È scontro sul marchio ACR Messina tra i legali della società giallorossa e la Società Cooperativa Calcio Messina. Dopo la richiesta di registrazione della denominazione e dell’acronimo di questi ultimi all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, è arrivata la risposta ufficiale da parte degli avvocati Gianpiero Picciolo e Giuseppe Cicciari, che stanno seguendo la società del presidente dimissionario Stefano Alaimo. Per questi ultimi tale domanda sarebbe da ritenersi illegittima e quindi nulla. Proviamo a ricostruire quanto accaduto.
ACR Messina, scontro sul marchio: la vicenda
Lo scorso 16 giugno la Società Cooperativa Calcio Messina ha annunciato di aver presentato richiesta di registrazione all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi “sia dal punto di vista denominativo che figurativo” di Associazioni Calcio Riunite Messina (in breve ACR). Questo perché, dagli studi fatti sugli incartamenti, si era rilevato che tale marchio fosse libero dopo che AAD Invest Group o la famiglia Sciotto non avevano rinnovato la richiesta di registrazione. Una mossa, questa della Cooperativa, che ha spiazzato in tanti ma che non ha suscitato una risposta immediata da parte della società peloritana.
Dopo diversi giorni è arrivato un comunicato degli avvocati Picciolo e Cicciari che hanno messo in luce la posizione del club, che si chiama appunto ACR Messina. I legali sostengono che “è notorio, su tutto il territorio nazionale, l’uso (c.d. preuso) che del marchio ha, sin qui, fatto” lo stesso Messina. Perciò, secondo i difensori della società, “il marchio di cui la Società Cooperativa ha chiesto la registrazione è eguale o, quantomeno, simile al nostro e quindi confondibile con esso”. Insomma, la richiesta sarebbe illegittima e quindi nulla, con il club che la ritiene perseguibile. Da qui la diffida a ritirare la richiesta, che creerebbe anche “nocumento al progetto di risanamento del club”.
A questo punto non è chiaro come proseguirà la vicenda e se ci sarà una contro-risposta della Cooperativa, che ha sostenuto di aver registrato il marchio per “tutelare la storia, l’identità e la passione autentica per il calcio nella nostra città”. Ma appare evidente come la partita non sia chiusa.

