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Palermo, nei secondi tempi raffica di gol segnati e subiti: Inzaghi cerca soluzioni

Il Palermo sta già programmando il lavoro che lo porterà ad affrontare un finale di stagione in cui si spera possa essere protagonista. Ci sarà da analizzare i punti di forza e di debolezza della squadra di Filippo Inzaghi, per cercare di giocarsi al meglio le proprie chance. Un aspetto che ha regalato gioie e dolori ai siciliani è il rendimento nei secondi tempi: una frazione di gioco in cui non mancano mai delle emozioni quando si tratta dei rosanero. E questo lo si evince dal dato dei gol fatti e subiti: perché il Palermo alza i ritmi quando conta.

Palermo, tanti gol fatti nel secondo tempo: il dato

Il Palermo si conferma come squadra che rende al meglio offensivamente nei secondi tempi, dato che ha segnato ben 30 gol sui 52 totali proprio negli ultimi 45 minuti di gioco. Solo Frosinone e Venezia con 32 hanno fatto meglio della compagine di Inzaghi. Un dato foraggiato soprattutto dalla fame di segnature di Joel Pohjanpalo, che ha realizzato ben 11 dei 21 gol stagionali proprio nella seconda frazione di gioco.

Per di più, grazie al gol di Mattia Bani a Padova, il Palermo ha ritrovato un gol nel recupero, portandosi a 3 centri negli ultimi istanti di gioco. Dato anche questo tutto sommato in linea con le avversarie per la promozione. I rosanero hanno trovato nel tempo la chiave per far male alle avversarie, anche se non sempre le cose sono andate come si sperava.

Difesa più ballerina nella ripresa: Inzaghi cerca rimedio

Il rovescio della medaglia di una squadra che spesso nei secondi tempi è più propensa a fare gol è che nella stessa frazione ci si espone più a dei rischi. Forse non è un caso che il Palermo, una delle difese più ermetiche della Serie B, abbia subito la maggior parte dei suoi gol proprio nella ripresa. In tutto sono 18 le reti incassate nei secondi 45 minuti (contro le appena 9 subite nei primi). Restano impresse nella memoria del Palermo le reti prese contro il Mantova e l’Avellino nel girone d’andata e contro la Juve Stabia in quello di ritorno. Gol che sono costati punti pesanti nell’inseguimento alla zona promozione diretta.

I due dati sono inevitabilmente legati. Quando il Palermo va a caccia del gol, finisce per allungarsi, scoprirsi e concedere qualche spazio di troppo sugli avversari. Si pensi alla gara col Monza nel girone di ritorno, quando si è abbandonata una certa cautela, aggredendo nel primo tempo i biancorossi. Ma questo ha poi scoperto inevitabilmente la banda Inzaghi alla ripartenza dei lombardi (letali in contropiede). E la stessa sfida con la Juve Stabia al Barbera sopra citata ha dimostrato che la caccia alla rimonta ha inevitabilmente stressato il Palermo, poi disattento sul gol del 2-2. Su questo su altri aspetti il tecnico sta lavorando, provando anche un assetto diverso.

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Le soluzioni

Va detto che Inzaghi ha sempre cercato di porre rimedio a questa coperta corta: più volte ha ripetuto che una squadra che crea tanto deve portare a casa la piena posta in palio, senza far rientrare le avversarie in partita nei momenti clou. Delle volte anche l’atteggiamento speculativo dei rosa, che già in vantaggio hanno poi lasciato il possesso agli avversari, può essere letto come un tentativo di porre rimedio a tale problema.

È per questo che Inzaghi vuole una squadra tosta, che sappia leggere le partite con attenzione. Anche dai suoi subentranti, che possono sempre cambiare il volto delle partite. Ma non sempre ciò è accaduto. A Padova l’ingresso di Jeremy Le Douaron è un esempio propizio, così come l’approccio avuto con l’Empoli di Dennis Johnsen (forse l’unico spezzone di gara davvero convincente del danese da quando è arrivato). Non sono mancate però le partite in cui ciò non è accaduto. Anche in questo caso l’esempio di Monza ha detto che non sempre c’è stata la cattiveria e l’attenzione giusta per rimettere in carreggiata la partita.

La mentalità di Inzaghi si è vista comunque quando il Palermo, acqua alla gola, ha dovuto dare qualcosa in più per fare punti. Da capire, in questo senso, se il passaggio al 4-2-3-1 (intravisto col Padova) possa essere una carta utile per migliorare in vista del finale di campionato, dove ogni punto conta.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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