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Casteltermini, caos totale: Guida via, calciatori in fuga e futuro incerto

In casa Casteltermini regna il caos. L’addio di mister Giuseppe Guida, dimessosi dopo la sconfitta rimediata al Ferdinando Lombardo per 1-3 con l’Alba Alcamo, ha lasciato un vuoto importante per la formazione agrigentina. Una squadra ancora oggi senza allenatore, a pochi giorni dalla trasferta di Marsala, match valido per la diciannovesima giornata del girone A di Promozione e importante per gli obiettivi salvezza di una squadra che con il tecnico palermitano ha totalizzato 22 punti sul campo e 20 per la classifica, vista la penalizzazione dalla quale si partiva.

Secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, il club del presidente Michele Pellitteri si sarebbe mossa per trovare il sostituto. Nella lista granata ci sono nomi navigati ed importanti per la categoria come Renato Maggio, Giovanni Falsone, Giuseppe Longo e Alberto Morreale. Resta solo da capire chi accetterà la proposta e prendere in mano la squadra rimasta orfana dell’allenatore nativo di Palermo.

Casteltermini, l’impresa di Guida: arrivo in extremis e sogno playoff

L’ex tecnico di Villabate, Alcamo e San Giorgio Piana tra le altre, fu chiamato dal Casteltermini alla vigilia dalla prima giornata con la Giardinellese, per sostituire il dimissionario Mauro Miccichè. Nonostante tutto è riuscito nell’impresa di dare un’identità forte ad una squadra prevalentemente composta da giocatori stranieri ed inesperti. Il suo 4-3-3 come marchio di fabbrica, spartito di un calcio propositivo, intenso e verticale. Feroce agonisticamente e a tratti arrembante, ha portato in dote 13 punti nelle prime 7 partite, frutto di 4 vittorie, 2 sconfitte ed un pareggio. L’apice del suo “miracolo” si è toccato con il 4-1 rifilato al Gemini, in un derby sentito e giocato meravigliosamente. Il sogno playoff non era più qualcosa di lontano.

“Mercato” grandi firme, poi squadra in fuga

Già dalle prime settimane di ottobre, però, si respirava un aria pesante in quel di Casteltermini, nonostante l’andamento positivo in campionato. La squadra di Guida volava in classifica e nonostante questo, la gran parte della squadra soffriva di alcune situazioni abbastanza discutibili. Secondo quanto raccolto da Sporticily, infatti, la parte straniera del gruppo granata non riceveva le giuste attenzioni dal punto di vista economico, alimentare e della vivibilità. Un mini-plotone che, dopo mesi di difficoltà, è stato inevitabilmente costretto a lasciare Casteltermini in sordina. Circa nove i giocatori che hanno lasciato tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre. Solo uno quello ceduto, Iyinbor Joel David al River Platani in Terza Categoria. Da lì il caos: 9 punti in 11 partite e zona playout distante sole cinque lunghezze.

Tra un mancato augurio di buon Natale e allenamenti in otto, Giuseppe Guida ha provato a tenere la barra dritta e proseguire il suo lavoro. Il tecnico si è però trovato di fronte a una situazione paradossale, una “richiesta di dimissioni” dopo l’1-3 con l’Alba Alcamo. Lungo il suo percorso granata il mister palermitano ha quasi fatto da manager all’inglese, trovando l’ok di tre profili importanti per la categoria come Angelo Ferrante, Giuseppe Di Domenico e Salvatore Versaci nel mercato invernale. Di questi, dopo circa 60 giorni e qualche presenza in campo, potrebbe a breve non esserne traccia, in seno alla rosa. Sia gli ex Partinicaudace che il difensore classe 1985 rischiano infatti di essere allontanati dal club per motivi prettamente economici. Per loro, inoltre, la possibilità di restare fermi è molto alta. Ormai, infatti, la stagione è quasi finita, mancando appena 8 partite alla fine del campionato di Promozione

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Come si evolverà la situazione in casa Casteltermini?

Chi resterà in rosa? Chi prenderà in mano un gruppo di giocatori in difficoltà e spesso obbligato a schierare una panchina intera di allievi provinciali? Sono questi – e tanti altri – i quesiti attorno a questa società. L’unica certezza è che quando la squadra granata ha giocato tra le proprie mura, ha portato allo stadio più di 500 persone. Forse, qualcosa in più questa gente la merita dal suo calcio, che smette di essere solo un gioco quando c’è di mezzo l’amore, la passione o – in certi casi – anche una professione.

Redazione Sporticily
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