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Marchese: “Catania male ma Lucarelli non ha colpe. Aspettavo chiamata da Pelligra”

Il Catania è stata la squadra, tra tutte quelle in cui ha militato, dove ha collezionato maggiori presenze ed il miglior score in termini realizzativi. Con 166 presenze complessive e 7 reti, Giovanni Marchese ha scritto numerose pagine del libro che racconta la lunga storia del club rossazzurro. L’ex calciatore, oggi alla guida della Nazionale Siciliana, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sporticily.it della stagione fin qui negativa degli etnei, esprimendo elogi per il suo ex tecnico Cristiano Lucarelli ma storcendo il naso per alcune decisioni della società.

Marchese sul Catania: percorso deludente e ruolo di Lucarelli

Il rendimento incostante del Catania nel girone di andata di Serie C ha lasciato perplesso Giovanni Marchese: “Il Catania sta facendo un campionato fin troppo altalenante e al di sotto delle aspettative iniziali, che erano decisamente altre. La società in estate ha acquistato dei calciatori su cui credeva molto, ma che finora non hanno reso per come ci si aspettava”. È difficile tuttavia comprenderne le ragioni, così come dare delle giustificazioni. “Dovrei essere dentro lo spogliatoio per capire il motivo per cui la squadra non sta riuscendo finora a venire fuori da questo periodo negativo. Spero di poter quanto prima andare a salutare il mister e i ragazzi. Quello che posso ipotizzare è uno scoraggiamento, dovuto alla troppa distanza dalle zone alte della classifica”.

Giovanni Marchese, da parte sua, conosce bene Cristiano Lucarelli. Nella stagione 2017/18, infatti, è stato alla sua corte proprio a Catania. L’allenatore siciliano elogia il suo ex tecnico, esimendolo da ogni responsabilità: “Tra il primo Lucarelli, che ha allenato anche me nel 2018, e quello attuale non vedo differenze. È molto preparato, sa bene come estrapolare il massimo dai suoi ragazzi ed è circondato da uno staff molto esperto. Non credo lui abbia colpe o che l’esperienza in Serie B lo abbia impreziosito”. E sulle soluzioni che potrebbero essere messe in atto a nel mese in corso: “La società sta intervenendo sul mercato con dei nuovi arrivi, ma dovrà essere bravo Lucarelli ad inserirli e a permettere loro di poter dare il contributo che serve per risollevare la squadra dalla situazione attuale”.

Marchese, il progetto Pelligra e la ripartenza del Catania dalla Serie D

Non c’è da dimenticare, ad ogni modo, che il Catania è una matricola e una neo-promossa in Serie C. “Onestamente, una chiamata dalla società rossazzurra me l’aspettavo, perché per questa squadra da calciatore ho dato davvero tanto”, ha ammesso Giovanni Marchese a proposito della mancata considerazione della dirigenza di Ross Pelligra avuta nei suoi confronti al momento della ripartenza dai dilettanti. Nonostante ciò, l’ex difensore non disdegna una eventuale collaborazione futura. “Il mio legame con la squadra e con la piazza, che porto sempre nel cuore, non cambia. Poi, se un giorno dovesse cambiare qualcosa e squillare il telefono, ne sarei molto felice”.

Con Giovanni Ferraro sulla panchina ad ogni modo gli etnei hanno raggiunto l’obiettivo prefissato. Anche se quest’anno in Serie D il Trapani di Alfio Torrisi sta avendo un ruolino di marcia migliore del Catania, pur avendo speso meno. Un rendimento, quello dei granata, che rende a conti fatti meno clamorosa la cavalcata trionfale dei rossazzurri dello scorso anno. “Che il Catania vincesse il campionato di Serie D ritengo fosse scontato. Chiaramente è stato bravo l’allenatore a saper gestire un gruppo importante, che si è formato anche in ritardo, ma la differenza con le altre squadre era davvero troppa”, ha sottolineato Giovanni Marchese.

Per l’ex difensore dunque l’assenza di un avversario realmente forte ha inciso sulla vittoria in largo anticipo dei rossazzurri: “Secondo me, il girone dello scorso anno era meno difficile di quello attuale, perché il Catania non aveva una vera rivale. Lo scorso anno, molte squadre sapevano già quale sarebbe stato l’epilogo del campionato”.

Torre del Grifo grida vendetta: Pelligra interverrà?

Un fattore che manca alla società di Ross Pelligra attualmente è quello relativo alle strutture. Avendo vissuto i fasti migliori dell’ultimo ventennio del Catania, da giocatore Giovanni Marchese ha avuto anche l’opportunità di vivere quotidianamente Torre del Grifo, dalla sua costruzione al suo abbandono: “Torre del Grifo l’ho visto nascere. Vedere morire una struttura del genere mi mette tanta tristezza”. Difficile, secondo l’ex difensore rossazzurro un intervento della nuova società. “Non so se Pelligra parteciperà al bando, ma è chiaro che rilevare una struttura ridotta così male comporta delle spese non indifferenti. Se Torre del Grifo fosse ubicato al nord, forse la soluzione sarebbe stata più semplice. A Catania, invece, non solo è difficile rilevare Torre del Grifo, ma anche pensare di costruirne uno nuovo. Oggi Pelligra è il presidente del Catania, ma tra dieci anni non si sa se lo sarà ancora, per cui poter rivendere il centro in una terra difficile come la Sicilia, non sarebbe facile”.

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