Un’altra rivoluzione per cercare di conquistare i vertici del campionato di Serie C Girone C. È questo il riassunto del calciomercato del Trapani, che in questa stagione si ritrova a dovere affrontare un ostacolo in più, ovvero la penalizzazione. Il -8 ricevuto alla fine della scorsa stagione, però, non hanno rappresentato un freno per il presidente Valerio Antonini, che anche in questa sessione non ha badato a spese.
Sono state tantissime le entrate ma anche le uscite, al fine di creare una rosa che possa riportare il saldo ‘positivo’ in classifica nel minor tempo possibile. È questo il primo obiettivo per consentire ai granata di vivere una stagione da protagonista. Il tecnico Salvatore Aronica, memore dell’esperienza e degli errori della scorsa stagione, è pronto a orchestrare al meglio la squadra a sua disposizione. Dopo un lavoro intenso nelle stanze del calciomercato, con Andrea Mussi che ha potuto agire con libertà e con la comprovata forza economica del club, ora la parola passa al campo.
Calciomercato Trapani, la garra alla base della rivoluzione
Se da un lato anche quest’anno si è cambiato tanto, dall’altro è evidente che siano state differenti – più oculate – quantomeno le tempistiche con cui il Trapani ha condotto il calciomercato. Gran parte della rosa definitiva infatti è stata a disposizione di mister Aronica fin dal ritiro pre-campionato, svoltosi tra Troina e Valderice. Un aspetto fondamentale per arrivare pronti all’inizio della stagione di Serie C. È stato questo il primo obiettivo dichiarato e raggiunto da Mussi, ovvero portare nell’Ennese almeno l’80% dell’organico finale.
E così, uno dopo l’altro sono arrivati i primi annunci, e la sensazione fin dall’inizio è stata quella di veder nascere una squadra diversa, per caratteristiche e concetti. Nomi come quelli dei centrocampisti Giovanni Di Noia ed Enrico Celeghin, o dei difensori Stefano Negro e il figliol prodigo Roberto Pirrello spiegano fino dall’inizio qual è il leitmotiv del calciomercato in casa granata. L’idea è quella di costruire una squadra da battaglia, capace sia di provare a dominare il campo che di tenere botta quando le cose si fanno difficili. E la conferma arriva dagli altri colpi arrivati a ridosso dell’inizio del ritiro di Troina.
Pochi giocatori di estro, gente alla Oliver Kragl per capirci, ma di lui ne parleremo più avanti. In questo senso, l’unico giocatore in grado di spezzare il “mood da battaglione” risponde al nome di Luigi Canotto. Un giocatore che ha dovuto riconquistare la gente trapanese, a causa di un’uscita a vuoto fatta negli anni scorsi, per la quale ha fin da subito chiesto scusa. Ora deve essere il campo a completare il processo di riconquista, al fianco di tre punte di categoria come Ciccio Grandolfo, Federico Vazquez (un ritorno in Sicilia per lui) e Manuel Fischnaller.
A contorno di tutto ci sono i giovani, portatori sani di qualità. Un figlio d’arte come Diego Marcolini pronto a dare vivacità e geometrie al centrocampo. Cristiano La Sorsa è invece quel talento che con rapidità e cambio di passo può dare una mano nelle rotazioni sulla trequarti. Tutto da scoprire, invece, Francesco Podrini, alla prima esperienza tra i ‘pro’.
Un taglio netto con il passato
Proprio come era successo a gennaio di quest’anno, il Trapani ha rivoluzionato la rosa. Il direttore sportivo Andrea Mussi, sorretto nelle decisioni da Valerio Antonini, non ha avuto difficoltà nel trovare una destinazione a quei giocatori che non rientravano nelle idee di Salvatore Aronica. Una serie di operazioni in uscita che hanno certificato – qualora ce ne fosse bisogno – la cattiva gestione tecnica della scorsa stagione. La ricerca degli uomini prima ancora che dei calciatori, che ha portato alla separazione con chi non ha saputo o voluto tirare fuori proprio quella fame e quella vena da combattenti che il tecnico palermitano ha apertamente chiesto.
Un capitolo a parte – e non potrebbe essere altrimenti – lo merita Oliver Kragl. La gestione del tedesco è stata l’emblema della pessima stagione scorsa. Si parla di un calciatore non confermato a inizio annata nonostante gli ottimi rapporti (almeno in apparenza) e richiamato a due mesi dalla fine del campionato, con il rischio di violare le regole federali. Il suo addio, non senza turbolenze, nel corso di questa estate spiega che forse il vento a Trapani sta cambiando.
E in questo senso va capita la posizione di Sergio Sabatino. Il capitano dei record in Serie D e delle battaglie dello scorso campionato, al momento non sembra avere un posto nel mondo. Il difensore nativo di Corleone non ha giocato neanche un minuto, ma non è stato neanche ceduto. La sua è stata una delle poche conferme rispetto allo scorso anno, ma al momento non sembra esserci posto per lui nel nuovo Trapani. Le cose cambieranno a stagione in corso?
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Calciomercato Trapani, gli ultimi ritocchi per Aronica
Gli ultimi giorni di calciomercato sono così trascorsi per il Trapani con la possibilità di essere concentrati su piccole cose. Andrea Mussi, conscio di aver fatto di tutto per consegnare una squadra quasi completa per il debutto stagionale, doveva solo fare qualche piccolo accorgimento.
E così sono arrivati due puntelli per la difesa. Il primo, Diego Stramaccioni, rappresenta quel jolly che può togliere le castagne dal fuoco ad Aronica in fase di emergenza di reparto. Il secondo, Andrei Motoc, è quel centrale che ha già fatto una bella esperienza (vittoria con l’Entella nei mesi scorsi) e può essere pronto all’uso. Infine lo scambio di centrocampist con il Cittadella che ha portato Riccardo Palmieri in Sicilia e Luca Verna in Veneto. Proprio quest’ultimo rappresenta un altro simbolo del fallimento della sventurata sessione di mercato di gennaio.
L’unico neo – seppur comunque piccolo – nell’estate dei granata rappresenta la mancata cessione di Erlend Segberg. A differenza di Abel Stensrud, che ha ottenuto la rescissione prima di tornare in patria, il centrocampista norvegese è ancora sotto contratto con il Trapani. Non graverà sulla lista per giocare la Serie C, ma il fatto che non si sia trovato un acquirente la dice lunga, ancora una volta.

