Niccolò Pierozzi si racconta a Sporticily. Cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina, la squadra della sua città, ha respirato calcio fin da bambino insieme al fratello gemello Edoardo, condividendo sogni e sacrifici che oggi li hanno portati a vivere in luoghi diversi, ma sempre vicini col cuore. I legami familiari non sono tuttavia gli unici che l’esterno, oggi al Palermo, reputa fondamentali. È infatti quel tipo di giocatore che ogni spogliatoio vorrebbe avere, capace di tendere la mano ad ogni compagno al momento del bisogno. È questo e tanto altro che ha raccontato nel corso dell’intervista rilasciata durante il ritiro del Palermo a Châtillon, in Valle D’Aosta.
Niccolò Pierozzi e il gruppo Palermo
Ad oggi il Palermo è un mix di giocatori che facevano parte della rosa dello scorso anno, come Niccolò Pierozzi, e nuovi innesti. “I compagni appena arrivati si sono presentati nel migliore dei modi, anche nei confronti del gruppo. Noi li abbiamo accolti molto bene. È quello che deve fare un gruppo sano. In molti si conoscevano per esperienze passate o per avere giocato contro, questo aiuta”.
Non manca, però, una sana competizione. “Fa parte del gioco, lo sappiamo. Chi viene a Palermo sa che purtroppo o per fortuna il posto fisso non c’è mai, ogni settimana c’è una gara interna per decidere chi giocherà la domenica”.
E sarà anche così in vista del 9 agosto, quando è in programma l’amichevole di lusso contro il Manchester City. “Quando ce l’hanno detto, eravamo tutti super emozionati. È un bel test, forse il più impegnativo che poteva capitarci per prepararci poi alle alle gare ufficiali, per cui è bellissimo. Con chi scambierò la maglia? Di nomi ce ne sono diversi, se dovessi dirne uno in particolare direi Savinho, ma ci metteremo d’accordo coi miei compagni per non andare tutti su uno”.
L’amicizia con Vasic
C’è un giocatore, in particolare, con cui Niccolò Pierozzi ha legato nei mesi scorsi e che in queste ore è al centro di questioni relative al mercato. “Con Vasic siamo molto amici, siamo quasi coetanei, per cui ci siamo trovati. Quando lo scorso anno ha vissuto dei momenti di difficoltà, l’intera squadra l’ha aiutato nella scorsa stagione. Ma Alo ha le spalle grosse, ha il carattere per affrontare tutto, anche le cose ingiuste che gli sono capitate. Non c’è stato neanche bisogno di dirgli più di tanto. È uno dei migliori amici, lo supporterò sempre. Gli auguro di rimanere a Palermo. Il mister sa benissimo cosa deve fare e anche Alo, quindi vediamo cosa accadrà”.
Niccolò ed Edoardo Pierozzi
Dall’amicizia, si passa poi ai legami familiari. “Io e mio fratello Edoardo abbiamo un bellissimo rapporto. Ci vediamo poco, ma quel poco è bellissimo. Lo scorso giugno sono stato a vederlo quando ha vinto il campionato. Abbiamo festeggiato insieme a Pescara, ma anche in famiglia. È stata una bella emozione, che ho vissuto anche io in prima persona”.
Il condottiero dei Delfini è stato Silvio Baldini, vecchia conoscenza rosanero, che oggi allena l’Italia U21. “È una bella sfida – ha commentato Niccolò Pierozzi – perché sulla base di ciò che mi raccontano mio fratello e i miei compagni che l’hanno avuto il mister ha una personalità forte, carismatica. È molto bravo, tutti mi hanno detto che ti trascina. Io penso che possa fare molto bene, perché è questo ciò che ci vuole coi ragazzi. Forse servirebbe un po’ più di coraggio, perché i giovani ci sono e avendo continuità nei club e in azzurro possono far bene”.

