La sconfitta di Picerno segna una svolta (seppur in negativo) della stagione del Catania, che da poco ha cambiato guida tecnica e accolto William Viali. La premessa che nessuno ha la bacchetta magica è assolutamente vera e sensata, ma gli appena 4 punti nelle prime 3 partite della nuova gestione non sembrano un buon viatico per i playoff. Quello che più pesa sono i risultati negativi ottenuti in casa dal tecnico di Vaprio d’Adda. Un rendimento che, in poche partite, ha fatto dire addio all’invulnerabilità e all’imbattibilità del Catania allo stadio Massimino.
Catania, prima sconfitta interna della stagione: non succedeva da maggio 2025
Ogni dato legato all’imbattibilità, per chi segue il mondo del calcio, ha un termine più o meno breve. È raro che una squadra non perda per mesi o addirittura per anni, e ancor di più lo è tenendo la porta inviolata. Ma è chiaro che l’approccio di mister Viali a Catania e il suo stadio non sia stato dei migliori. Nella prima partita della sua gestione, contro il Casarano, il tecnico ha visto incassare dalla sua squadra (proprio nel finale) il primo gol della stagione tra le mura amiche. E poi, dopo la vittoria esterna col Latina, ha incassato anche la prima sconfitta in casa del 2025-26.
Numeri negativi che al Massimino erano fermi alla scorsa stagione, dato che l’ultima sconfitta registrata risaliva a maggio 2025, quando i rossazzurri salutavano i playoff proprio per colpa della sconfitta interna col Pescara. Addirittura, il Catania non prendeva 2 gol da un anno, quando l’Avellino passò al Massimino per 1-2 il 6 aprile 2025. Al di là dei numeri, però, quello che non ha convinto nell’ultima sfida (e in parte anche col Casarano) è la prestazione.
Già nell’ultima parte di gestione di Mimmo Toscano, il Catania si era dimostrata allergica alle rimonte. E delle volte la squadra è sembrata in balìa degli eventi e che è incapace di reagire alle difficoltà. Ma questo non era mai successo tra le mura amiche del Massimino. Uno stadio in cui i rossazzurri hanno costruito le proprie fortune, ottenendo 43 dei 68 punti in classifica. Per lo più dominando fisicamente gli avversari e regalando ai tifosi tante gioie. Ora però quel sostegno rischia di venir meno.
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Ai playoff fattore interno determinante
I fischi arrivati al Catania dai suoi tifosi e quei cori come “meritiamo di più” lasciano trasparire un disagio, presente comunque da mesi. Sui social già da tempo i tifosi non mancavano di porre sul piatto delle critiche alla squadra, a chi l’ha costruita e chi l’ha guidata. Ma è altrettanto evidente che l’ingresso di Viali nell’equazione non abbia portato alla scossa sperata. E i tifosi hanno paura che, dopo aver detto addio definitivamente al primo posto, debbano penare per centrare la piazza d’onore.
Non il miglior viatico per i playoff Serie C, dove spesso il fattore casalingo è determinante per vincere a quella lotteria che sono gli spareggi promozione. Basti ricordare l’ultima squadra ad averli ottenuti, ovvero il Pescara, che si è spesso fatta trascinare nel 2024-25 dall’entusiasmo del pubblico dell’Adriatico. Per non parlare di quello che accadde a Palermo con Silvio Baldini nel 2022, quando i cugini si appoggiarono sul calore dello stadio Barbera.
Perdere il supporto del pubblico, ieri poco numeroso anche per una Pasquetta soleggiata che ha portato tanti a seguire la gara da casa, sarebbe davvero un peccato. Volente o nolente, il tifoso etneo pesa non poco nel trascinare la squadra. Cosa di cui sono a conoscenza tutti i big della squadra. L’ultima partita di regular season in casa sarà Catania-Potenza, che arriva in mezzo a due trasferte insidiose contro Crotone e Atalanta U23. Fondamentale non sbagliare il finale di stagione, per mettere i ghiaccio il secondo posto e rinfocolare il supporto del Massimino.

