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Messina-Reggina, derby tra nobili decadute: lontani gli anni della Serie A

Nel programma della 7a giornata di Serie D Girone I c’è una sfida che spicca su tutte le altre per blasone e calore. Torna infatti dopo tanti anni il Derby dello Stretto, quel Messina-Reggina che per anni ha acceso la fantasia dei tifosi delle due società. Squadre che anno conosciuto la gloria della Serie A ma che adesso si trovano ad affrontarsi (praticamente per la prima volta) tra i dilettanti. Le due formazioni hanno dovuto fare i conti con tre fallimenti (due lato amaranto e uno per i giallorossi) e una costante ripartenza dal basso che ha po’ impoverito l’entusiasmo delle due piazze.

Messina-Reggina, derby da Serie A negli anni 2000: oggi professionismo una chimera

A metà degli anni 2000, Messina e Reggina erano pienamente inserite nel tessuto delle migliori squadre d’Italia, barcamenandosi tra Serie A e Serie B. Mentre i calabresi riuscirono a mantenersi nel massimo campionato per un decennio, il ritorno dei siciliani nel calcio che conta durò appena tre stagioni. Alla guida di quei club due società apparentemente solide, ma certamente riconducibili al territori come le famiglie Franza da una parte e Foti dall’altra. In campo, due squadre con calciatori di ottimo livello.

Tutti ancora oggi ricordano le sfide tra il 2004 e il 2007, con dei protagonisti rimasti impressi nella memoria di queste squadre. Riccardo Zampagna, Arturo Di Napoli, Christian Riganò ma anche Ciccio Cozza, Nicola Amoruso e Rolando Bianchi solo per citare alcuni nomi. Oggi lo scenario però è lontano anni luce da quello dei riflettori della Serie A.

Amaranto k.o. due volte in 10 anni, giallorossi mai competitivi con Sciotto

La Reggina ha subito l’onta del fallimento due volte negli ultimi dieci anni. Il primo arrivò nel 2015, superato con gran fatica, ma da cui gli amaranto riuscirono a risollevarsi. Tanto da arrivare in Serie B e giocarsi i playoff per tornare in A nel 2023. Lo stesso anno in cui arrivò il secondo fallimento, da cui i calabresi faticano a riprendersi. Inseriti nel Girone I si sono visti passare davanti Trapani e Siracusa, con questi ultimi che hanno vinto il testa a testa proprio con la Reggina per la promozione. Relegando di fatto gli amaranto all’ennesima ricostruzione per lasciare quanto prima il calcio dilettantistico.

D’altro canto il Messina non se la passa meglio. Dopo il fallimento del 2017, l’era targata Pietro Sciotto ha riportato il professionismo, ma senza costruire basi solide per il futuro. La massima aspirazione di queste stagioni è stata mantenere la Serie C e provare a lanciare qualche giovane di prospettiva. Ma mai nulla di più. Un’onta che il tifo messinese non ha mai veramente digerito. E adesso che il professionismo non c’è più e la squadra è in mano al Tribunale per essere ceduta, anche solo mantenere la Serie D (partendo da -14) può sembrare un successo senza precedenti.

Chiaramente l’idea di entrambe è quella di tornare nei campionati che contano e di giocare un derby che valga molto di più di una sfida tra i dilettanti. Il derby torna così in tono minore, per di più senza una delle due tifoserie (vietata la trasferta ai tifosi calabresi). Ma il fuoco della passione può ardere anche sotto la cenere e chissà che le due formazioni non possano dare una sferzata di aria fresca alle proprie tifoserie. Anche a questo servono i derby.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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