In casa Palermo sono tante le riflessioni in corso per quanto riguarda la rosa per la stagione 2026-27. I 72 punti e il percorso playoff (seppur conclusosi nel peggiore dei modi) sono un punto di partenza importate per la società, che almeno su alcuni punti fermi sente di poter contare. Le conferme di Carlo Osti in qualità di direttore sportivo e di Pippo Inzaghi come allenatore non sembrano infatti in discussione. E proprio da loro partiranno le valutazioni su chi dovrà far parte ancora del progetto bis per la Serie A. Se da un lato si guarda già al calciomercato in entrata, dall’altro non è detto che alcuni elementi della cosiddetta “vecchia guardia” non partano per lasciare spazio a forze fresche.
Palermo, per Inzaghi un anno d’esperienza fondamentale: tanti possibili punti fermi
La base delle valutazioni del Palermo, ovvero di Inzaghi e Osti in primis, è stata svelata proprio nell’ultimo appuntamento stagionale sul campo. L’allenatore infatti ha ammesso che punterà su cambio di prospettiva tattica. Contro il Catanzaro, il tecnico ha varato quasi un cambio copernicano per la storia recente rosanero: si è visto il ritorno ad una difesa a 4 e un modulo con una trequarti più colma. “Sono cresciuto come allenatore e nell’idea che ho della squadra. Conosco molto meglio i miei giocatori rispetto all’inizio, cercheremo di migliorare laddove siamo mancati”, ha detto il tecnico al termine della gara coi giallorossi, annunciando la volontà di puntare sul nuovo modulo.
Non tanto una necessità del momento quindi, ma una vera e propria prospettiva futura a lungo termine, su cui impostare il mercato. Ma chi farà di questo Palermo? Perché oggi tra i calciatori che hanno dato il 100% in questa stagione, quelli finiti ai margini della rosa e quelli di rientro dai prestiti, la questione sembra essere intricata. Anche in virtù dei vari cambi di status tra under e over nelle liste.
Il cambio modulo può far voltare pagina ai rosanero?
Nella sua carriera Inzaghi ha spesso alternato la difesa a tre con quella a quattro. Una soluzione che in questa stagione tuttavia non gli è riuscita come avrebbe voluto. Adesso dunque l’intenzione pare essere quella di spostarsi su un versante più deciso, fin dalle prime uscite. Il 4-2-3-1 prevede non solo grande intensità, cosa che il Palermo ha guadagnato dall’arrivo del tecnico lo scorso anno, ma anche una maggiore solidità difensiva, che sappia supportare i giocatori in avanti. Chiamati sì a ripiegare in fase difensiva quando serve, ma che sappiano soprattutto fare la differenza negli ultimi 25 metri. E ancora un centrocampo equilibrato, che dia manforte in fase di copertura ma che sappia dare anche il giusto ritmo alla manovra.
Alcune di queste caratteristiche sono già presenti in rosa. Giocatori come Bani, Magnani, Pierozzi o Augello hanno già giocato in passato con la difesa a tre o a quattro, con risultati soddisfacenti. L’intensità messa da Segre nella sua zona di campo, inoltre, rispecchia le esigenze del nuovo modulo. Altri elementi, però, potrebbero risentire del cambio. Ceccaroni e Peda ad esempio hanno mostrato qualche difficoltà a muoversi in mezzo con questo schieramento. E in avanti, guardando alle caratteristiche di Le Douaron, il francese probabilmente rischierebbe così di finire ancor più lontano dalla porta di quanto già non accaduto l’anno scorso. C’è dunque da fare in primis una riflessione tattica che possa permette ad Inzaghi di disporre di alternative valide e adatte al nuovo assetto.
Questione liste, età e contratti: si ammaina qualche “bandiera”?
