spot_img

Palermo in ritiro tra esuberi e incognite: Inzaghi e Osti chiamati a una nuova rivoluzione

Ci siamo, tra poche ore scatterà ufficialmente una nuova stagione per il Palermo, con il via del ritiro in Val Gardena. Altro giro, altra estate, altra località da inondare con i colori rosanero. Dopo il trittico composto da Ronzone, Spiazzo e Pinzolo nel 2023, l’approdo a Livigno nel 2024 e quello di Chatillon dello scorso anno, stavolta la preparazione si svolgerà a Santa Cristina. Una nuova svolta sul piano logistico che, in un certo senso, fa da apripista a quella che dovrà avvenire sul campo.

Carlo Osti e Filippo Inzaghi, infatti, dovranno dare vita a una nuova rivoluzione. L’ennesima da quando il Palermo è entrato nell’universo City Football Group, tra tanti milioni spesi e quel sogno Serie A che ormai è diventata un’ossessione. Sono passati quattro anni da quando i rosanero iniziarono la prima stagione in Serie B del nuovo corso. Da allora tante cose sono cambiate, tranne la più attesa e voluta dai tifosi: la categoria di appartenenza. Si riparte ancora una volta dalla cadetteria, che tanto stretta sembra stare alla piazza, ma dalla quale non si riesce ancora a uscire.

E chi crede che quest’anno potrebbe essere più semplice rispetto alle annate scorse, probabilmente ha poca contezza con gli eventi in corso.

Palermo, parte il ritiro ma serve la rivoluzione

La base di partenza non è di scarsa qualità. Sono ancora tutti lì i big che hanno provato a trascinare il Palermo nella scorsa stagione e che partiranno per il ritiro per riprovarci. Tuttavia, è la quantità a preoccupare. Sono appena 21 gli uomini della “prima squadra” che sono stati convocati per raggiungere la Val Gardena. E tra questi non mancano i calciatori che appaiono ben lontani dal progetto tecnico di Filippo Inzaghi. Uomini come Sebastiano Desplanches, Claudio Gomes e Aljosa Vasic, per i quali si prevede a vario titolo un futuro lontano dalla Sicilia.

Ecco allora che non è poi così sbagliato parlare di rivoluzione in seno al Palermo, in vista dell’inizio del ritiro. Tre finora gli acquisti, tutti di categoria come richiede il frullatore della Serie B. Ora, però, Carlo Osti deve calare gli assi. Occorrono almeno due giocatori in grado di dare il cambio di passo sulle corsie in attacco, per rendere irresistibile il 4-2-3-1 di Inzaghi. E poi c’è da lavorare sul tallone d’Achille della scorsa stagione rosanero: la “second unit”.

Servono ricambi per gli uomini chiave, ai quali Inzaghi intende affidare il Palermo edizione 2026-27. Gente come Tommaso Augello, Filippo Ranocchia e Joel Pohjanpalo, strapazzati durante la scorsa stagione e bisognosi di un elemento di backup per tirare il fiato ed essere sempre al top. Tre acquisti fondamentali, così come quelli che devono completare il pacchetto di centrocampisti e l’innesto di un “dodicesimo” di livello.

Una squadra a casa

Come scritto prima, sono 21 i calciatori del Palermo che partiranno per il ritiro. C’è però un altro gruppo, quasi la metà degli uomini dotati di biglietto per la Val Gardena, che resterà in sede. Sono gli esuberi, termine terribile ma con il quale il club di Viale del Fante deve fare i conti. Un lascito del recente passato e degli errori che si sono prima verificati e poi ripetuti con le precedenti gestioni tecniche.

Elementi come Dimitris Nikolaou, Salim Diakitè, Stredair Appuah e Alexis Blin, giusto per fare qualche nome. Calciatori “over-valutati” che al momento restano sul groppone rosanero, in attesa di una chiamata da altri club. E poi ci sono i due emblemi di quelli che possono essere considerati errori tecnici nella scorsa stagione. Da una parte Giacomo Corona, trattenuto a tutti i costi fin dall’estate 2025 da Inzaghi e di fatto costretto al ruolo di spettatore non pagante. Dall’altra Matteo Brunori: c’è chi lo ritiene ancora utile alla causa, ma ad oggi si tratta dell’ennesimo ingaggio pesante del quale il Palermo non riesce a liberarsi.

Oggi parte una nuova stagione per il Palermo: il ritiro dirà tante cose, ma l’estate si preannuncia calda e soprattutto lunghissima.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

Related Articles

Rimani Aggiornato

18,500FansLike
4,000FollowersFollow
150FollowersFollow
10,800SubscribersSubscribe

Ultimi articoli