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Raciti: “Catania ha deluso, Messina ha uomini veri e under forti. Derby da tripla”

Ezio Raciti ha il cuore diviso in due alla vigilia del derby tra Catania e Messina. L’allenatore catanese doc ma con un passato glorioso alla guida dei peloritani, in una lunga intervista ai microfoni di Sporticily, ha presentato la gara che mette di fronte le due siciliane in Serie C. “Sono due squadre a cui sono molto legato. Sono catanese ed ho allenato lì per otto anni. In me scorre sangue rossazzurro a tutti gli effetti. Il legame col Messina nasce dal fatto che è la squadra della mia carriera nei professionisti. Inoltre, considerando anche l’esperienza tra i dilettanti, è la piazza in cui ho avuto maggiori soddisfazioni. È per questo che diventa difficile prendere una posizione”.

Entrambe cercano punti importanti in funzione dei propri obiettivi. Le motivazioni non mancano a nessuna, soprattutto perché in ballo c’è la permanenza nella categoria. “Per salvarsi ci vogliono 44-45 punti: la media si è alzata rispetto agli altri anni. Il Catania ne ha 39, deve fare almeno una vittoria e due pareggi per centrare la salvezza. Al Messina manca poco per la matematica certezza, pur avendo davanti un calendario ostico. Spero che entrambe ci riescano. La partita sarà la classica tripla. Tanto conteranno le motivazioni e la condizione atletica”.

Raciti commenta la stagione del Catania

La stagione del Catania è stata dai due volti. Quello coriaceo e vincente della Coppa Italia ha spesso lasciato spazio a quello incostante e impaurito del campionato. Ezio Raciti non si sa dare una vera spiegazione. “Magari in Coppa hanno avuto degli episodi maggiormente favorevoli che in campionato. La classifica è dettata dal lungo percorso e non è facile tenere sempre lo stesso ritmo. Certo è che il club era partito con l’idea di vincere la Serie C o comunque di esserne protagonista. Alla fine, invece, è una delle tre squadre, con Potenza e Crotone, che hanno maggiormente deluso”.

È su questo che la dirigenza dovrà interrogarsi. “Non conosco le dinamiche interne della società e come sia strutturata al suo interno. Ad inizio stagione avevano un tecnico giovane e un direttore sportivo molto capace (Luca Tabbiani e Antonello Laneri, ndr). In cantiere c’era di fare un buon campionato, ma le cose non sono andate per il verso giusto. Hanno cambiato allenatore e allontanato il direttore, cercando risultati immediati. La situazione però non è migliorata. Dall’esterno è difficile dare giudizi. Diciamo che, se una squadra va così sotto le aspettative, bisognerebbe farsi delle domande”.

Uno degli errori secondo Ezio Raciti potrebbe essere stata la scelta di privarsi di un elemento portante: lo spirito identitario. Tantissimi sono stati i catanesi doc costretti a salutare dopo la promozione. “Io credo sempre che si debba partire dallo zoccolo duro di una squadra. L’anno scorso il Catania è ripartito da zero, con ricostruzione basata su un gruppo di giocatori di origine etnea. Si è puntato su di loro per avere un maggiore animo all’interno del gruppo. Da lì sono arrivati i successi in Serie D. In questa stagione si è smobilitato tutto, prendendo diversi giocatori nuovi e anche giovani. Alla lunga, una mossa che il Catania sta pagando cara in termini di classifica”.

Messina e la stagione a sorpresa

Una scelta opposta ha compiuto Pietro Sciotto, ripartito da due pilastri fondanti della vecchia squadra. “Il Messina, pur cambiando tanto, ha mantenuto in organico Ermanno Fumagalli e Nino Ragusa. Non solo ottimi calciatori, ma uomini veri, che hanno saputo prendere per mano tutto il gruppo squadra. Ho avuto la fortuna di allenarli e devo dire che sono tra i migliori calciatori che abbia mai conosciuto, come spessore umano”.

Al loro fianco ci sono tanti giovani che conosce bene. “Giuseppe Salvo è arrivato lo scorso anno, non ha giocato tanto ma è cresciuto molto durante gli allenamenti. Sono contento per lui, perché è un ottimo ragazzo, molto legato al Messina. Ma non è il solo calciatore di talento. Penso a Lino Ortisi, che feci esordire a Siracusa a 16 anni in Serie C, e a Giulio Frisenna, che ho avuto nella mia scuola calcio e che al primo anno di professionismo ha dimostrato di essere un protagonista della categoria. Anche Marco Zunno ha grandi capacità”.

Un mix insomma vincente. “Il Messina ha scelto ottimi under, in generale ha fatto una buona campagna acquisti. Penso ai vari Manetta, Firenze, Franco, Emmausso, Plescia. Tutta gente che in categoria ha fatto molto bene. A guidarli in più c’è Giacomo Modica, che ci ha messo del suo per dare un’identità a questa squadra e l’ha sempre mantenuta, anche nei momenti difficili. La svolta è stata la doppia sfida con Monterosi e Catania nel girone d’andata. Da lì hanno trovato energie nuove, sfruttate sino ad oggi quando sono a un passo da una salvezza tranquilla”, ha concluso Ezio Raciti.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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