta sulle prossime sentenze per ottenere giustizia. In ogni caso, a suo dire, manca poco prima dell’epilogo: “Io continuerò finchè io e Trapani non avremo giustizia, con la restituzione dei titoli meritati dalle due società. Invito tutti i tifosi che hanno a cuore le sorti delle squadre, a cominciare a mettere lo champagne in frigo. Stiamo arrivando, pian piano arriverà la verità. Nei prossimi 20 giorni arriveranno 4 sentenze, che possono diventare 5 con quella che potrebbe arrivare al Coni. Non prendo nemmeno in considerazione la penalizzazione che potrebbe esserci inflitta nella prossima stagione”.
Antonini sul nuovo deferimento del Trapani
Valerio Antonini si è occupato anche del recente deferimento inflitto al Trapani. E anche in questo caso, il presidente porta alla luce elementi poco chiari. Soprattutto nella sequenza dei fatti contestati al club: “Nel nuovo deferimento non si parla più della quarta e quinta rata. Veniamo deferiti perché mancherebbero pagamenti del Trapani per 265mila euro all’Agenzia delle Entrate. È la dimostrazione che non sanno cosa stanno facendo, ma devono farlo per forza. In questo modo viene aggravata la loro posizione, che è già complicata per gli eventi che stanno accadendo”.
La situazione che sta vivendo il calcio italiano, secondo Antonini, è un chiaro esempio della bontà della sua battaglia. Per questo motivo, la situazione arriverà fino in fondo. L’imprenditore romano è convinto delle sue possibilità di ottenere giustizia: “Sono convinto che dopo questa situazione ci sarà tabula rasa sia nella Federcalcio che nella Fip. Pensavano che era facile battermi, che ero un novellino appena entrato nello sport. Siamo vicini alla fine di una battaglia lunga e dolorosa, ma che non mollerò di un centimetro. Si nascondono reati gravissimi per la giustizia sportiva e per quella ordinaria”.

