Matteo Brunori, attaccante e capitano del Palermo, ha voluto parlare del momento suo e della squadra nella settimana che porta i rosanero alla sfida con la Juve Stabia. Intervistato dal Corriere dello Sport, il numero 9 si è soffermato sulla vittoria larga sul Pescara che lo ha riportato a segno, ma che può essere il trampolino emotivo per rilanciare la corsa del Palermo verso la Serie A.
Palermo, Brunori: “Con il Pescara serata perfetta, dobbiamo migliorarci sempre”
Il 5-0 col Pescara è stato il connubio perfetto per ritrovare la felicità: “Serata perfetta: il gol lo aspettavo, volevo aiutare la squadra anche in fase di realizzazione, è arrivato nel giorno del compleanno mio che del club e con una vittoria importante. Con questi colori ho vissuto gli ultimi 5 anni, fra momenti bellissimi e altri negativi che abbiamo superato insieme. Sono stati anni intensi e lo saranno ancora. Il meglio deve arrivare e la strada per coronare i nostri sogni è quella del lavoro che indica mister Inzaghi”.
L’ultimo 5-0 in ordine fu con la Turris in Serie C nel 2022. Da quel momento tante cose sono cambiate: “Allora partivamo per le trasferte in nave 2 giorni prima. I risultati e le strutture che abbiamo oggi li potevamo solo sognare. Ma è vivendo quei momenti che capisci quanto sia difficile mantenere ciò che abbiamo ora. Bisogna dare sempre di più per migliorare e rispondere a una città che ci dà tanto e pretende tanto”.
E proprio sulle pressioni e le aspettative della piazza, Brunori torna anche per chiudere con i discorsi del passato: “Le ho vissute in prima persona ma ogni giocatore quando firma per Palermo sa bene l’importanza della piazza che comporta anche pressioni. Ciascuno di noi deve essere bravo a trovare un equilibrio interno. I calciatori più esperti devono far capire come gestire certe situazioni soprattutto nelle difficoltà. Ma l’attesa ti fa sentir vivo e spinge a dare il massimo. Poi avere uno come Inzaghi in panchina, con la sua carriera, aiuta. Un suo consiglio ti fa riflettere e ti trasmette nuova carica”.
Brunori: “Astinenza da gol meno pesante del passato, più importante obiettivo collettivo”
Il capitano è tornato a segnare dopo 6 mesi, ma reputa che oggi viva diversamente questi momenti: “Ho una maturità diversa rispetto al passato, quando quando l’astinenza la soffrivo di più. Il gol è fondamentale e ti libera mentalmente ma non la stavo vivendo come un assillo. Sono contento di essermi sbloccato, c’ero già andato vicino visti i due gol annullati”.
Prosegue Brunori: “Il calcio è uno sport di squadra, l’obiettivo principale è quello collettivo; anche se un attaccante che segna aiuta a realizzare quell’obiettivo. Inzaghi è stato chiaro: entrare dalla panchina non è mai semplice, ma già altre volte i cambi ci hanno dato molto. Quello che conta è l’atteggiamento positivo. Una squadra che punta in alto deve avere una rosa lunga”.
“Rigori? Non c’è problema di tiratori, tanto non ce ne danno”, dice tra il serio e il faceto Brunori, che parla anche del record di gol con la maglia rosanero di Fabrizio Miccoli: “Lo sento spesso, ho un bellissimo rapporto con lui. ma per me questo record non è la cosa principale. Diciamo che sarebbe un modo per entrare ancora di più in questa storia fantastica che sto vivendo. Ma sarei pronto a rinunciare ai miei gol per arrivare al sogno di tutti…”.
LEGGI ANCHE -> Palermo, la lista delle “vittime” di Brunori è da record: ha segnato a 43 squadre
Brunori: “Ricordo la sofferenza dopo il playoff, con la Juve Stabia energia diversa”
L’avvio di stagione dei rosanero è stato positivo, anche se al momento si trova un po’ dietro in classifica. Ma da questo momento in poi può cambiare l’andamento della squadra, visti gli avversari che ci saranno: “Dobbiamo alzare il livello e lo facciamo durante la settimana. Abbiamo affrontato subito le più forti, e perso solo col Monza. C’è la consapevolezza del nostro valore ed è qualcosa che forse ci è mancato negli altri anni. Delle partite con la Juve Stabia dello scorso anno mi tengo soprattutto la sofferenza della sconfitta. Dobbiamo ripartire da quella amarezza, ricordarcene e mettere in campo contro di loro un’energia e una rabbia diverse”.
“Il mio rapporto con Palermo è di amore, di affetto. Quello che la gente ha riversato nei
confronti miei, di mia moglie e di mia figlia Matilde che è nata qui. È qualcosa di unico e difficile da spiegare. Sto bene dentro e fuori il campo e voglio regalare a Palermo qualcosa di storico”, conclude capitan Brunori.

