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Palermo, rescissione per Lucioni: la naturale conseguenza di un altro errore estivo

In casa Palermo l’argomento del giorno è l’indiscrezione sulla rescissione consensuale del contratto di Fabio Lucioni. L’esperto difensore lascerà il club di Viale del Fante dopo neanche un anno e mezzo di militanza. Una separazione che di fatto è la naturale conseguenza di un inizio di stagione che ha assunto le sembianze di una via Crucis. Dopo aver svolto regolarmente il ritiro estivo tra Pinzolo e Manchester, infatti, il centrale umbro ha sempre avuto problemi fisici. A partire dalla sfida di Parma in Coppa Italia, infatti, l’ex Frosinone e Lecce non quasi mai stato a disposizione di Alessio Dionisi. La sua unica presenza, nel finale del match di Napoli, sembrava poter essere l’inizio di una nuova era. Alla fine dei conti, però, è stato il canto del cigno.

Fabio Lucioni lascia dunque Palermo, dopo l’accordo sancito tra il suo agente Romualdo Corvino e il direttore sportivo Morgan De Sanctis. Stando a quanto si legge stamattina sul Giornale di Sicilia, questo accordo prevede una buonuscita parametrata in base ai 7 mesi di contratto residui. Tuttavia potrebbe venire meno questa cifra, qualora il difensore dovesse trovare una sistemazione in Serie B nella seconda parte della stagione. C’è chi resta sorpreso davanti a questa notizia di fine novembre. Eppure, chi ha seguito la squadra da vicino fin dall’inizio della stagione, non si stupisce più di tanto.

Palermo, addio di Lucioni tra problemi fisici e una leadership non più affermata

Anche prima del suo infortunio, infatti, Fabio Lucioni non era più il leader che era arrivato a Palermo all’inizio della scorsa estate. Il piano previsto per lui dal tandem composto da Eugenio Corini e Leandro Rinaudo, infatti, era venuto meno molto presto. L’arrivo di Dimitris Nikolaou era stato un primo segnale del fatto che le cose stavano per cambiare. Anche perchè, diciamocelo chiaramente, dopo il lungo stop per infortunio vissuto nella scorsa stagione, la fiducia sulla solidità fisica del difensore era ai minimi storici. Tanto che il club, durante l’estate, aveva deciso di correre ai ripari. In primis con l’integrazione in pianta stabile di Patryk Peda, e poi con l’ingaggio dell’italo-turco Rayyan Baniya.

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Da qui l’equazione è divenuta semplicissima: Fabio Lucioni non era più uno degli ‘intoccabili’ di casa Palermo. Non c’è dubbio sul fatto che gli infortuni di questa prima parte di stagione abbiano influito e non poco. Non mancano però i casi di calciatori rimasti nella propria squadra pur da lungodegenti, pur di fornire leadership, coraggio e carisma allo spogliatoio. E il club dell’orbita City Football Group non avrebbe avuto di certo problemi di natura finanziaria nel tenere a libro paga il difensore per 7 mesi. Quindi sorge un altro aspetto, ovvero quello per cui Lucioni non era più quel leader carismatico che ci si aspettava che fosse. La sua uscita dai radar e il fatto di non vederlo al fianco della squadra (cosa che un leader dovrebbe fare al netto degli infortuni) erano già due indizi in tal senso. Ora arriva anche il terzo indizio che di fatto diventa una prova.

Dunque, vedendo la situazione con questa chiave di lettura, la separazione era inevitabile ma anche frutto di un chiaro errore di valutazione. Non il primo, forse neanche l’ultimo.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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