Una voce fatta circolare nelle scorse ore ha messo in subbuglio una piazza intera, proprio nel momento della festa. Valerio Antonini starebbe pensando alle dimissioni dalla “polisportiva” Trapani. Una creatura messa in piedi dall’imprenditore romano circa un anno fa, dopo il suo sbarco in Sicilia. Prima l’acquisizione delle quote della formazione di calcio dalle mani di Marco La Rosa. Poi lo storico passaggio di proprietà della compagine di basket, anche se nei fatti il titolo da cui hanno avuto origine gli Shark proviene dalla Stella Azzurra Roma.
Ma cosa è successo nel giro di pochi giorni, al culmine di una settimana frenetica che ha avuto il via con la paradossale festa nel sottoscala del PalaDozza di Bologna e si sta concludendo con questa notizia clamorosa? Proviamo ad andare come sempre a fondo, cercando di scoprire cosa ha indotto Valerio Antonini a farsi sfiorare da un’idea shock, come quella delle dimissioni e del conseguente addio a Trapani.
Trapani, dimissioni Valerio Antonini: la polemica sui prezzi
Si potrebbe dire che tutto è iniziato proprio in terra di Emilia, ma forse non è del tutto vero. Alla base del malumore di Valerio Antonini, infatti, ci sarebbe la presenza incostante di pubblico al seguito del Trapani, sia al “Provinciale” che al PalaShark. Ed è qui che sorge il primo elemento di contrasto. Da una parte ci sono i trapanesi che contestano una politica di prezzi non in linea con il loro tenore di vita. Dall’altra parte c’è il patron, che ha fatto di tutto per far capire la logica che c’è alla base del listino.
Un listino giustificato in due modi da Antonini. In primis con il grande esborso effettuato per costruire squadre fortissime e in grado di regalare uno spettacolo che giustifichi i prezzi dei biglietti. E poi persino un’indagine fatta condurre per porre l’accento sulle spese “discutibili” da parte dei trapanesi, come l’acquisto delle sigarette o di altri beni, non certo di primo consumo.
E si arriva all’ultimo episodio in cui il malumore di Valerio Antonini nei confronti di Trapani è emerso in maniera fin troppo lampante. Pur nel contesto di un giorno di festa, quello del Party Granata, il presidente non ha fatto a meno di sottolineare la scarsa presenza di pubblico. Tanto da aver lanciato una promozione last minute, che consentiva di acquistare un secondo biglietto al costo di 1 euro, per chi aveva già preso il tagliando per il “Provinciale”.
Tutte situazioni sulle quali un imprenditore, prima ancora che un presidente di una società sportiva, non può di certo transigere.
Un uomo improvvisamente solo?
E poi c’è il caso dal punto di vista politico e istituzionale, quello da cui tutto sembrava aver avuto origine. I fatti accaduti a margine di gara4 della finale playoff di Serie A2 di basket hanno innescato davvero di tutto. Dalla mancata premiazione sul parquet del PalaDozza alle dichiarazioni contro gli esponenti della Lega. Per finire con gli attacchi diretti alla Fortitudo Bologna da parte dello stesso Antonini.
Una situazione che ha portato alla richiesta del Daspo per Valerio Antonini, la pena più aspra in assoluto. Il presidente di una società sportiva trattato alla pari di un ultras facinoroso. Inutile sottolineare il fatto che sarebbe la pena più grande mai inflitta a un dirigente, per fatti legati a un evento sportivo. Di certo non entriamo nel merito della vicenda, ma si può dire che una richiesta del genere possa essere considerata esagerata.
Tuttavia, è quel che è successo dopo ad aver portato Valerio Antonini a pensare alle dimissioni e all’addio a Trapani. Nessuno, infatti, ha espresso vicinanza concreta o solidarietà pubblica e formale nei suoi confronti. Solo oggi, quasi tre giorni dopo la richiesta del Daspo, l’assessore allo sport Emanuele Barbara ha diffuso un comunicato di sostegno al presidente. L’ambiente, però, non si è espresso. Forse ancora ebbro di gioia per i risultati sul campo, ma comunque silente, quasi prono di fronte a un eventuale provvedimento nei confronti di chi ha restaurato lo sport in città.
In conclusione, non crediamo alle dimissioni di Valerio Antonini dalla Trapani sportiva. Il romano è imprenditore oculato, tanto passionale quanto concreto. Non getterebbe alle ortiche 14 mesi di investimenti, impegno e sacrifici. Anzi, in questo momento lo immaginiamo intento a effettuare le prossime mosse, sia per il calcio che per il basket.

