C’è grande soddisfazione per Pippo Romano, che è tornato a Messina da allenatore con un pari convincente contro l’Athletic Palermo. Il tecnico, intervistato a Contropiede su TCF, ha ribadito il concetto già espresso dal d.s. Giovanni Martello. La squadra ha ben figurato contro i nerorosa, sfiorando anche il successo. Ma è chiaro che questo sia solo un primo passo verso un impresa titanica, quella legata alla salvezza sul campo (in attesa di notizie dal Tribunale).
Messina, Romano: “Blocco nel primo tempo, possiamo perdere poco”
Romano spiega quali sono state le tappe d’avvicinamento per il Messina alla gara con l’Athletic Palermo. Ma anche del lavoro fatto per costruire il gruppo. “Credo che in generale la partita sia stata più che soddisfacente, dato che abbiamo allestito la squadra in pochissimi giorni. Abbiamo lavorato dettagliatamente soltanto negli ultimi tre giorni, con 38 calciatori da selezionare a Bisconte. Abbiamo dovuto scegliere quali sono i migliori profili per affrontare al meglio questo campionato. La partita è stata ricca di spirito, abnegazione. Avevamo di fronte un avversario avanti a noi di un mese e mezzo nella preparazione. La squadra ci ha messo anima e cuore senza mollare, pur in difficoltà di ossigeno e di allenamenti”
Romano ha deciso di puntare sulla difesa a tre, un modo per dare compattezza alla squadra. Ma ci sono ancora tanti passi avanti da fare: “Abbiamo cercato di dare solidità al reparto difensivo, ma anche esperienza. Naturalmente quando si parte con un handicap così pesante si possono perdere poche partite e non ci si può affidare a un portiere under e ad una difesa giovane. Abbiamo trovato una certa solidità con tre centrali dietro e il play a centrocampo. Ottimo lavoro in fase difensiva e di non possesso da parte di tutti. Poi ci sono state difficoltà nel fraseggio e in generale sotto l’aspetto tecnico, non essendoci una grande conoscenza. C’è ancora tanto da fare”.
Il tecnico giallorosso sottolinea come il fattore psicologico abbia pesato, in negativo prima e in positivo poi sulla prestazione. Ma mantenendo sempre la barra dritta: “Nella ripresa abbiamo fatto meglio che nel primo tempo. C’è da capire che abbiamo vissuto un blocco psicologico: era la prima davanti il pubblico di casa. Per di più abbiamo lavorato sul sintetico, su un campo di dimensioni più piccole. Si faceva fatica a mantenere le distanze tra i reparti. La squadra non ha mollato, ci ha creduto ed ha creato delle buone occasioni per provare a vincere la partita. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta, però non mi aspettavo niente di più. C’è cuore e attaccamento alla maglia. I ragazzi ci hanno messo la faccia, in una situazione simile non è facile”.

