Valerio Antonini torna sulle voci sulle presunte dimissioni da Trapani. Rumors smentite dal presidente, che però esprime un certo malcontento per alcune situazioni. Tanto da essere pronto ad alzare il piede dall’acceleratore: “È in corso una profonda riflessione per il futuro. A questo punto fare il condottiero da solo contro tutti non mi piace poi così tanto. Cambierò molti atteggiamenti, cercherò di rivedere le strategie per il futuro dal punto di vista degli investimenti. Se metto un biglietto a 25 euro la gente si lamenta nonostante si paghi la metà rispetto a Bologna, si perde in partenza. Da imprenditore, così non vado da nessuna parte. Avrà ragione chi si lamenta, ma io faccio l’imprenditore, non sono un ente di charity, devo badare alle casse della società. Prima si fanno i botti e poi si cade”.
Trapani, Antonini applaude la città
La maggior parte degli abitanti di Trapani sta dalla parte di Valerio Antonini. Il patron lo sa e ai microfoni di Trapanisi sottolinea al tempo stesso l’esistenza di una piccola frangia di oppositori: “Il 90% della città è stata straordinaria. Negli ultimi 3 giorni ho ricevuto più di 3.000 messaggi di sostegno. Tutto ciò mi ha reso contento e mi ha alleviato dal dolore che ho provato dopo la partita di Bologna. Un dolore molto forte per tutti gli insulti che ho ricevuto, sono passato da carnefice con una richiesta di Daspo che non voglio neanche commentare. Ci sono una cinquantina di persone che hanno interesse solo nel criticare. È una invidia sociale di massa che non c’è solo a Trapani, ma in tutta Italia. È tutta gente che non capisce che alla fine ci rimette tutta la comunità, fanno un danno a se stessi, perchè io vado avanti lo stesso per la mia strada”.
Al tempo stesso il presidente del Trapani si spiega meglio con la curva. Soprattutto per quello che era l’intento del tanto chiacchierato Party Granata: “Con la curva non ho nulla. I tifosi hanno capito il contrario della mia organizzazione della festa. Era una festa di respiro internazionale, io volevo artisti di calibro internazionale per festeggiare alla grande i trofei vinti. E poi volevo e voglio portare il nome di Trapani ovunque, anticipando una stagione di concerti che avevo predetto già per quest’anno, ma per vari motivi devo rinviare al prossimo anno”.
Riposo e famiglia, poi si riparte
Valerio Antonini si sente solo e “abbandonato” da Trapani? Il presidente esclude questa ipotesi. Al tempo stesso, però, denuncia la mancanza di sostegno dopo le voci di Daspo ai suoi danni: “Non mi sento solo, grazie a Dio ho una famiglia straordinaria che mi vuole bene. So che la città mi è stata vicino nei momenti più importanti. Mi sarei aspettato tutt’altro nella gestione di quel che è successo a Bologna, perchè io alla città ho già regalato grandi soddisfazioni. Non è la città il problema, la gente mi ama e sa bene quel che ho fatto per loro. Quel che mi ha ferito molto è stato il comportamento della stampa nazionale, che ha quasi appoggiato l’iniziativa del Daspo. Confido nella saggezza del Questore, sarebbe un danno d’immagine per Trapani e per tutta la Sicilia”.
La finale di Poule Scudetto, oltre al finale (amaro) di una lunga stagione, segna il “rompete le righe” anche per Antonini. Saranno anche giorni di riflessione sul futuro e sulla gestione delle due squadre: “Ho bisogno di chiudere il telefono per un paio di settimane e pensare al mio matrimonio. Poi riprenderò l’anno prossimo per fare quel che ho in mente di fare. Quel che è successo cambierà alcuni atteggiamenti ma anche alcune iniziative. L’ambiente non è ancora pronto per quel salto di qualità che volevo fare. Ci vorrà ancora un po’ di tempo”.
Infine Antonini lancia un messaggio a chi è sceso in campo in Campobasso-Trapani. Una brutta figura che avrà degli strascichi in sede di scelte per il futuro: “Chi mi conosce sa che non sono abituato a fare queste figure di merda. Sono imbufalito per come la squadra ha approcciato la partita. Si può perdere 1-0 o 2-0, ma 4-0 dopo 25 minuti è un insulto alla società e ai tifosi. Non lo permetto a nessuno. Qualcuno pagherà per questa figuraccia, è la legge dello sport”.

