Umberto Calaiò non conferma e non smentisce le voci che lo vorrebbero a Messina come nuovo direttore sportivo. Così come accadrebbe per Agatino Chiavaro, anche per lui si tratterebbe di un ritorno. Il dirigente è stato infatti nella Città dello Stretto dal 2004 al 2006 con l’Fc Messina in qualità di responsabile dell’area scouting. Al momento, però, non sembra esserci nulla di concreto a sentire il dirigente palermitano: “Ho avuto un contatto la scorsa settimana con Provenzano, una richiesta di disponibilità. La società sicuramente starà facendo delle valutazioni ed è giusto così”.
Tra le altre cose Calaiò sarebbe uomo gradito, oltre che per Provenzano, anche per Giacomo Modica. Proprio a proposito della condotta del mister mazarese, uno dei candidati come direttore sportivo del Messina si esprime così: “Sicuramente il giudizio complessivo sull’ultima annata non può che essere positivo. La guida tecnica è una certezza sul piano delle idee e della proposta di gioco. Inoltre è un frontman efficace, è stato già giocatore, capitano e allenatore dell’Acr. Una garanzia per la proprietà ma anche per i tifosi che sanno quanto è legato alla piazza. Si sono sfiorati i playoff, c’è stato un pizzico di sofferenza finale ma è stato raggiunto l’obiettivo”.
Calaiò sull’ipotesi Messina
Nelle dichiarazioni riportate stamani sulla Gazzetta del Sud, Calaiò ha parlato del presidente del Messina. Questa è la sua visione dell’operato di Pietro Sciotto: “Magari può apparire pittoresco ma in un’era in cui a guidare nel calcio sono fondi o gruppi stranieri, ci mette i soldi propri o della sua famiglia per pura passione. E non è scontato in una dimensione globalizzata avere un presidente che iscriva da solo ogni anno la squadra, senza incappare in penalizzazioni. Di questo bisogna dargli merito”.
Infine Calaiò ha dato la sua ricetta per il rilancio del calcio a Messina. Una new age che non può non passare da infrastrutture all’altezza e da un settore giovanile florido e ben gestito. “Bisogna mettere al centro le strutture e il settore giovanile affinchè tutto resti in piedi. Non si può sempre cercare fuori o essere costreti a inventarsi soluzioni. Tra le voci di bilancio più importanti penso a “ricerca e sviluppo”, bisogna sfruttare le conoscenze e “patrimonializzare” il club. Alla gente piace vedere il senso di appartenenza, la costruzione di un calciatore proprio, perchè dà la percezione di guardare al presente ma anche al futuro”, conclude il palermitano.

