Pippo Inzaghi e Pep Guardiola si sono affrontati poco più di un mese fa in quella magica serata tra il Palermo e il Manchester City. A margine di quell’evento, i canali ufficiali dei siciliani hanno registrato un talk, una discussione pubblica tra i due e Ferran Soriano, uno dei massimi dirigenti del CFG. L’occasione è stata colta al volo dai due allenatori, che hanno raccontato i retroscena del ruolo che ricoprono. Un modo, anche per Inzaghi, di raccontare i suoi primi passi in Sicilia.
Palermo, Inzaghi: “Grande emozione essere qui, spero di essere all’altezza”
Inzaghi, parlando degli allenatori più forti al momento, parla proprio di Guardiola e del fratello Simone. Ma anche del fatto che entrare nella galassia CFG possa permettergli di fare un salto di qualità: “Devo dire che è molto emozionante essere qua. Anche se di emozioni nella mia carriera ne ho vissute tante. Ma essere vicino a Pep, e parlare con il guru degli allenatori, per me è molto bello. Uno ce l’ho in famiglia e uno ce l’ho affianco oggi. Entrare a far parte di questo gruppo per me è una grande soddisfazione e un grande onore. Spero di esserne all’altezza”.
Il ruolo del tecnico è tutt’altro che una passeggiata: “C’è da imparare tutti i giorni da allenatore. Ti vengono i capelli bianchi per i pensieri. Per noi era sicuramente più semplice fare il giocatore. Perché quando sei giocatore, come lo abbiamo fatto noi, lo fai in modo serio. Ho avuto anche di più di quello che mi aspettavo perché bisogna sempre sognare per raggiungere i traguardi, ma bisogna far fatica. Dunque sapevo da giocatore che facendo fatica”.
Inzaghi: “Preparazione fondamentale, gli allenatori sono soli nelle sconfitte”
Tra i vari compiti di un allenatore, la preparazione settimanale è piuttosto delicata: “Noi cerchiamo di preparare tutto quello che ci troveremo di fronte. Sono d’accordo però con Guardiola quando dice che la qualità dei nostri giocatori è quella che fa la differenza. Penso che noi allenatori alle volte pensiamo di avere inventato il calcio – anche se Pep lo ha inventato – però alla fine la bravura di un allenatore è quella di trovare il vestito giusto per la squadra che ha e mettere i giocatori nelle migliori condizioni possibili. Quando i giocatori riescono ad accettare gli errori degli allenatori e quando noi riusciamo a capire che gli attori protagonisti sono loro e non siamo noi sicuramente poi è più facile che la squadra faccia buone cose”.
La solitudine dei leader è uno dei temi trattati dai due allenatori. Una cosa che Inzaghi ritiene che non ci sia in questa galassia: “Sappiamo che alle volte gli allenatori – soprattutto nelle sconfitte – sono soli. Voi (i dirigenti del CFG, ndr.) avete sempre pensato l’opposto. Avete sempre fatto sentire l’allenatore con le spalle coperte e protetto. E questa è una cosa che mi ha spinto a venire qui, ed una cosa che già dall’esterno avevo percepito. Perché è bello vedere gli allenatori poter lavorare”.
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Inzaghi: “Vivo male la sconfitta, l’allenatore deve mettersi in discussione
La sconfitta non è mai piacevole. Inzaghi ritiene però che bisogna essere equilibrati nell’analizzarla: “Vivo molto male la sconfitta, come è giusto che sia. Non ho mai parlato alla squadra – se non in casi specifici – subito dopo la gara. Secondo me dopo la gara non siamo lucidi. Preferisco andare a casa e recuperare. A fine partita abbiamo tutti gli animi sotto sopra. Perciò preferisco riguardare la partita, anche perché noi dalla panchina spesso vediamo ben poco di quello che è successo, e rischiamo di avere dei pensieri più negativi rispetto a quello che ha fatto effettivamente la squadra. A fine partita si va anche a dare onore all’avversario, chiaramente. Ma quando perdo vorrei sempre poter rigiocare subito”.
Prosegue Inzaghi: “Noi dobbiamo essere bravi nella sconfitta a non cercare troppi alibi. Spesso gli allenatori vanno in sala stampa e danno la colpa ai giocatori, ma dobbiamo prima di tutto metterci in discussione. Noi allenatori dobbiamo avere la fortuna di avere un’ottima società alle spalle, di lavorare intensamente ma soprattutto di metterci in discussione, sia io che il mio staff. E questo oggi mi da la forza di pensare di essere un allenatore migliore di qualche anno fa”.

