Nuovo fronte caldo per il Trapani di Valerio Antonini, che deve fare i conti con il Libero Consorzio Comunale (ovvero l’ex Provincia). Il presidente dell’Ente, Salvatore Quinci, ha emanato un decreto che ha autorizzato gli avvocati dell’istituzione Giovanni Scaminaci e Vincenza Argento a promuovere azioni giudiziarie o extragiudiziaria nei confronti della società calcistica guidata da Antonini. Questo perché non sarebbero state rimborsate le spese per le utenze dello stadio Provinciale. Ma il patron granata, da par suo, ha voluto rispondere a queste azioni con un contrattacco. Non solo mediatico.
Trapani, calcio e basket indietro con le bollette: il punto di vista delle istituzioni
Secondo gli atti che accompagnano il decreto del presidente Quinci, la cifra che il Trapani calcio dovrebbe al Libero Consorzio ammonterebbe a 111.299,14 euro. Il tutto nascerebbe da una convenzione del 2023, firmata dalle parti, in cui l’Ente si impegnava ad anticipare le spese per le varie utenze per poi chiedere il rimborso. Una clausola nell’accordo dell’utilizzo dell’impianto che sarebbe venuta meno nel 2024-25, quando il Trapani avrebbe dovuto effettuare la voltura e pagare di tasca propria. La società non avrebbe però mai effettuato tale azione.
L’ente, come ricostruito da Tp24.it, avrebbe quindi pagato di tasca propria queste bollette, sollecitando poi il Trapani al rimborso delle stesse. Ma da allora non ci sarebbero state più notizie. Da qui la decisione di avviare delle azioni contro la società granata. Queste richieste si muovono parallelamente a quelle fatte dal Comune di Trapani al PalaShark. Un contenzioso che ha portato il presidente Antonini a decidere per il trasferimento delle partite della squadra di basket del Trapani fuori città.
La risposta del patron: “Attacco costruito ad arte”
Antonini non ha atteso molto per rispondere alle accuse arrivate e lo fa a suo modo tramite i propri canali social: “La Società FC TRAPANI 1905 ha risposto all’attacco costruito chiaramente a tavolino da quella classe politica guidata dalla Piovra trapanese che sta cercando di salvarsi da morte politica certa in ogni modo”. Il patron attacca il Libero Consorzio, che avrebbe “mandato […] una nota costruita ad arte”.
Nel post condivide anche la risposta mandata al Libero Consorzio. In questo documento si evidenziano le promesse fatte per una convezione lunga, mai arrivata. Ma anche delle spese anticipate per il rifacimento dello stadio Provinciale. Ma soprattutto sostiene che ci fosse un’esenzione pluriennale per il pagamento delle utenze, contraddicendo di fatto la posizione delle istituzioni. Da qui la promessa di portare avanti altre azioni legali: “Non pubblicheremo stavolta gli audio e le registrazioni con Cerami prima, Grandolfo e l’inquisito per mazzette Signor Falzone poi (che ancora ricopre il suo ruolo nonostante i giornali abbiano scritto che sia stato beccato con 130 mila euro!) ed infine con Quinci. Li porteremo direttamente in Procura a dimostrazione dell’ennesima tentata truffa delle amministrazioni locali verso colui che ha speso milioni per ristrutturare impianti pubblici fatiscenti”.
Inoltre il patron comunica di aver risposto alle istituzioni chiedendo indietro i soldi dei lavori negli impianti da lui gestiti: “Appena fatte staccare le due fatture, una verso il Comune di Trapani per 2,3 milioni di euro Iva inclusa e una verso il Libero Consorzio di Trapani per 3,3 milioni di euro Iva inclusa per il rimborso dei lavori eseguiti e chiaramente rendicontati nei due impianti. Nel caso di mancato pagamento entro 7 giorni si partirà con decreto ingiuntivo e immediata azione legale risarcitoria. Fase 1 al via. A breve Fase 2, con le richieste risarcitorie milionarie. Stay Tuned”.

