Due settimane dopo l’ultima partita, coincisa con l’amara sconfitta sul campo dell’Olympic, l’Ortigia si prepara a tornare in acqua per affrontare una sfida proibitiva. Domani pomeriggio, alle ore 15.00, alla “Paolo Caldarella” di Siracusa, i biancoverdi ospiteranno l’AN Brescia, nel match valido per la ventesima giornata del campionato di Serie A1 di pallanuoto maschile. Una partita complicatissima contro una formazione di livello mondiale, ricca di nazionali, seconda in classifica e in piena lotta con il Recco per la prima posizione e, ovviamente, per lo scudetto.
Contro gli uomini di Bovo, l’Ortigia ha però l’occasione di testare la propria condizione dentro una gara di livello, e dal ritmo sicuramente alto, e di continuare a crescere in vista del prossimo ciclo di impegni che la attende ad aprile, dopo la pausa per le nazionali, e che sarà decisivo per la salvezza. La squadra di Piccardo, che ha avuto due settimane per smaltire la delusione per la sconfitta di Roma e lavorare sugli errori e sulle cose ancora da migliorare, ora ha bisogno di ritrovare l’adrenalina della sfida. Una sfida sulla carta impossibile, ma sicuramente ricca di stimoli e da giocare con lo spensierato coraggio di chi sa di non aver nulla da perdere.
LEGGI ANCHE -> Cessione Siracusa, Elicona: “Penalizzazione non incide su proposta, ora Ricci risponda”
Ortigia, Piccardo suona la carica
Alla vigilia del match contro Brescia, ha parlato Stefano Piccardo. Il coach dell’Ortigia presenta così la sfida: “In queste due settimane ci siamo allenati bene, facendo anche un common training a Palermo. Stiamo cercando di lavorare su quelle che sono le nostre lacune, ad esempio sulla disciplina nel gioco, che ci è mancata a Roma, soprattutto nel primo tempo. Il Brescia è una squadra di blasone pari a quello del Recco, con un grandissimo allenatore e con giocatori importanti. Loro arrivano da una partita di coppa di alto livello contro l’Olympiakos, quindi per noi questa sfida deve essere un banco di prova per capire quanto riusciamo a resistere a certi ritmi, perché più si alzano i ritmi e più aumentano le percentuali di errore. Questo sarà sicuramente un aspetto che farà la differenza tra noi e loro e sul quale dovremo continuare a lavorare”.

