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Lascarì-Cefalù, la cura Nardi funziona: passo spedito e vista playoff

Risorge il Lascarì-Cefalù. Una sberla alla Santagiolese e settimo posto in classifica al termine di un girone d’andata tutt’altro che cominciato bene. Parte sinistra conquistata con pieno merito, in virtù di un’escalation poderosa sul piano numerico e prestazionale. Lo score della Polisportiva targata Nardi non ammette repliche: 16 punti totalizzati in sette partite disputate. Cinque vittorie ed un pari, avendo rimediato una sola sconfitta sul campo della Nuova Rinascita Patti. Sedici i gol realizzati, appena sei quelli subiti. Marcia sicura, spedita ed inarrestabile.

Non sul terreno di gioco almeno, poiché la sosta dei campionati, legata alle feste natalizie, costringerà la formazione cefaludese a tirare il fiato. Uno stop forzato, obiettivamente poco gradito, che smorza un’inerzia virtuosa e trascinante, congelando lo stato di grazia che ha fatto spiccare il volo alla compagine di Nardi, oggi distaccata di sole tre lunghezze dalla zona playoff.

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Lascari Cefalù, Nardi è sinonimo di rinascita

Il tecnico pattese è artefice ispirato e guida autorevole di una metamorfosi radicale e trasversale. Con solerzia e disinvoltura sorprendenti, Nardi ha rivitalizzato una rosa spenta, piatta sotto il profilo tecnico-tattico, fragile sul piano nervoso e motivazionale, psicologicamente affranta. Un insieme di calciatori che dovevano competere per i vertici della Promozione e che si sono ritrovati con 3 punti nelle prime 6 di campionato.

Carisma, rispetto, lealtà e trasparenza. Coerenza e personalità nella gestione del gruppo, piena autonomia nel compimento delle scelte tecniche. Schiena dritta che gli è valsa piena fiducia da parte di gruppo, staff e società. Spesso il cambio di guida tecnica genera benefici psicologici che si traducono in un’inversione di tendenza, comunque in un processo di miglioramento, magari effimero e temporaneo, di una squadra in difficoltà. Raramente si assiste ad una evoluzione talmente repentina e marcata. Una metamorfosi trasversale, che sa quasi di rivoluzione.

Unione di gruppo e mercato di certezze

Il Lascarì-Cefalù è come sbocciato. Gradualmente, ma registrando una crescita costante, piccoli step in avanti compiuti gara dopo gara, direzionati dal gene del coraggio, spinti da intensità e ferocia agonistica, cadenzati da coesione e spirito di sacrificio. Un percorso mappato da tracce delineate e tangibili, la capacità di percorrere più strade sul piano tattico per giungere comunque al traguardo del risultato. Un’armoniosa staffetta con protagonisti di fatto tutti gli interpreti, ben felici di passarsi il testimone e correre, sempre più forte, con e per il compagno, in nome di una causa comune. Una vera squadra, nell’accezione più virtuosa e corale del termine. Questa la dimensione attuale della Polisportiva Lascarì-Cefalù di Francesco Nardi.

Anche il mercato ha fatto la sua parte! Sono usciti profili di spessore come Gabriele Butera e Leandro Bordoni e sono arrivati l’argentino Joaquin Rocchetti Guzman in difesa, Rosario Cicero e Basilio Ceraolo a centrocampo e l’eterno Santo Scarpinato in attacco. Quest’ultimo già autore di un gol clamoroso contro il Nuova Azzurra al 94′ – nel match valido per la dodicesima giornata – pesante tre punti per la compagine giallorossa, che oggi sogna un ritorno nella griglia playoff. Al giro di boa, si può dire che la strada maestra è stata imboccata, resta da raggiungere la destinazione.

Redazione Sporticily
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