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Catania, Longo: “Saremo umili ma ambiziosi, sul mercato non ci precludiamo nulla”

Emilio Longo è entrato nel vivo dello stile di gioco che porterà a Catania. Il nuovo allenatore rossazzurro, nel corso della conferenza stampa di presentazione, ha toccato alcuni temi sul piano tecnico. La sua idea è quella di avere una squadra pronta a sposare il suo metodo di lavoro: “Siamo nella condizione di avere una squadra importante e spero che lo zoccolo duro sia più ampio di 5-6 elementi. Perché la squadra è arrivata seconda e solo per una maledetta semifinale non si è potuta godere altro. Il ringiovanimento di cui parlava Varrà è sia anagrafico ma anche nella mentalità. Voglio ragazzi disponibili a fare un calcio dominante, vediamo se troveremo dei giovani-vecchi o dei vecchi-giovani. Asse di mercato col Crotone? Li ringrazio ancora, non so se alcuni di loro verranno a sposare la causa del Catania. Il mercato determinerà alcune delle valutazioni”.

Il nuovo Catania targato Longo

Ma come si distinguerà il nuovo Catania di Emilio Longo? Il tecnico dei rossazzurri spiega come giocherà la sua squadra. E viene svelato anche il primo acquisto, Luca Mihai: “Voglio un Catania umile in fase di non possesso palla e ambizioso quando avrà la sfera tra i piedi. Mihai è un giocatore di indubbio valore tecnico, può giocare sia da play che da mezzala di palleggio. Ha grosse qualità di palleggio ed ha già grandi esperienze internazionali. Proveremo ad integrarlo quanto prima. Il direttore Varrà ha parlato di principi, e sposo questa linea. Dobbiamo lavorare sodo su questo aspetto, e non sui moduli. Non credo ci siano cose difficili per le cose che chiediamo. La costruzione dal basso non sarà fine a se stessa, se ci pressano la eviteremo. Ma col lavoro saranno i ragazzi sceglieranno cosa fare in campo”.

Longo fa capire che ci sarà un lavoro in concerto tra prima squadra e settore giovanile del Catania. La formazione Primavera verrà coinvolta spesso, in virtù del grande operato degli ultimi mesi: “Credo sia fondamentale la sinergia con le prime due squadre sotto. Voglio vedere gli allenamenti e sarò a completa disposizione degli allenatori di queste formazioni, se loro lo vorranno. Mi piacerebbe che riuscissimo a mettere su che, nella settimana tipo, si possa lavorare con la Primavera. Per far si che i ragazzi guardino cosa fa la prima squadra, e che aspirino a giocare con noi”.

Emilio Longo sogna di essere il primo allenatore del Catania a tornare a lavorare al centro sportivo di Torre del Grifo. Il tecnico ha già visitato la struttura e ha vissuto con ottime sensazioni questi momenti: “Mi emoziona parlare di Torre del Grifo, abbiamo fatto un sopralluogo ieri e ogni angolo mi entusiasma. La palestra è praticamente finita. I ragazzi ci troveranno vari tipi di risorse. I due campi di erba naturale sono pronti. Manca davvero poco. Mi auguro che ci si possa entrare anche prima di quelli che erano gli obiettivi. È un plus che può dare alla squadra la possibilità di essere vincente nel tempo. Il paragone tra questa struttura e la categoria in cui siamo non esiste. Un professionista del settore sogna sempre di potere lavorare in un contesto del genere”.

Un progetto a lungo termine

Emilio Longo non può e non vuole pensare a breve termine. L’allenatore punta a fare bene nel lungo periodo a Catania. Per questo motivo fa capire che la squadra deve voler vincere, senza obblighi o sovrastrutture: “Costruire un progetto duraturo a Catania significa costruire possibilità di vittoria. Le pressioni per chi fa questo lavoro sono più interne che esterne, soprattutto pensando da dove sono partito ventisei anni fa in Terza Categoria nella mia città. Io avevo tre proposte, dove confermarmi rispetto alle scorse stagioni sarebbe stato già qualcosa di straordinario. Io invece le pressioni le ho cercate e ho voluto confrontarmi con una squadra che vuole vincere, senza sottrarmi a nulla. Non faccio promesse, assicuro solo massima abnegazione. La piazza deve pensare che si può vincere, noi dobbiamo avere la volontà di farlo. Non è un obbligo, è un piacere. Le pressioni sono l’ultimo dei miei problemi”.

