Valerio Antonini recita il mea culpa per l’annata sottotono del Trapani. Il presidente, ospite di T Zone su Telesud, ha fatto capire che c’erano grandi aspettative attorno alla squadra. Tutto, però, è stato disatteso: “Nello sport si può programmare quanto si vuole, ma alla fine ci sono dei fattori imponderabili. In estate non sai mai come si possa sviluppare una stagione. Io sul Trapani avevo sensazioni positive. Non tanto perchè non credevo che la Shark fosse forte, quanto perchè credevo che avessimo una squadra fortissima. Avevamo un centravanti fortissimo (Lescano, ndr) attorno al quale c’era una serie di elementi fondamentali. Poi sono stati fatti errori inconcepibili, uno dietro l’altro, principalmente commessi da me. Poi l’annata non si recupera più”.
Trapani, Antonini ammette le sue colpe
Antonini si è assunto la responsabilità di gran parte delle colpe per gli errori commessi. Al di là di alcuni comportamenti da parte dei tesserati, il presidente non ammette scuse: “Se un direttore sportivo sbaglia o un allenatore come Capuano si comporta in quel modo, la colpa è mia e non puoi darla agli altri. Ricordo comunque a tutti che il Trapani è una neopromossa, e che con i 10 punti tolti saremmo in zona playoff. La squadra non ha digerito questa cosa, a livello psicologico è stato un dramma. Ora dobbiamo rincorrere per recuperare una situazione sfuggita di mano. In ogni caso sono tutte scuse, la nostra è una squadra che non può perdere 13 partite”.
Al tempo stesso, però, il presidente del Trapani ha fatto capire che è difficile uscire dalla situazione negativa in cui è entrata la squadra: “Siamo entrati in un loop negativo dal quale non riusciamo a uscire. In tanti mi dicono di cambiare allenatore, ma non ne posso mettere un altro. L’ultima partita è la somma di tutta la negatività dell’anno. Liotti è impazzito, ha dato un cazzotto a un avversario e si è fatto espellere. Passiamo in vantaggio, prendiamo subito il pareggio per l’ennesimo errore difensivo, poi gli avversari restano pure loro in 10, sprechi l’occasione per tornare in vantaggio e infine prendi un gol fantozziano al 91′. Quando hai un’annata negativa non la fermi più”.
La gestione delle pressioni
Valerio Antonini ha ammesso di aver incontrato la squadra dopo il ko con la Cavese. Da questo faccia a faccia sono emerse alcune criticità importanti: “Domenica ho avuto un confronto molto duro con i giocatori. Ho detto loro che ho messo le stesse pressioni ai giocatori di calcio e di basket. Come dice Alibegovic, i grandi giocatori si vedono quando sono chiamati a rispondere alle pressioni della piazza e della società. La squadra di calcio ha ceduto alle pressioni che io ho dato all’inizio dell’anno, cedendo in maniera incredibile”.
Si parla poi della situazione di Vincenzo Torrente. Nonostante la volontà di rimettere in panchina Salvatore Aronica, Antonini deve fare i conti con la posizione del tecnico campano: “L’allenatore non ha la minima intenzione di fare un passo indietro. Lui sostiene che la squadra è completamente con lui e che ha perso le ultime tre partite solo per sfortuna. Con i giocatori sono stato molto duro, forse per la prima volta dall’inizio della stagione, hanno tradito gli impegni presi. Due settimane fa volevo riportare a Trapani Kragl e Balla, in modo da riaccendere l’entusiasmo della squadra e dei tifosi. La squadra mi ha obbligato a non farlo, mi avevano promesso che avrebbero vinto con Monopoli e Cavese ma le hanno perse entrambe”.
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Dopo il confronto con la squadra, Antonini ha imposto delle nuove regole. Anche perchè è necessario cambiare atteggiamento e responsabilizzare chi va in campo: “I calciatori dovranno fare doppia seduta di allenamenti per tutti i giorni, tranne il lunedì. Io non ho paura di dire la verità, il calcio è un mondo di farisei in cui con diplomazia si dicono e non dicono le cose. Le società sono schiave di rapporti contrattuali insensati, che oggi sono a esclusiva tutela dei tesserati. Prima di Cerignola avevo promesso 400.000 euro di premio promozione alla squadra, me ne sono pentito”.

