Non solo il Catania. La stagione di Serie C in corso, nel Girone C, ha altre due protagoniste siciliane, nel bene e nel male: il Trapani e il Siracusa. Nell’intervista a Sporticily, l’allenatore Roberto Breda ha parlato anche del loro percorso, che potrebbe passare rispettivamente da play-off e play-out, anche se il campionato è ancora lungo e ogni verdetto è rimandato. L’ex centrocampista ha detto la sua anche sul Messina, piazza – attualmente in Serie D – in cui ha militato all’inizio della sua carriera e a cui è particolarmente legato.
Roberto Breda sul Trapani e i play-off di Serie C
“Trapani è una realtà che conosco poco, ma mi sembra che il patron Valerio Antonini non sia uno che si accontenta”, questa la premessa di Roberto Breda in merito ai granata di Salvatore Aronica, che, nonostante le difficoltà, in avvio di stagione non hanno demeritato. “È logico che la squadra, a causa della penalizzazione, faccia fatica a lottare per il vertice, ma i playoff insegnano che – al di là di quello che accade nel corso della stagione – la condizione in quella fase può fare la differenza”.
I precedenti non mancano. “Penso al Cosenza nella stagione 2017-2018, ma anche Palermo e Lecco più di recente. Squadre che non avevano il miglior piazzamento in classifica, ma che si sono trovate ad avere la gamba giusta e grande entusiasmo. C’è da dire che se in Serie C se la promozione diretta è difficilissima, i playoff sono praticamente impossibili. È un campionato a parte in cui vale tutto. Tante volte chi parte dal basso non ha niente da perdere, ma allo stesso tempo ritrova nella migliore delle condizioni”.
La lotta salvezza col Siracusa
Anche in coda alla classifica di Serie C la lotta sarà serrata. “Il Siracusa ha un progetto a mio parere importante. Non era facile conquistare il ritorno tra i professionisti lo scorso anno, considerato che c’era un’avversaria come la Reggina, che ha una grande tradizione alle spalle. Il passaggio di categoria non è mai semplice, anche il Livorno ad esempio sta facendo fatica. Se non parti subito bene, a volte ti trovi in una situazione di classifica difficile da cambiare. Il campionato però è ancora lungo e la società vuole fare le cose per bene. Il mercato di gennaio potrebbe dargli una mano a venire fuori da un momento complicato”.
Il passato di Roberto Breda a Messina
A proposito di Serie D e dell’ambizione di tornare tra i professionisti, c’è il Messina. “Dell’esperienza ai biancoscudati (in Serie B negli anni Novanta, ndr) ho dei ricordi fantastici. Ero appena uscito dal settore giovanile della Sampdoria, con cui avevo anche esordito in Serie A. È stata la mia prima vera esperienza in una prima squadra, dall’inizio e da protagonista. È normale che un giovane nei primi mesi faccia una fatica enorme, ma poi mi sono guadagnato il posto da titolare, che mi valse la convocazione con l’Italia U21”.
I ricordi di Roberto Breda però non sono legati soltanto al campo. “Ho vissuto la città non solo come atleta, ma anche come uomo. Mi ero iscritto all’università, alla facoltà di Scienze Politiche. Ho dato qualche esame, ma non sono riuscito a completare gli studi, essendomi spostato poi a Udine, Salerno e Ferrara. A quei tempi non c’era la possibilità di seguire un percorso telematico”.
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Momenti ad ogni modo lontani, sotto tanti fronti, sportivi e non. “Di recente sono tornato a Messina, l’ho trovata strutturalmente cambiata. Sono passati tanti anni. Io mi auguro che dal punto di vista calcistico ci possa essere una rinascita. La piazza è importante, ora ci vuole una proprietà che ci metta forza economica, come accaduto a Trapani e a Siracusa. Le società forti nascono da presidenti forti. Io sono arrivato quando c’era Salvatore Massimino, che aveva una grande tradizione alle spalle. Dopo Pietro Franza ha creduto nella possibilità di portare Messina in alto e c’è riuscito. È quello che serve anche adesso”.

