La Serie B mancata e la puntuale promessa per la lotta al vertice è arrivata nelle scorse settimane da parte del Catania. Ci si è detti pronti a soddisfare le esigenze della piazza, di puntare in alto (pur senza avere la certezza che i soldi spesi portino alle vittorie). E soprattutto che la programmazione sarà il tramite per raggiungere i traguardi sperati. Però, allo stato attuale, la programmazione del Catania sembra in una fase di stallo: a cominciare dalla questione allenatore.
Catania, nodo allenatore: Caserta non è più il favorito?
Credere in un progetto tecnico è fondamentale per poi programmare un futuro e dare continuità. Lo sa benissimo il Catania, che negli ultimi anni ha cambiato decine di giocatori e molto spesso allenatore. La parentesi di Mimmo Toscano, almeno prima dell’esonero dello scorso marzo (poi rientrato), è la più lunga per un tecnico nella gestione di Ross Pelligra e Vincenzo Grella. E, nei momenti di difficoltà, l’allenatore si è spesso trovato da solo a fronteggiare certe battaglie. Questo almeno è quanto da dichiarazioni dello stesso Toscano al momento di salutare Catania.
Ecco perché è importante avere le idee chiare sul futuro allenatore e averle alla svelta. Si è parlato a più riprese di Fabio Caserta e Pietro De Giorgio. Sembrava che nelle ultime settimane tutti gli sforzi stessero convergendo sul primo. Però Caserta vuole non solo garanzie tecniche (cosa importante per un allenatore che viene dalla Serie B): le vuole anche sul piano della stabilità, della durata del contratto, della convinzione piena sulla sua persona. L’accordo non è ancora stato siglato, e comunque pare che il Catania stia valutando anche altre opzioni.
Resta calda la pista De Giorgio, che è in bilico tra rimanere a Potenza e accettare un salto di qualità (almeno sulla carta). C’è uno sponsor importante in questo senso per il tecnico, come il direttore sportivo in pectore, Fortunato Varrà. Ma anche questa figura non è stata ancora ufficializzata. E si arriva quindi al nodo principale della questione.
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La Serie B come obiettivo, la programmazione come mezzo: però serve accelerare
Dopo la delusione, l’ambiente Catania si aspettava una risposta più rapida su certi fronti. Soprattutto se si sceglie di programmare passo dopo passo i propri obiettivi, c’è la necessità di trovare anche risposte rapide alle esigenze di una piazza così calda. Ed è chiaro che, per quanto Varrà possa essere (o meno) prossimo a vestire la giacca dirigenziale etnea, è difficile avere chiarezza sui suoi piani se non viene presentato al pubblico.
Ci sono alcune questioni, come quelle del ritiro, che certamente dei dirigenti esperti possono chiudere in poco tempo e anche senza un allenatore. A tal proposito pare che questo si potrebbe svolgere in parte in Sicilia (da capire se a Torre del Grifo o altrove) e una parte in Umbria. In questo senso la candidatura principale, secondo il quotidiano La Sicilia, sarebbe quella di Norcia
Ma su altre questioni, come ad esempio il calciomercato, senza una visione comune con il tecnico difficilmente si può costruire una squadra a sua immagine e somiglianza. Ecco perché l’ambiente chiede chiarezza in tempi brevi, per evitare di farsi trovare impreparati. E per puntare senza remore sul bersaglio grosso.