Non può mancare un riferimento, da parte di Longo, ai giocatori che fanno già parte della rosa del Catania. Il tecnico non si preclude la possibilità di puntare fortemente su questi calciatori. Il tempo consentirà di fare le scelte migliori: “I professionisti che sono al Catania sono di valore assoluto. Il campionato è stato da protagonisti, anche se non è bastato a ottenere la promozione. La base è buona, ma è relativa. Io devo capire che disponibilità e motivazioni hanno i ragazzi. Dobbiamo creare un senso di identità per avere una squadra che esalti la piazza attraverso il coraggio delle scelte. Alcuni si ritroveranno anche a fare delle cose che non hanno mai fatto. Dobbiamo attenerci alle regole delle liste e ad altri aspetti, ma c’è il tempo di creare una rosa che sia competitiva per i massimi livelli”.

Emilio Longo non intende parlare di moduli, bensì di principi di gioco. Saranno questi a fare la differenza nel Catania che verrà. Uno degli aspetti principali del suo metodo è il lavoro con la palla: “Nel modello di gioco che abbiamo, facciamo tutto in funzione dei principi. La squadra comincerà a giocare a calcio da lunedì. Non ci saranno allenamenti predominanti senza palla, voglio lavorare sul gioco. Ogni giorno tutti dovranno essere a disposizione al 100%, altrimenti le valutazioni arriveranno al primo allenamento. Non è un’imposizione, ma il progetto deve essere di tutti per partire bene. All’interno di queste giornate di lavoro, non perderò tempo. Giocheremo tanto e in funzione del progetto. È qualcosa che mi porto dietro da anni. Nel mio metodo l’80% è gioco e il 20% è allenamento a secco”.

Longo, a Catania poche chiacchiere e tanti fatti

Emilio Longo non vuole fare promesse ai tifosi del Catania. La sua unica intenzione, già svelata in precedenza, è quella di conquistare la piazza con i fatti e non con le parole: “Io devo fare, non devo dire. Il dire tanto a volte sembra eccessivo, io voglio essere l’allenatore del fare. Voglio far rendere al meglio il Catania. Io sono convinto che i tifosi riconoscano chi è leale alle proprie idee e le mette in campo. Io vorrei essere riconosciuto per questo. Il mercato verrà fatto in virtù delle valutazioni e delle disponibilità dei ragazzi. Dobbiamo anche capire chi è disponibile e adatto a giocare in un certo modo. Non c’è nessuna preclusione verso nessun giocatore attualmente in rosa”.

Il Catania che verrà sarà una squadra che praticherà un calcio aggressivo e offensivo. Emilio Longo ribadisce questo concetto, che spera di veder riportare anche in campo: “Io prediligo una squadra con tanti uomini in area di rigore, ma non sarò io a scegliere se andare di transizione o meno. Io posso dire che difenderemo nell’area di rigore avversaria, pressando il portiere avversario, ma non posso sapere come difendono gli altri. Mi piace pensare che qualche transizione ci sarà col Casarano di Di Bari, perché le caratteristiche dell’avversario lo consentono. Non aspetteremo che loro facciano il gioco. Si tratta di scelte strategiche, spesso ci si trova con squadre speculari. Lo scorso anno ci sono state tante partite di questo genere”.

Una piazza stimata

Emilio Longo arriva a Catania dopo esserci stato da allenatore avversario. Nelle esperienze con Picerno e Crotone, ha già avuto modo di apprezzare la piazza. Ora, nel rappresentarla, le sensazioni cambiano: “Le emozioni di vestire questi colori oggi è tanta. Dovrò tradurre queste emozioni in capacità di dare qualcosa in più. È un principio che vale sia per me che per i giocatori. Tutti devono volere dimostrare. Catania per tredici anni consecutivi ha fatto la Serie A e oggi ha una società all’altezza. Non mi interessano i nomi, ma la determinazione. È qualcosa che si avverte subito. Chi non ce l’ha, non può far parte di questa squadra. Per essere coraggiosi e ambiziosi, ho bisogno di uomini coraggiosi e ambiziosi. Un proverbio dice che si può condurre un cammello alla fonte, ma non obbligarlo a bere. È quello che penso. Io sono convinto che la squadra verrà trasportata dalla piazza”.

