Una Serie C così combattuta non si vedeva da anni: tre squadre pienamente in corsa per la promozione e una classifica che cambia volto ad ogni giornata. Roberto Breda, allenatore di grande esperienza, guarda con interesse e curiosità al Girone C, anche perché attualmente in vetta c’è un club a cui è particolarmente legato e dove ha chiuso la sua ultima parentesi in panchina, la Salernitana. A inseguirla, a poche lunghezze di distanza, Benevento e Catania, quest’ultima compagine in cui ha giocato da calciatore. Ai microfoni di Sporticily, l’ex centrocampista e allenatore ha esposto il suo punto di vista sull’avvio della stagione e sulle possibili evoluzioni di una lotta che si preannuncia serratissima.
Roberto Breda sul Girone C di Serie C
“Il Girone C è il più difficile della Serie C, in testa ci sono tre squadre con valori importanti e anche quelle al seguito non sono male. Salernitana, Benevento e Catania hanno il potenziale per ottenere la promozione diretta”. Non ha dubbi Roberto Breda, che applaude le compagini in corsa. Difficile, però, esprimere un pronostico, perché la sensazione è che sia una stagione all’insegna dell’imprevedibilità. “Ad oggi non c’è una favorita, al di là del valore degli organici. Il margine di errore è veramente minimo. Un calo di forma o qualche infortunio rischiano di buttare al vento una stagione”, ha sottolineato l’allenatore.
Le difficoltà non mancano per chi vive dall’interno il campionato e deve fare fronte ad eventuali imprevisti, ma finora le dirette contendenti alla promozione se la sono cavate bene. “La Salernitana era partita meglio, poi il Catania ha vinto i due scontri diretti. È tutto ancora in gioco. In genere in Serie C c’è una corsa a due, come Padova e Vicenza l’anno scorso, in cui a un certo punto una molla e per l’altra diventa più semplice. Con tre squadre, è più avvincente, perché è fisiologico che si perdano colpi. La mia sensazione è che sarà un campionato equilibrato fino alla fine”.
E sul calciomercato di gennaio, ormai imminente, Roberto Breda si sente di dare pochi consigli. “Non credo che ci saranno stravolgimenti. Le rose sono già ottime, non hanno bisogno di rinforzarsi ulteriormente. L’esigenza magari potrebbe essere quella di mettere dentro forze fresche per far fronte a qualche infortunio più lungo, perché dopo diventa dura”.
Il progetto Catania
Se da un lato Roberto Breda non può non fare il tifo per la Salernitana, dall’altro sostiene anche il Catania. “Quella in rossazzurro è stata una parentesi breve della mia carriera, solo sei mesi (nel 2002, ndr), ma abbiamo vinto il campionato di Serie C. È stata una grande soddisfazione, anche perché quella promozione fu l’inizio di un’era importante, che portò la squadra in Serie A. È logico che rimane un bel ricordo. La città poi è bellissima, io sono innamorato della Sicilia”.
Attualmente ai piedi dell’Etna c’è anche qualche sua vecchia conoscenza. “Il Catania è una squadra forte nella sua interezza. In passato ho allenato Di Gennaro, Forte e Casasola, sono ottimi giocatori. Cicerelli poi sia lo scorso anno che questo ha dimostrato di essere un lusso per la categoria”.
E sul tecnico dei siciliani: “Mimmo Toscano ha una storia che parla da sé, è uno degli allenatori che ha ottenuto più promozioni dalla C alla B. La scelta di dargli continuità è stata giusta. Non conosco la dirigenza del Catania, ma mi sembra che la volontà sia quella di costruire il futuro. La Serie C non si vince solo con gli investimenti sul campo, ma anche con la programmazione. La volontà dell’attuale proprietà mi sembra questa: non solo investire, come fatto il primo anno, ma trovare continuità di risultati e sviluppo del lavoro. Anche perché se non crei le basi rischi di fallire dopo due anni”.
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Il recente passato di Roberto Breda alla Salernitana
Roberto Breda è tornato poi a parlare della sua ultima esperienza in panchina, proprio con la Salernitana nella scorsa stagione di Serie B. A gennaio ereditò da Stefano Colantuono la squadra terzultima, per poi essere esonerato ad aprile, con dodici punti conquistati in dodici partite. “I rammarichi sono molti. La mia storia calcistica passa soprattutto per Salerno. In questa piazza ho trascorso tantissimi anni, questa è stata l’unica volta in cui ho inciso molto poco. Non sono riuscito a dare un’identità alla squadra come avrei voluto. I motivi sono diversi, non serve adesso tirarli fuori. Mi spiace, però, perché è una realtà a cui tengo molto”.
Nonostante la parentesi non sia stata lieta, l’allenatore ha espresso parole di elogio nei confronti del club e delle sue scelte. “Io penso che la proprietà di Danilo Iervolino potenzialmente possa fare un percorso veramente importante. La salvezza dell’anno scorso sarebbe dovuta essere la base per creare qualcosa di bello nel tempo. Per come è andata, comunque, non avrei accettato di guidare i campani in Serie C. Quando si retrocede, bisogna resettare e ripartire da zero, con nuovi volti che possano dare entusiasmo. Io credo che abbiano fatto bene a prendere le decisioni che hanno preso e i risultati si stanno vedendo”.

