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Palermo, Henry: “Dobbiamo andare in Serie A, il mio obiettivo è fare più gol”

È un Thomas Henry a tutto tondo quello che si apre sulle colonne di Repubblica-Palermo. L’attaccante rosanero ha sin qui avuto un ruolo centrale nel gioco di Alessio Dionisi, pur non dimostrandosi un cecchino infallibile sottoporta. Sono infatti appena 2 le reti messe a segno in 13 presenze stagionali (che diventano 14 contando la Coppa Italia). Ma il compito della punta francese nel 4-3-3 dei siciliani è ben più ampio. Cosa che lo stesso Henry evidenzia durante l’intervista. Spazio anche agli obiettivi personali e di squadra, che non possono che riguardare la Serie A, ma anche il rapporto con i compagni di reparto.

Palermo, Henry: “Ultimo anno e mezzo complicato, qui per fare meglio”

Thomas Henry, dalle colonne di Repubblica-Palermo, esprime tutta la soddisfazione per l’arrivo in Sicilia dopo alcuni mesi difficili: “Sono contentissimo perché a Palermo ho ritrovato un ambiente dove mi sento bene. L’ultima stagione all’Hellas Verona è stata molto difficile anche a livello umano. Finalmente ho trovato un po’ di continuità sul campo dopo aver perso un anno e mezzo”.

In tanti pensavano che l’addio dell’attaccante fosse legato all’arrivo in gialloblù di Roberto D’Aversa. Questo per via di un testa contro testa in un Lecce-Hellas Verona con il tecnico. Ma sono altre le motivazioni: “Per me quello è un capitolo chiuso. In campo si lotta e siamo tutti professionisti. Poi tutto finisce lì. È vero però che a prescindere da quell’episodio, quella passata a Verona è stata una stagione difficile a livello umano. Ho pagato anche errori degli altri. Dovevo cambiare aria e per fortuna ho trovato un ambiente come Palermo. Ci sono state cose fuori dal campo che hanno utilizzato contro di me e contro la mia famiglia e questo non lo posso accettare”.

Ora però tutta la concentrazione è posta sulla causa rosanero e sul crescere giorno per giorno: “Possiamo sicuramente fare meglio. Anche io so che posso fare meglio. Questa sarà la nostra missione per le prossime settimane. Il Palermo è una società che deve stare in Serie A per tanti motivi. Noi giochiamo in B, ma quando parliamo dei rosanero pensiamo ad altre categorie e ad un club che è conosciuto in tutto il mondo”.

Henry: “Lavoro tanto per la squadra, ora i gol. Il modulo? Non conta”

Henry analizza poi i suoi primi mesi col Palermo. Mesi in cui ha messo in campo tanta generosità, ma in cui ha segnato poco: “Sappiamo quanto siano importanti nel calcio di oggi le statistiche e quindi risalta il fatto che abbia messo a segno 2 gol. Ma io sono contento perché ho ritrovato quel tipo di lavoro che facevo prima. Mi sacrifico tanto per la squadra, poi è chiaro che devo pensare anche a me e pormi delle domande. So che posso fare molto meglio e sarà l’obiettivo nelle prossime settimane”.

La sua scarsa vena realizzativa può dipendere quindi da tanti fattori. Ma per il francese uno di questi può essere eliminato: “Posso dire che, vista la mia esperienza, mi piace giocare in tutti i modi. Non cerco scuse per il mio rendimento, anche perché studiare il migliore assetto non è il mio lavoro e soprattutto so che i moduli possono contare poco. Ho giocato in tre campionati europei diversi e con tutti i moduli. Mi trovo bene con il 4-3-3 e sono sicuro che possiamo rendere meglio anche con questo schieramento. Il nostro obiettivo è trovare quei due centimetri che fanno sì che un risultato arrivi oppure no”.

Henry: “Le Douaron deve ambientarsi, ci serve tempo per conoscerci”

Il modulo è stato spesso tirato in ballo perché si è spesso parlato di chi sarebbe più adeguato per affiancare Henry. L’attaccante non da distinzioni, ma sottolinea come alcuni abbiamo bisogno di più tempo per capire il calcio italiano: “Con Le Douaron c’è un feeling diverso perché devo aiutarlo a inserirsi al meglio. So come funziona: è la prima volta che gioca lontano dalla Francia e non è facile ambientarsi subito. Purtroppo mi mancano Gomis e Blin che avrebbero potuto darmi una mano. Ma mi trovo bene con tutti, non solo con Le Douraon e Brunori. Questa è la mia forza”.

Il tempo quindi è un fattore importante per fare ambientare Le Douaron. Ma lo è, in effetti, per tutta la squadra: “Il campionato non è finito. So che per chi segue il Palermo è difficile sentirsi ripetere certe frasi, ma io sono sicuro che non è finito. Dobbiamo lavorare ancora di più, ma la squadra è in crescita e si allena bene durante la settimana. All’inizio eravamo tanti giocatori nuovi e avevamo la necessità di stare insieme. Nel calcio è difficile chiedere tempo ma a noi serve questo. Ci mancano ancora i risultati, ma tutto passa dal lavoro in allenamento e dalla conoscenza tra di noi. Anche il Real Madrid, che ha i tre attaccanti più forti al mondo, ha bisogno di tempo. Se succede a loro può succedere a noi”.

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Palermo, Henry: “Stadio Barbera deve diventare punto di forza, vogliamo la Serie A”

Henry parla poi del “caso” Renzo Barbera, uno stadio tanto caldo ma finora poco fortunato per il Palermo. Da fortino inespugnabile, l’impianto che ospita i rosanero si è trasformato in un luogo avaro di soddisfazioni, sia per la squadra che per i tifosi. Ora, però, c’è da cambiar rotta: “Deve diventare la nostra forza. È difficile capire perché lì le cose non vadano bene. Abbiamo tifosi eccezionali e io personalmente sono felice di giocare al Barbera. Faremo di tutto per rendere felice la nostra gente. Pressione? Siamo tutti diversi. A me piace giocare in questo tipo di impianti. Si gioca al calcio per questo. Quando non sei abituato, sei giovane o arrivi da un altro Paese può essere motivo di pressione, ma facciamo questo mestiere per questi stadi e queste tifoserie”.

Chiosa finale sugli obiettivi da centrare: “Abbiamo tanti sogni però bisogna procedere passo dopo passo. Dobbiamo fare il meglio possibile nelle prossime settimane, per poi arrivare a Natale tirare le somme. L’obiettivo è la Serie A, chi non ci vorrebbe andare? Ora però dobbiamo pensare partita dopo partita, iniziando col vincere le prossime due gare davanti al nostro pubblico”, conclude Henry.

Redazione Sporticily
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