Richard Vanigli, vice di Cristiano Lucarelli in panchina questa sera per la semifinale di ritorno di Coppa Italia di Serie C contro il Rimini, festeggia il passaggio del turno. I rossazzurri hanno vinto per 2-0, guadagnandosi l’ultimo atto della competizione, in cui affronteranno il Padova.
“Questa sera è stata una partita combattuta. Sapevamo che il Rimini sarebbe venuto a giocare la partita e ha avuto una reazione importante. Sapevamo che questa era una semifinale di una coppa mai vinta a Catania. L’importanza della gara era questa. Sapevamo delle qualità del Rimini e abbiamo cercato di pressarli alti. In certi momenti hanno preso campo e ci siamo abbassati un po’ troppo. Castellini è un ragazzo duttile e con la mentalità giusta. Metterlo centrale è stata una scelta tecnica, sta offrendo ottime prestazioni in entrambi i ruoli”, ha affermato l’allenatore in conferenza stampa.
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Vanigli dopo Catania-Rimini
Al termine di Catania-Rimini, mister Richard Vanigli pensa già alla prossima. “Per il campionato dobbiamo rimetterci a regime, ma oggi abbiamo dimostrato che con la mentalità giusta possiamo venire fuori in campionato. In settimana abbiamo avuto poche possibilità di fare allenamenti e non credo che la mancanza di favori del pronostico ci faccia bene. Sicuramente tutte queste partite e i calciatori nuovi avrebbero potuto portarci ad avere bisogno di allenarci di più. Cerchiamo di fare reincrementare la forma fisica in settimana. I ragazzi stasera hanno dato veramente l’anima”.
L’obiettivo è quello di risollevare la classifica. “Dopo una vittoria c’è il rischio che la tensione cali. Dobbiamo ricaricare le pile per il campionato e per risalire perché la gente venuta oggi pretende questo. Noi prepariamo tutte le partite allo stesso modo per vincerle. Questa discontinuità in campionato è dovuta probabilmente a un aspetto mentale. Dovremo lavorare sotto questo aspetto”.
E sulle precedenti gare e le scelte di formazione: “Col Latina abbiamo fatto bene e abbiamo giocato. Anche sotto l’aspetto mentale dobbiamo crescere. A novembre i ragazzi si sono impegnati, poi le cose sono scemate e adesso lo facciamo a sprazzi. Dovremo lavorare sotto l’aspetto mentale. Celli era ammonito, mentre Monaco e Chiricò erano arrivati”.

