Filippo Inzaghi si sta ambientando sempre di più a Palermo. Il nuovo allenatore rosanero è stato ospite del format “Torretta Cafè”. Le sue prime parole sono legate alle sue prime giornate in città: “La presentazione è stata qualcosa di incredibile. C’è una grande atmosfera e questo comporta grandi responsabilità ma queste cose mi esaltano. Mi auguro insieme ai miei giocatori di essere all’altezza di quello che i tifosi ci hanno dimostrato. Sinceramente quello è stato un giorno indimenticabile perché avevo percepito un certo entusiasmo, ma pensare a tutta quella gente allo stadio alle 7 di pomeriggio sotto quel sole cocente non me lo sarei mai immaginato. Penso anche immeritato per quello che ho fatto per il Palermo fino ad ora. Questo mi responsabilizza ancora di più e come ho detto qualche tempo fa mi auguro che io e i miei calciatori saremo all’altezza di quello che questa società e questo pubblico ci hanno già dimostrato”.
Palermo, la missione di Inzaghi
Inzaghi è tornato a parlare dei mantra che lo accompagneranno nella sua avventura a Palermo. In primis, il suo obiettivo è quello di inculcare la mentalità vincente alla squadra: “Io cercherò di responsabilizzarli molto. Penso che fare una vita sana, mangiare bene, riposarsi, amare tanto questo sport, poi ti porta ad avere successo. Penso che il destino ti aiuta, ma vada ricercato e per ricercarlo bisogna farlo nel migliore dei modi, per cui cercherò di fargli capire l’importanza di essere atleti, ma penso che lo capiranno presto già dal ritiro e capiranno presto che siamo fortunati ad avere una società e dei tifosi così alle spalle”.
Uno dei segreti di un bravo allenatore è la presenza di uno staff composto da uomini fidati. Inzaghi a Palermo avrà questa fortuna: “Ringrazio il Club che mi ha permesso di portare tutto il mio staff. Penso che sia uno staff importante fatto da grandi professionisti e da grandi lavoratori che hanno grande passione. Chi sta con me non può non avere la mia passione. Sono di grande supporto, a volte mi devono sopportare perché insomma sono pesante, sono un martello, ma mi conoscono bene. Per me sono un grande valore aggiunto”.
Inzaghi ha già toccato con mano la forza del pubblico di fede rosanero. Per questo motivo si augura di vedere tanta gente al ‘Barbera’. A partire dall’amichevole del 9 agosto (contro il Manchester City?) nel giorno del suo compleanno: “Mi auguro che siano tanti gli abbonamenti e che il pubblico di Palermo si dimostri come sempre il dodicesimo uomo in campo. Abbiamo bisogno di loro. Però non mi piace fare tanti proclami. Io so cosa può darci il nostro pubblico e cosa ci darà”.
Un bagno di folla da ripagare
Inzaghi ribadisce il forte senso di responsabilità nei confronti del Palermo e della città. Ancora una volta il nuovo allenatore rosanero svela l’ascendente che il capoluogo ha in lui: “Io dal giorno che ho saputo che sarei stato l’allenatore del Palermo sento responsabilità. La sento ogni giorno. È chiaro che qui è qualcosa di speciale. Palermo è una capitale d’Italia ed è una città con un milione di abitanti. Ho capito dal mio Instagram cosa vuol dire allenare il Palermo, visto che è intasato e non riesco neanche ad aprirlo”.
“Colgo l’occasione per ringraziare tutti – prosegue Inzaghi – . All’inizio ai primi messaggi cercavo di rispondere, poi adesso è più complicato visto che anche a casa coi bambini non ho tutto questo tempo libero, però ringrazio tutti. L’affetto è come dicevo prima sicuramente immeritato però mi sento molto responsabilizzato e molto carico. Non vedo l’ora di riempire il Barbera e di far capire agli altri come è difficile giocare contro di noi”.
Palermo-Inzaghi, un amore finalmente sbocciato
Filippo Inzaghi e il Palermo si sono finalmente trovati, dopo essersi cercati. Il tecnico non svela apertamente l’esistenza di trattative in passato. In ogni caso, l’arrivo in rosanero è il compimento di un obiettivo di vita e di carriera: “Adesso non ricordo allora se c’era qualcosa. So che alcune volte è stato avvicinato il Palermo. Senza dire banalità quando giocavo qui mi piaceva, mi piaceva lo stadio e mi piaceva il tifo. Amo le piazze del Sud. Da quando ho incominciato ad allenare al Sud ho capito che il Sud è qualcosa di particolare che mi piace. È importante anche il valore sociale di una città come Palermo. Avevo nel cuore questo sogno. Non è stato possibile da giocatore, per fortuna si è realizzato adesso”.
Il Palermo andrà in ritiro a Chatillon e Saint Vincent. Due luoghi che Filippo Inzaghi ha già vissuto in carriera, seppur da calciatore. Sarà dunque piacevole per lui tornare in Valle d’Aosta per preparare la prossima stagione: “Tornerò dopo tanti anni, è una località che conosco. Sono stato con la Juventus, poi so che è facilmente raggiungibile. Mi aspetto tanti tifosi rosanero perché abbiamo bisogno di loro. Già al primo giorno di ritiro indosserò la tuta. E poi è vero, io sto quasi sempre in tuta, perché vivo il centro sportivo e mi piace stare comodo”.

