Il Messina vive ancora nell’incertezza del futuro: se una volta i problemi erano economici, oggi sono i progetti societari a non lasciare sereni i tifosi giallorossi. A rompere il silenzio di parte della piazza peloritana ci ha pensato la Società Cooperativa Calcio Messina, che ha voluto dire la sua attraverso un comunicato. L’associazione, che in passato si era scontrata con Pietro Sciotto per la questione marchio, ora indirizza le sue attenzioni verso Justin Davis. Si chiede infatti al patron australiano di agire repentinamente per rimettere in piedi un progetto che sembra essersi un po’ fermato dopo la retrocessione in Eccellenza.
Società Cooperativa Messina: “Serviva un repulisti, ma nulla è cambiato”
Queste le parole con cui esordisce il comunicato della Società Cooperativa Calcio Messina: “È trascorso più di un mese dall’evento più umiliante dell’ultracentenaria storia del Messina, una retrocessione sul campo in Eccellenza. Un mese di silenzio interrotto soltanto da qualche storia social e da un comunicato, firmato dal presidente Justin Davis, in cui si parla di ‘ferita ancora aperta’, di ‘ritiro già fissato per il 20 luglio’ e di ‘budget adeguato per costruire una corazzata sia in caso di Serie D che di Eccellenza‘ da consegnare a un direttore sportivo ‘già individuato’. Buoni propositi, che accogliamo positivamente, ma che riteniamo non siano sufficienti per determinare un cambio di rotta”.
C’è poi una nota polemica, che pare indirizzata proprio al braccio destro di Davis, ovvero Morris Pagniello: “Ad oggi abbiamo una certezza: il diritto di partecipare al campionato di Eccellenza. In qualsiasi altro club ci sarebbe stato un autentico repulisti. Ma apprendiamo, invece, che nulla è cambiato. Anzi, il dirigente che ha contribuito in maniera determinante alla retrocessione, sta proseguendo nel suo lavoro come se nulla fosse”.
Le proposte della Cooperativa: “Si apra al dialogo coi tifosi”
Per quanto apprezzata sia “la volontà della proprietà di investire nella città di Messina“, con l’ingresso nel calcio a 5, la Cooperativa ritiene di dover esporre delle opinioni in maniera “costruttiva”. A cominciare dal fatto che manca “un organigramma chiaro e ricco di professionisti di comprovate qualità nei loro specifici settori”, principale fonte di caos nei mesi precedenti alla retrocessione. Da qui la richiesta di “nominare un Direttore Generale di livello, stabilmente presente a Messina 24 ore su 24″.
Si contesta una mancanza di comunicazione chiara all’indomani della retrocessione, culminata nella mancata convocazione di una conferenza stampa. Una scelta che “non è accettabile per chi ama alla follia questi colori”. Ma oltre ad un cambio di passo comunicativo si propone “un dialogo strutturato e regolamentato tra la dirigenza del Messina e i suoi tifosi”. Tornerebbe in auge, da parte della SCC Messina una proposta di partnership “allo scopo di creare un sistema tramite il quale i tifosi, con specifiche regole e un sistema di rappresentanza democraticamente eletto, avrebbero potuto dar voce alla propria passione”. Proposta che pare sia stata respinta dalla nuova società.
Infine un messaggio all’Amministrazione Comunale: “Il sindaco Federico Basile ha più volte dichiarato di essere in contatto con la società. Gradiremmo, come associazione che rappresenta diverse centinaia di tifosi del Messina, partecipare a un incontro con l’amministrazione per valutare insieme il piano di rilancio della Biancoscudata. Il Messina non può essere considerato come un bene privato, perché una squadra di calcio è, di fatto, un bene comune, e solamente se tutti noi iniziamo a prendercene cura potrà regalarci grandi soddisfazioni e grandi momenti di gioia collettiva”.

