Disfatta del Palermo contro il Venezia: i rosanero vengono sconfitti per 0-3 e le pagelle sono lo specchio della prestazione vista sul campo del “Renzo Barbera”. Il risultato finale poteva essere ancora più duro, ma a evitare un punteggio tennistico ci pensa l’estremo difensore di Eugenio Corini, l’unico a meritarsi la sufficienza.
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Palermo Venezia pagelle: i migliori e i peggiori
Si salva solo Mirko Pigliacelli nelle pagelle di Palermo Venezia, per il resto pioggia di insufficienze per gli uomini di Eugenio Corini, caduti sotto i colpi degli avversari nel corso dei 90’.
La difesa
PIGLIACELLI 6 – La difesa non lo aiuta nel contrastare un avversario insidioso come il Venezia. Il portiere non ha molte colpe per i gol subiti dalla sua squadra. Anzi, coi suoi interventi contribuisce ad evitare che il risultato finale sia più drammatico del previsto. In avvio del primo tempo con una parata su Altare, poco prima dell’intervallo e in avvio di ripresa rispondendo al potenziale tris di Pohjanpalo. Una sufficienza piena per l’estremo difensore, che ha fatto quello che ha potuto.
DIAKITÈ 5+ – Per 90′ insegue gli avversari e spinge la squadra in avanti, ma in termini concreti le sue azioni non portano a nulla. È da premiare lo spirito di sacrificio del terzino, che probabilmente al suo arrivo a Palermo a gennaio si aspettava di lottare per qualcosa in più.
NEDELCEARU 4 – La partita del difensore romeno dura soltanto una frazione di gioco. Il suo apporto in termini difensivi non contribuisce per nulla a ostacolare i contropiedi del Venezia, che portano ai due gol nel primo tempo. L’avversario questa sera non è decisamente del suo calibro. È per questo che all’intervallo resta negli spogliatoi. (dal 45′ GRAVES 5 – Il tecnico Eugenio Corini lo chiama sostanzialmente per la prima volta a fare il centrale di difesa per un minutaggio cospicuo. Nel complesso non commette grandi sbavature e tiene a galla i suoi, tranne che nei minuti di recupero, quando lascia campo aperto a Gytkjaer e consente al Venezia di firmare il tris. Cambia poco nell’ottica della gara).
CECCARONI 4,5 – Anche i suoi errori difensivi non sono pochi, tanto che l’inferiorità rispetto agli avversari, soprattutto in velocità, vengono evidenziati fin dai primi minuti. Nonostante ciò, il difensore prova a rendersi pericoloso in avanti con dei colpi di testa, senza inquadrare lo specchio della porta.
LUND 4 – La sua gara si svolge esclusivamente in fase offensiva, perché dal punto di vista difensivo viene costantemente saltato da Candela. È proprio da qui che nasce il primo gol del Venezia. Il terzino non riesce a chiudere sul cross dell’avversario e lo lascia libero di servire bomber Pohjanpalo. Anche nella restante parte del primo tempo continua a soffrire molto la pressione dei lagunari, tanto che il tecnico Eugenio Corini all’intervallo, quando la squadra è sotto di due gol, lo lascia in panchina. (dal 45′ AURELIO 5 – Il cambio non stupisce, seppure effettuato con qualche minuto di anticipo rispetto al solito. Entra quando la partita è ormai decisa e può fare poco per cambiarla. Non mancano i palloni spediti sugli spalti).
Il centrocampo
GOMES 5+ – Il centrocampista nel complesso fa il suo, manovrando l’impostazione, anche se spesso ostacolato dagli attenti avversari. Nel primo tempo dai suoi piedi parte qualche occasione pericolosa del Palermo, tra cui il cross in area verso Brunori, che però non riesce a indirizzare il pallone verso la porta. La speranza era quella di ripetere l’assist realizzato per Nedelcearu nella scorsa giornata. Il Venezia tuttavia non è il Lecco e rimane deluso.
HENDERSON 4,5 – Il tecnico Eugenio Corini lo chiama in causa per sostituire Ranocchia e dare mostra delle sue qualità rimaste finora inesplorate, ma anche in questa occasione sul campo ne porta poche. L’apporto in fase offensiva è praticamente nullo. Le uniche azioni che lo vedono coinvolto sono in pressing sugli avversari, che però non avvertono pericoli. Tanti i falli commessi, ma l’arbitro lo grazia. (dal 62′ TRAORÈ 5+ – In questa occasione, a differenza che delle altre volte, viene schierato sulla trequarti e non come esterno sinistro. Dà un po’ di velocità alla manovra offensiva, a differenza di quanto era riuscito a fare il suo predecessore. È poco però per impensierire una difesa solida come quella del Venezia, anche perché i compagni non lo aiutano).
SEGRE 5 – La brillantezza del centrocampista è venuta a mancare nelle ultime gare. L’unico tiro a sua firma arriva alla mezz’ora e viene intercettato dal portiere avversario, poiché debole e poco incisivo. Dal Doc ci si aspetta molto di più, anche se le responsabilità della disfatta odierna non sono certamente sue. (dal 78′ SOLERI s.v. – Impossibile dare una valutazione. L’attaccante non tocca neanche un pallone nel quarto d’ora scarso in cui viene impiegato).
L’attacco
DI MARIANO 5 – Le occasioni create dall’esterno destro nel primo tempo, l’unico che ha disputato, si contano sulle dita di una mano. Quella più pericolosa però porta la sua firma, con il cross all’indirizzo di Diakité che si trovava a pochi metri dalla porta. Poco dopo ci prova anche con un tiro che termina tra le braccia del portiere avversario. La sua partita si conclude all’intervallo, da capire se per scelta tecnica o per altri motivi. (dal 45′ VASIC 5 – Anche in questa occasione viene schierato come esterno destro e anche in questa occasione è difficile spiegarsi il perché il tecnico Eugenio Corini abbia deciso di affidargli questo ruolo).
BRUNORI 4,5 – Nel primo tempo non tocca neanche mezzo pallone e nella ripresa corre a vuoto nella speranza che la difesa avversaria commetta un errore. L’intesa coi compagni è scarsa e spesso si innervosisce proprio per la mancanza di coinvolgimento nell’area avversaria.
DI FRANCESCO 5,5 – È il migliore del reparto offensivo del Palermo, tanto che resta in campo per 90’ e prova a rendere il boccone meno amaro. I suoi tiri però vengono costantemente intercettati dalla difesa avversaria. Nel complesso è uno di quelli che esce dal campo con meno critiche sulle spalle.
Palermo Venezia, le pagelle dell’allenatore
CORINI 5 – La formazione di partenza è telefonata in virtù dell’assenza di Ranocchia. I suoi cambi all’intervallo e nella restante parte del secondo tempo non contribuiscono a cambiare le sorti della gara. Le lacune sono soprattutto caratteriali, oltre che tecniche.

