Valerio Bertotto si gode la vittoria ottenuta dal suo Giugliano sul campo del Catania. La formazione campana è riuscita a espugnare lo stadio Angelo Massimino, ridotto a vera e propria cattedrale nel deserto in virtù delle porte chiuse stabilite dal Giudice Sportivo. Queste le parole del tecnico dei gialloblu a fine partita: “Ho detto nell’intervallo ai ragazzi che dovevano tirare fuori la personalità. Seppur nella nostra giovane età, a questo punto del campionato era necessario farlo. È vero che stavamo palleggiando bene ma non con la nostra solita cattiveria. Non riuscivamo a determinare qualcosa proprio per questa mancanza di personalità. Non posso accettarlo perchè la squadra sta bene e sta facendo cose importanti, seppur con tanti ragazzi giovani”.
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Giugliano, Bertotto serra le fila
Bertotto ha anche fatto capire che il Giugliano deve approcciare meglio certe partite. Contro un Catania in difficoltà ma comunque dotato di valori, è stato rischioso partire con l’handicap del gol preso a freddo: “Bisogna che crescano e che imparino a gestire una partita del genere, contro una squadra molto forte e su un campo molto bello. Mi dispiace che non c’erano i tifosi, sarebbe stata una degna cornice della partita. La mia squadra ha reagito, siamo fatto così”.
Infine si parla di un traguardo salvezza che per il Giugliano è sempre più vicino. Bertotto, però, guarda oltre: “Ci sono ancora un po’ di partite a disposizione e tanti punti da poter guadagnare. Sono abituato a fare i conti sulle partite che mancano, noi giochiamo sempre per vincere e per determinare il bottino pieno. Alla fine è quello che fa la differenza. Fino a questo momento stiamo facendo un percorso meraviglioso ma dico sempre ai ragazzi che non dobbiamo mai accontentarci. Altrimenti rischiamo di risultare deboli e mediocri nonostante stiamo facendo qualcosa di grande. Fa tutto parte del processo di crescita che stiamo portando avanti nonostante qualche difficoltà”.

