Ariedo Braida è senza mezzi termini uno dei più importanti operatori italiani di mercato degli ultimi 40 anni. Con Silvio Berlusconi ed Adriano Galliani hanno costruito il Milan che ha rivoluzionato il calcio con Arrigo Sacchi e Fabio Capello. Ma ha anche collaborato con il Barcellona dal 2015 al 2019 ed ha una lunga serie di esperienze in Italia come direttore sportivo. Ma Braida è stato anche un calciatore ed ha vestito la maglia del Palermo (per un solo anno, in B nel 1974-75). Braida, oggi d.g. della Cremonese, è stato intervistato da La Repubblica, ripercorrendo il suo passato da giocatore rosanero e l’attualità della squadra.
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Palermo, Braida: “Palermo città accogliente. Corini? Lo avrei confermato anche io”
“Palermo è una metropoli accogliente, stupenda: molti non la conoscono, anche quelli che ci vivono. La sua vicenda sportiva è avvincente”: queste le parole di Braida parlando della sua esperienza in Sicilia. Un’esperienza durata poco per i rapporti conflittuali col tecnico di allora, Corrado Viciani (uno dei primi sperimentatori del calcio totale olandese in Italia). Eppure l’ex d.s. del Milan ricorda con affetto quella parentesi: “Renzo Barbera mi voleva bene. Era un grande presidente e uomo d’altri tempi. Ricordo con affetto Favalli, quasi un papà per noi, e poi Vanello, Ballabio“.
Proiettandosi ai giorni nostri, Braida ha commentato il primo anno di gestione del City Group: “Un’azienda immensa, che ha in programma di portare la squadra in A. Con Gardini sono usciti allo scoperto. A Palermo non si può pensare di vivacchiare visto che la Sicilia è una delle isole più grandi d’Europa”.
Inoltre, a domanda specifica su un possibile esonero di Eugenio Corini a fine anno, lui risponde: “Anche io lo avrei confermato, per dare seguito al lavoro svolto. L’esonero ti costringe sempre a ricominciare”.

