Il Palermo di Filippo Inzaghi può certamente vantare un esterno che in questa stagione è stato capace di dimostrare a pieno il proprio valore: Niccolò Pierozzi. Il fiorentino classe 2001 è ormai definito un “fedelissimo” di mister Inzaghi, avendolo accompagnato non solo a Palermo, ma anche alla Reggina e alla Salernitana.
Ai microfoni del Corriere dello Sport, Pierozzi ha avuto modo di raccontarsi, iniziando da dove tutto è cominciato, ovvero a Firenze: “La mia famiglia è del quartiere di Rifredi, fino a 20 anni non mi sono mai mosso da Firenze ed ero orgoglioso di quel percorso. Le giovanili viola sono una scuola formidabile, ho girato l’Europa con i tornei di categoria, vinto la Coppa Italia, avuto allenatori come Bigica e Aquilani“
Palermo, Pierozzi: “Vestire la maglia rosanero è un’opportunità che ho sposato subito”
Nonostante la splendida avventura tra le giovanili della Viola, la Fiorentina dopo una serie di prestiti ha deciso di non puntare più sul ragazzo: “Nel 2023 sono stato 6 mesi in prima squadra, ma un infortunio mi ha tenuto fermo a lungo. C’era Italiano in panchina, ho esordito in Conference League ma a gennaio ho preferito cercare più spazio alla Salernitana“.
Ma a seguito di un mancato accordo tra il ragazzo e il club granata, Pierozzi ha deciso di sposare la causa rosanero: “Poi in estate con la società non abbiamo trovato l’accordo sul rinnovo e si è presentato il Palermo: un’opportunità che ho sposato subito, qui vedo la possibilità di arrivare molto in alto”.
Ma prima di Niccolò già un altro Pierozzi aveva vestito la maglia del Palermo. Si tratta di Edoardo Pierozzi, fratello gemello (dall’increbile somiglianza) dell’attuale esterno rosanero: “Siamo monozigoti, quindi ci somigliamo davvero moltissimo tanto che sinda piccoli ci scambiavano l’uno per l’altro. Lui è passato da Palermo in un altro periodo, era in prestito e la squadra si stava ricostruendo. Edo oggi gioca nel Benevento, è 1° in classifica”.
Il “fedelissimo” di Inzaghi
Pierozzi quest’anno ha ritrovato a Palermo uno dei mister che più lo ha segnato – ed accompagnato – nella sua recente carriera calcistica: Filippo Inzaghi. L’esterno, avendo giocato sotto la guida dell’ex campione del mondo anche a Reggio Calabria e a Salerno, si è guadagnato col tempo il soprannome di ‘fedelissimo di Inzaghi‘.
Questo soprannome dal ragazzo non viene però visto come un limite: “Non mi limita affatto, fra me e il mister c’è un rapporto di fiducia che prosegue da anni e che va oltre il calcio. Siamo stati assieme alla Reggina e a Salerno, l’ho ritrovato a Palermo. So come lavora, ho cercato di essere un riferimento anche per i compagni spiegando le sue idee”.
All’interno dell’intervista si è aperta una parentesi anche su alcuni accadimenti curiosi, come il fatto che Niccolò e Edoardo Pierozzi siano più volte andati in gol nella stessa giornata, se pur in squadre e campionati differenti: “È vero, lo abbiamo notato anche noi, ne parliamo e ci scherziamo spesso. Alcune cose fra gemelli accadono anche se non te le spieghi; le sentiamo e basta. E comunque stimolarsi a vicenda può fare solo bene a tutti e due”
Sul metodo di Inzaghi e sul rush finale di campionato
Tornando su mister Inzaghi, è stato chiesto al ragazzo se nel corso del tempo fosse cambiato il metodo di allenamento del mister: “Ha aggiunto qualcosa, il calcio è in evoluzione e a livello lavorativo lui e lo staff si aggiornano di continuo. Per esempio alla Reggina usavamo un modulo e qui un altro; resta il suo marchio di fabbrica che credo non cambierà mai, il temperamento. E penso lo abbia trasmesso bene a questo Palermo“.
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Dopo la sosta, Pierozzi è consapevole che il tragitto che porta alla fine del campionato pone davanti a sé ancora sfide importanti: “Credo che a questo punto del campionato tutti arrivino un po’ usurati; la condizione che conta è quella mentale, la differenza la deve fare la voglia. Ci sono 6 partite ma ne pensiamo una per volta”.
In questo rush finale, è impossibile non prestare attenzione ai due scontri diretti con Frosinone e Venezia che si pongono davanti al Palermo: “Dobbiamo fare
punti con tutte, se no inutile guardare ai confronti diretti. Perché in queste occasioni non riusciamo a vincere né a segnare? Anche il caso ci ha messo del suo”.
I gol realizzati e l’effetto Barbera
Nonostante nasca difensore, Pierozzi ha saputo col tempo dimostrarsi duttile, occupando anche più ruoli nella fascia: “Già quando ero alla Pro Patria in C ho fatto 8 reti in un anno. Con la Salernitana ho segnato anche un gol di testa allo Juventus Stadium, per un fiorentino una grande soddisfazione”.
Anche con la maglia rosanero l’esterno fiorentino, specialmente su palla inattiva, ha aggiunto al suo palmares ben 5 gol realizzati: “Sono situazioni che proviamo, non ci sono segreti: lavoriamo molto su video che poi riportiamo in campo. Non è un caso se un giocatore si trova in quel posto, il movimento di uno libera l’altro”
Infine, è stato chiesto a Pierozzi se il ‘Renzo Barbera‘ di Palermo possa essere un’arma in più per il finale di stagione o per i possibili playoff: “Lo è comunque, entrare in campo e vedere la curva davanti ti dà una spinta incredibile. Poi contano le gambe ma il nostro stadio è una bolgia e Palermo una città in cui si tocca l’affetto per la squadra. Trovare 600 persone di ritorno da Padova e festeggiare con loro ti fa sentire più forte”.

