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Falla: “A Siracusa limitato dai problemi fisici. Futuro? Voglio rimanere nei pro”

Ruben Falla sulla cresta dell’onda, nonostante una stagione a Siracusa tra problemi di natura sia fisica che societaria. Il centrale è stato comunque protagonista di una annata positiva sul piano personale. La retrocessione in Serie D degli azzurri non ne ha scalfito la reputazione. Anzi, per lui c’è stata una bella opportunità tra le fila della Sicilia F.A. nella storica amichevole contro le Mauritius disputata a inizio giugno a Terrasini.

Un traguardo importante per il difensore classe 2002, che dopo essere tornato a disputare una stagione tra i professionisti è certamente riuscito ad attirare l’attenzione su di se. Ai microfoni di Sporticily abbiamo avuto il piacere di parlare proprio con Ruben Falla, che ci ha raccontato alcuni momenti della sua stagione del suo biennio al Siracusa.

Falla e le diverse difficoltà tra Serie C e D

Con la maglia del Siracusa Ruben Falla è sceso in campo sia in Serie D che in Serie C. Due categorie profondamente differenti, ma dalla competitività sotto certi aspetti quasi analoga: “Sicuramente ci sono un po’ di differenze nel passaggio tra dilettantismo e professionismo“, dichiara Falla. “Ciononostante, con il Siracusa abbiamo affrontato il Girone I, uno dei più difficili in Italia. Ogni anno ci sono sempre, per fortuna o per sfortuna, delle piazze importantissime al suo interno”.

“Quando lo affrontai per il primo anno – ricorda Falla – c’era il Catania, poi Trapani, Reggina… Ogni anno, insomma, ci sono quelle 2 o 3 squadre che con la Serie D hanno veramente poco a che fare. Si tratta quindi di un girone importante che in un certo senso ti è utile ad avvicinarti a quello che è poi il passaggio alla Serie C“.

I due anni a Siracusa

Un biennio complicato quello vissuto al Siracusa da Ruben Falla, condizionato notevolmente dai problemi fisici riscontrati: “Non sono totalmente soddisfatto del mio biennio a Siracusa. Nell’arco di questi due anni sono stato rallentato da varie problematiche fisiche. Il primo anno, per la prima volta nella mia vita, ho avuto la pubalgia che mi ha tenuto fuori per circa 6 mesi. Quest’anno invece ho avuto vari problemi di salute che mi hanno limitato parecchio, facendomi saltare praticamente tutto il girone di ritorno”.

“Non è quello che avrei voluto portarmi dietro – sottolinea Falla -, specie in questi due anni che ho vestito la maglia della mia città. Si tratta di un’esperienza che comunque mi dà maggiore consapevolezza per il futuro, legata alla gestione di infortuni e periodi come quelli che ho passato”.

Nonostante le difficoltà societarie emerse quest’anno al Siracusa, i tifosi hanno difeso a spada tratta il lavoro portato avanti dalla squadra di mister Turati. “Diciamo che è stato un rapporto reciproco quello tra noi e la tifoseria”, tiene a sottolineare Falla. “I tifosi lo vedono quando i ragazzi ci provano comunque. Quando ci sono dei problemi societari e la squadra si abbandona lo si percepisce subito. Nonostante tutto si è fatto di tutto per cercare di portare a casa la stagione e conquistare la salvezza”.

La prima convocazione con la Sicilia FA

Alla fine della stagione è arrivata poi la convocazione con la Sicilia F.A. di Giovanni Marchese, nel match contro la Nazionale FIFA delle Mauritius. Una chiamata che ha dato valore al grande lavoro svolto da Ruben Falla sul campo. Queste le sue sensazioni: “È stata un’esperienza magnifica, soprattutto per il gruppo di ragazzi che ho trovato. Ho trovato un gruppo di persone d’oro. Molti di loro non li conoscevo, eppure già dopo il primo giorno mi sono sentito inserito in gruppo come se li conoscessi da una stagione intera. Questa è una cosa che ho notato subito e che mi ha fatto stare bene e a mio agio. A questo si aggiunge una grandissima organizzazione da parte della dirigenza e del mister stesso nel pianificare gli allenamenti, le sedute e tutto il resto. Non ci è mai mancato nulla”.

Amaro il risultato finale della partita contro le Mauritius, vittoriosi per un calcio di rigore nel finale. In ogni caso, Falla da quest’esperienza si porta dietro ben altro: “Il livello del match è stato alto, con diversi elementi che avevano le qualità per fare bene e metterci in difficoltà. La partita è andata come è andata, ma sicuramente quello che mi rimane di più è l’esperienza che ho vissuto col gruppo, col mister e con lo staff, che io ritengo veramente perfetta”.

Falla svela il suo futuro

Infine, Ruben Falla lancia uno sguardo al futuro. Il difensore classe 2002 si augura di non scendere di categoria. Nessuna decisione, però, è stata presa. “Sicuramente mi piacerebbe rimanere tra i professionisti, cercando di affermarmi ulteriormente come un giocatore che può dire la sua e anche ambire a salire di livello. Oltre a questo, punto sempre a migliorarmi fisicamente e tatticamente, anche perché penso ci sia sempre da migliorare. Se a 38 anni un giocatore può ancora imparare qualcosa, figuriamoci se non posso farlo io”.

Ferdinando Lo Monaco
Ferdinando Lo Monaco
Classe 2002, è studente di Scienze della Comunicazione a UNIPA e giornalista pubblicista. Dall'inizio del 2025 collabora con la redazione di Sporticily attraverso la realizzazione di articoli sul calcio professionistico e dilettantistico, interviste e video

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