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Costanza Verona alle Dallas Wings come development player: “Conquisterò un posto in squadra”

Il sogno WNBA per Costanza Verona con le Dallas Wings è ancora vivo. La playmaker classe 1999 è fresca di vittoria dello scudetto con il Famila Schio ed è uno dei perni della nazionale italiana femminile. La squadra femminile di Dallas, in Texas, ha ancora voglia di valutare per bene la posizione della giocatrice ed ha deciso di darla una possibilità in qualità di development player.

Ma come funziona questa modalità di contratto? I roster delle formazioni di WNBA è composto da 14 giocatrici, ma solo in 12 vengono inserite nel referto per ciascuna partita di campionato. Ciò vuol dire che ogni volta i vari coach dovranno decidere quali cestiste saranno a disposizione per le varie gare della lega.

Costanza Verona alle Dallas Wings come development player

Abbiamo sentito proprio Costanza Verona, la quale ci ha raccontato le sue prime ore alle Dallas Wings. La palermitana ci ha spiegato il suo status tra le fila delle texane: “Essendo arrivata negli USA da pochissimo ed essendoci diverse altre giocatrici coinvolte, per questioni di regolamento le Dallas Wings hanno deciso di mettermi fuori dalle convocate al Camp per 48 ore, così da permettere ad altre eventuali società di contattarmi e inserirmi. Nel caso in cui ciò non fosse accaduto, come è stato, mi avrebbero offerto un contratto da development player. Nella squadra ci sono dodici giocatrici e due DP. Io sono una delle due, mi alleno normalmente con loro e vivo il Camp, e di partita in partita posso essere convocata o meno. Siamo una sorta di riserve, che vengono chiamate in causa in base ad esempio a eventuali infortuni o anche semplicemente sulla base delle scelte dell’allenatore”.

Stando così le cose, “Cocca” darà il massimo per ottenere un post tra le Wings che scenderanno in campo in WNBA. L’obiettivo è quello di entrare in pianta stabile nelle rotazioni: “Non ho il posto garantito, ma ci sono. Ancora non hanno avuto modo di vedermi. Sono arrivata mercoledì, giovedì ho fatto le visite mediche e poi c’è stata la partita contro Las Vegas, in cui ho giocato 4 minuti con un solo allenamento alle spalle. Adesso sono stata inserita in questo ruolo e avrò modo di farmi giudicare nei prossimi giorni, non escludo la possibilità di far cambiare idea alla società”.

“Ho parlato in queste ore con l’allenatore – prosegue Costanza Verona – , gli piacciono le giocatrici internazionali. Lui allenava nei college fino all’anno scorso e ha allenato molte giocatrici europee, alcune scelte da lui. Anche l’altra playmaker Laia Flores Costa, che è spagnola e in passato ha giocato a Palermo. A lui piace questo stile. Io mi metto a sua completa disposizione e farò di tutto per dimostrare le mie qualità, sono qui per guadagnarmi un posto in squadra”.

L’adattamento agli Stati Uniti

Le prime ore negli States sono state una vera e propria rivelazione per Costanza Verona. La palermitana ha anche parlato delle differenze con l’Italia, anche solo nel cerimoniale pre-gara: “Qui è tutto diverso, è un altro mondo, come quello che si vede nei film. Il livello di organizzazione è quello dell’NBA. Abbiamo fatto un’amichevole ad Austin e siamo partite col charter, nonostante fossero solo due ore di distanza. Sull’aereo arrivi direttamente dalla pista, non è un aeroporto tradizionale, e ci sono le poltrone. Un’altra differenza con l’Italia è che da noi si fa colazione e si pranza prima della partita tutte insieme agli orari stabiliti, qui invece si è autonome. Ognuno può organizzarsi come preferisce e presentarsi all’appuntamento per l’allenamento e per la partita. È un modo un po’ diverso di approcciarsi alla gara”.

Non sono mancati anche consigli da parte delle colleghe che sono passate dalla WNBA. Ad esempio Cecilia Zandalasini, compagna di Costanza Verona a Schio. Ma c’è anche una nuova compagna di squadra a Dallas con cui potersi confrontare: “Tutte le mie compagne di Schio mi sono state di aiuto quando hanno saputo che sarei venuta a Dallas. Qui con me c’è anche Jessica Shepard che mi è molto vicina anche nelle cose più semplici, come gli spostamenti. Con Cecilia Zandalasini ci siamo sentite fino a oggi, anche lei è stata super disponibile. Oggi poi è arrivata anche Awak Kuier che ha giocato in Italia per anni e quindi parla italiano, già solo questo mi fa sentire un po’ a casa. È stata a Ragusa e poi a Venezia, abbiamo giocato contro qualche finale”.

Il quarto scudetto di Costanza Verona

Prima di volare alla volta di Dallas, Costanza Verona ha conquistato il quarto scudetto della sua carriera. “Cocca” ci ha raccontato la capacità di rinascita della Famila Schio. Anche perché le cose non stavano andando benissimo: “Ogni scudetto che ho conquistato è stato speciale e anche sofferto. Quest’anno è stato particolare perché c’è stato anche il cambio di allenatore, non era facile trovare l’equilibrio. Georgios Dikaioulakos è stato molto bravo dopo la sconfitta in gara 1, abbiamo parlato e affrontato i problemi che c’erano. Non ha messo la polvere sotto il tappeto, insomma. Si è visto che è cambiato qualcosa e poi siamo riuscite a battere Venezia a Venezia di 20 punti, non era scontato considerando l’umore che c’era”.

La cestista palermitana ha sottolineato che la Famila Schio avrebbe anche potuto vincere di più. In Italia le venete hanno dominato. In Eurolega, però, le cose potevano andare meglio: “La squadra però ha dimostrato di essere ciò che doveva essere, perché Schio quest’anno aveva un roster forte e tra gli obiettivi c’era anche quello di fare bene in Eurolega. Non ci siamo riuscite e la società poi ha deciso di tagliare l’allenatore e di richiamare Georgios e alla fine siamo un po’ riuscite a esprimere quello che durante l’anno non era venuto fuori. Un po’ di rammarico per l’Eurolega c’è, ma in Italia abbiamo vinto tutto: scudetto, Supercoppa e Coppa Italia. Possiamo essere soddisfatte”.

Costanza Verona dalle Dallas Wings al Mondiale

Infine, Costanza Verona ha parlato con noi della fitta estate che la aspetta. Oltre alla chance da sfruttare con le Dallas Wings, c’è un Mondiale da giocare. La palermitana punta a fare grandi cose anche in azzurro: “A settembre giocherò il mio primo Mondiale da senior in Germania. Nelle giovanili l’ho fatto con l’Under 17 quando abbiamo vinto la medaglia d’argento. Sarà super figo. Io, se tutto va bene, partirò da qui per tornare in Europa. Il campionato si ferma, l’ultima partita ufficiale del calendario dovrebbe essere a fine agosto. Poi dipenderà dalle richieste della Nazionale italiana quando rientrare per il raduno”.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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