Ma le valutazioni saranno fatte anche su parametri diversi dal modulo. Avere una rosa che punti molto su giocatori esperti significa dover tener conto a possibili acciacchi che già nel 2025-26 hanno tolto dalla disponibilità di Inzaghi alcune pedine importanti e hanno pesato nel perdere punti nei momenti decisivi. Anche ai playoff si è vista, in generale, una squadra decisamente “spremuta”. Il caso di Palumbo è emblematico: il trequartista nel corso di tutta la stagione non ha mai avuto una riserva all’altezza ed è stato costretto a scendere in campo a tratti non nelle migliori condizioni fisiche. E anche Bani ha sofferto questo aspetto nel finale di stagione, dando forfait ai playoff.
È per questo che servirà sia fare spazio a nuovi innesti che ringiovanire la rosa con elementi che possano davvero fare la differenza, piuttosto che accontentarsi di un minutaggio risicato. Per quel che riguarda il primo fattore, bisogna tenere conto che giocatori come Peda e Vasic quest’anno perderanno il loro status di under. È in virtù di ciò che per il centrocampista l’ipotesi di una cessione, magari in prestito, appare concreta. In questo senso è bene ricordare anche che Segre e Gomes (ma anche Brunori) potrebbero occupare i due slot riservati ai calciatori sotto contratto da oltre 4 anni, ovvero la cosiddetta lista-bandiera. Se per il primo questa novità può giovare alla società, per gli altri due ci sono ben poche speranze di permanenza.
Non di poco conto in generale la questione degli esuberi. La quasi totalità dei giocatori mandati in prestito la scorsa stagione ha uno status di over e e verrà messo sul mercato. A Lund, Nikolaou e Diakité potrebbe anche aggiungersi un Gyasi che il Palermo è stato obbligato a riscattare (a differenza di Rui Modesto, su cui si aprirà una trattativa) dall’Empoli in virtù dai parametri stabiliti la scorsa estate, nonostante la parentesi negativa del diretto interessato. E ancora, coloro che in questa annata hanno trovato poco spazio e non si sono messi in mostra a dovere, come Blin.
Il Palermo del futuro: la probabile formazione col 4-2-3-1
Qualcuno potrebbe salutare, qualche altro potrebbe trovarsi “fuori dal giro”. Se si vuole fare un salto di qualità, è chiaro che il Palermo dovrà ragionare oltre certi sentimentalismi. Ma certamente per un bene superiore, quello della Serie A. Ma come si potrebbe comporre oggi il 4-2-3-1 che Inzaghi vorrebbe per il Palermo?
Di certo Joronen, che dovrebbe essere confermato in virtù dell’ottima stagione disputata, si ritroverà nuovamente tra i piedi il rientrante Desplanches. In difesa la condizione psico-fisica di Bani e Magnani, ma anche i possibili dubbi su Ceccaroni e Peda potrebbero anche portare il Palermo a fare delle valutazioni in difesa. Al pari del centrocampo, dove è vero che esistono due punti fermi come Segre e Ranocchia, ma dove serve anche alzare la qualità media del reparto. Senza dimenticare che andrebbe rimpolpata la trequarti a supporto di Pohjanpalo, dove non basterà solo la qualità di Palumbo.
Il Palermo del futuro passa dunque dalle conferme e dall’arrivo di volti nuovi, ma anche da giocatori che dovranno lasciare la Sicilia. Alcuni li abbiamo già citati: Gomes non ha convinto Inzaghi e andrà via, mentre Blin ha dimostrato di non essere all’altezza sul piano psico-fisico prima ancora che tecnico. La perdita dello status di Under potrebbe vedere Vasic prendere la via dell’uscita, mentre a proposito di giovani è assai difficile assistere al riscatto di Veroli e alla permanenza di Corona, il quale potrebbe aver perso un anno a raccogliere le briciole lasciate da Pohjanpalo. Queste appaiono le cessioni “certe”, ma per ulteriori novità non ci resta che attendere l’inizio del mese di luglio con l’apertura del mercato e la partenza del ritiro in Val Gardena.

