Un anno in cui la stabilità è stata sempre molto lontana. Ma oggi, con altri 365 giorni da vivere, la paura del futuro è ancora più grande. Si potrebbe riassumere così il 2025 del Trapani, che non è mai riuscito a trovare continuità, in campo e soprattutto fuori. Tanti problemi, sinonimo di una programmazione che si è vista solo a sprazzi e di difficoltà sul piano amministrativo. Stando così le cose, poter pensare a un avvenire roseo è molto difficile. A tal proposito, l’inizio del 2026 sarà subito all’insegna dei verdetti e delle attese.
Trapani, un 2025 all’insegna della confusione
Il 2025 del Trapani ha un minimo comune denominatore emblematico. L’anno, infatti, si è concluso così come si è aperto, ovvero con un esonero. A gennaio scorso fu mandato via Eziolino Capuano, poche ore fa il direttore sportivo Andrea Mussi. Tra i due accadimenti, ne è passata di acqua sotto i ponti, forse troppa. In mezzo il fallimento della gestione tecnica di Vincenzo Torrente, sfiduciato pubblicamente da Valerio Antonini dopo il derby col Catania, il ritorno in panchina di Salvatore Aronica, vero condottiero di questa annata, e l’arrivo di Luigi Volume, prima successore di Peppino Pavone alla direzione dell’area sportiva e ora plenipotenziario della gestione sportiva.
Una serie di eventi che mettono in mostra tanti tentativi, ma poca programmazione. Un caos di cui è stata vittima in primo luogo la squadra. Difficile tirare le somme di quanto accaduto in campo. Il Trapani nel 2025 ha vissuto sempre all’inseguimento di qualcosa, che fosse una qualificazione ai playoff o la scalata della classifica dopo aver scontato un -8. Non si può non evidenziare che, in questa stagione arrivata al giro di boa, è grande il rimpianto per quella penalizzazione che sta negando ai siciliani orizzonti decisamente più rosei, ma a fronte delle situazioni esterne forse poco conta. Per questo ci sia consentito sorvolare.
Su una cosa, però, ci ci si deve soffermare: l’impegno incondizionato di chi è sceso in campo in mezzo a mille difficoltà. A salvarsi – come spesso accade in queste situazioni – sono gli attori principali. La squadra, quella guidata da Salvatore Aronica nel finale dello scorso campionato e nella prima metà di quello in corso, ha risposto a testa alta alle intemperie di una realtà rivelatasi giorno dopo giorno assai dura. È ancora presto per dire a cosa sarà valso, ma di certo conta.
Calciomercato a misura di caos
In uno scenario del genere, appare paradossale anche citare i protagonisti di questo 2025 del Trapani. Anche perché il calciomercato estivo ha fatto da spartiacque. Ben diciannove acquisti effettuati dal direttore sportivo Andrea Mussi, a fronte di almeno una ventina di cessioni. Una nuova rivoluzione, dopo quella di gennaio, volta a costruire una squadra rocciosa e “di categoria”. La speranza ora è che, anche a fronte di eventuali novità sul fronte disciplinare, la rosa possa avere una parvenza di continuità.
Tuttavia, il timore è che ciò difficilmente accadrà. Non mancano, infatti, i rumors su alcuni punti fermi dell’organico a disposizione del tecnico Salvatore Aronica. I nomi caldi in uscita sono quelli di Peppe Carriero e Pietro Ciotti, per i quali la cessione appare assai probabile. Da tenere d’occhio anche l’attacco, visto che Manuel Fischnaller e Ciccio Grandolfo hanno diversi estimatori in Serie C. Riuscirà il Trapani a resistere?
L’extra-campo, vera spada di Damocle del Trapani
La sensazione è che il Trapani debba giocarsi la sua battaglia in sede giudiziaria prima che sul campo. Dopo il turning point che a maggio scorso ha portato il Tribunale Federale Nazionale a comminare la penalizzazione di 8 punti per le violazioni amministrative di cui si è macchiato il club, i granata, al di là delle colpe vere o presunte affibbiate a soggetti terzi, si sono messi in una posizione scomoda.
Il club, infatti, è ormai nel mirino della magistratura sportiva e a ogni scadenza tributaria in città si trema. L’ultima miccia in ordine di tempo risale a inizio dicembre. La Procura Federale ha infatti richiesto una nuova penalizzazione di 8 punti per irregolarità amministrativa. Il Tfn, però, ha deciso di sospendere il giudizio fino all’8 gennaio. Solo in questa data si saprà se la rincorsa dei granata a un posto ai playoff si tramuterà in una corsa disperata verso la salvezza. Il tutto senza dimenticare la necessità di mettersi in pari, per evitare ulteriori sanzioni.
Una data, quella dell’8 gennaio, segnata sul calendario da tutta la Trapani sportiva. Dopo le vicissitudini vissute in casa Shark nel basket, il timore di nuove tribolazioni anche nel calcio è assai fondato. La speranza dunque è che il 2026 porti quel che è mancato nell’anno precedente: la stabilità.