Emilio Longo svela quali saranno le fondamenta del suo progetto tecnico a Catania. Quattro concetti fondamentali, dai quali i giocatori e lo staff non potranno sfuggire. “Umiltà, ambizione, lealtà e coraggio. Non devono mai mancare all’interno dello spogliatoio. L’essere umili è la capacità di porsi nella condizione del rispetto altrui e insieme all’ambizione diventa volere dimostrare di essere superiori coi fatti e non a parole. Non si vince perché ci si chiama Catania, ma perché ci si comporta da Catania. Dobbiamo essere anche leali”.

Le squadre di Emilio Longo hanno dimostrato grandi abilità in fase offensiva. Non sono concetti o valutazioni, ma numeri che parlano chiaro. Il nuovo allenatore del Catania li ribadisce, in base alle esperienze di Crotone e Picerno: “Se dico che la mia squadra sarà coraggiosa, non posso far andare la squadra nei sedici metri, altrimenti mi prendo i fischi. Negli ultimi anni l’ho dimostrato. Il mio Crotone due anni fa è stato il miglior attacco, quest’anno il secondo. Il Picerno nel 2024 è stata la squadra che ha fatto più punti a livello nazionale. Dovrò proteggere i ragazzi perché le responsabilità saranno mie, ma a loro volta loro dovranno dimostrare di essere al mio fianco. Io sono solo un elemento della ruota, tutti devono sposare gli stessi principi”.

Catania, il punto di arrivo di Longo

Emilio Longo non si nasconde: Catania è la tappa più importante della sua carriera. L’allenatore ammette al tempo stesso che in questa piazza potrà finalmente avere una vetrina importante. Ecco allora che l’occasione va sfruttata al meglio: “Catania per me è un punto d’arrivo, ma in cui rilancio. Insieme potremo raggiungere il sogno. Io faccio calcio da quando avevo venticinque anni e oggi spero di potere riportare il club dove merita. Mi sento nel posto giusto al momento giusto. Mi giocherò questa opportunità al massimo della potenzialità, cercando di scovare qualcosa in me finora inespressa. Ho trovato un posto dove si può costruire un futuro luminoso”.

Emilio Longo conosce molto bene il Girone C di Serie C. Il tecnico ha fatto capire che i metodi di allenamento sono fondamentali per affrontare un campionato così tosto: “Io ritengo che la Serie C e in particolare il Girone C diano grande merito al metodo allenante. L’anno scorso solo il 34% di settimane sono state vissute in regime di domenica-domenica, significa che il resto ha avuto meno giorni a disposizione. L’obbligo televisivo porta a lavorare in tempi stretti. Una squadra che gioca tanto vive in modo positivo questa caratteristica. Non abbiamo bisogno di tempo, sfruttiamo quello a disposizione”.

“Non ci sono alibi – prosegue Longo – . È vero anche che i playoff non vengono vinti da una squadra del Girone C da tempo, ma questo si spiega proprio col dispendio di energie. Non ci sono esiti di partite scontati e la presenza di tifosi è sempre considerevole. È per questo che le performance a quel punto della stagione vengono un po’ meno, a differenza dei gironi A e B. In queste difficoltà bisogna saperci lavorare e proveremo a farlo nel migliore dei modi”.

A chiudere, Longo spiega che il Catania troverà squadre pronte a chiudersi. Anche in questo senso, il tecnico ha un antidoto: “Contro le squadre difensiviste servono qualità e pazienza. In genere chi a Catania si schiera 3-5-2 o 3-4-3 spesso finisce per difendere in 5-3-2 o in 5-4-1. Bisogna avere giocatori di qualità in termini tecnico-tattici e anche interpretativa-cognitiva, che sappia analizzare i momenti e prendere le scelte giuste. Se vogliamo essere dominanti, dobbiamo accettare di aprirci e i rischi che ne conseguono. La bravura sarà coniugare l’essere il miglior attacco all’essere la migliore difesa. Gli allenamenti in settimana saranno per questo fondamentali”.

Redazione Sporticily
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