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Palermo e Parma, due simboli di rinascita: dal crac alle proprietà straniere

Quella tra Palermo e Parma sarà senza dubbio una delle partite più stimolanti del prossimo turno in Serie B. Si affrontano due squadre che hanno degli organici importanti e che, almeno per il momento, hanno parzialmente tradito le attese. La formazione di Eugenio Corini è tornata a vincere sabato scorso, sul campo del Modena, dopo una striscia negativa che ha fatto temere il peggio. Di contro gli uomini guidati da Fabio Pecchia, che rappresentano uno dei gruppi favoriti per andare in Serie A, sono al sesto posto a 5 lunghezze di ritardo dalla capolista. Ma al di là di questi aspetti, aleatori in un campionato ancora lungo, ci sono dei punti in comune tra queste due realtà.

In primis il carattere di “squadra provinciale” con cui sono state spesso etichettate, specialmente negli anni in cui si sono affacciati nel grande calcio. Ma se c’è qualcosa che accomuna siciliani e ducali, è l’aspetto legato al concetto di ripartenza. Due società tradite dai precedenti proprietari, che sono state costrette a ripartire da zero con l’aiuto dell’imprenditoria locale e che ora cercano il rilancio grazie a proprietà diverse, seppur con concetti e progetti diversi tra loro. Due club che parlano una lingua straniera, ma che vogliono ritornare al lustro e ai livelli del passato neanche troppo remoto.

Palermo e Parma, la ripartenza dopo il baratro

Tra la sparizione del vecchio Parma e la fine della corsa del vecchio Palermo, c’è un vuoto temporale di quattro anni. Correva infatti l’anno 2015 quando il gioco delle carte portava il club ducale dalle mani del tandem Ghirardi-Leonardi a quello del lestofante Giampiero Manenti. L’uomo incaricato di portare letteralmente al fallimento uno degli ultimi club italiani ad alzare coppe europee è poi scappato a gambe levate. Così si è resa inevitabile la ripartenza dalla Serie D, attraverso il gruppo Nuovo Inizio composto da imprenditori locali. Guido Barilla, Giampaolo Dallara, Mauro Del Rio, Marco Ferrari, Angelo Gandolfi, Giacomo Malmesi e Paolo Pizzarotti: questi i nomi legati alla ripartenza del calcio a Parma.

Daniele Faggiano con gli azionisti di Nuovo Inizio nell’estate del 2015

Quattro anni dopo, purtroppo, è toccato al Palermo. E anche in questo caso dopo una serie di passaggi di proprietà che avevano sollevato non pochi dubbi già in tempo reale. Da Maurizio Zamparini alla comarca “made in UK” con Clive Richardson e Dean Holdsworth, passando per la Arkus Network dei fratelli Tuttolomondo. Il giorno del de profundis è quello del 25 giugno 2019, quello in cui il club di viale del Fante non fu iscritto alla Serie B. Poi il fallimento, l’azzeramento del titolo sportivo e la ripartenza dai dilettanti. Furono Dario Mirri e Tony Di Piazza a dare vita alla SSD Palermo, che nell’anno dell’esplosione del Covid-19 riuscì a risalire subito tra i professionisti.

La nuova era rosanero e ducale

Anche nel caso dei passaggi di proprietà a holding straniere c’è un inevitabile divario tra Palermo e Parma. Gli emiliani hanno già vissuto due step diversi da questo punto di vista. Il primo risalente al giugno del 2017, quando il gruppo cinese Desports acquisì la maggioranza delle quote, durando però una sola stagione. E poi dobbiamo arrivare al 2020, quando la famiglia americana (ma con dichiarate origini siciliane) Krause assunse il controllo del pacchetto di maggioranza del Parma Calcio. Una gestione che è passata anche da una retrocessione dalla B alla A nel 2020/2021, ma con la consapevolezza di non dover avere fretta se si vogliono ottenere gli obiettivi stabiliti.

Una situazione che in casa rosanero si è materializzata durante la scorsa e folle estate. Un’estate in cui il popolo palermitano ha potuto celebrare il ritorno in quella Serie B strappata via da questa città tre anni prima. Il cammino di Dario Mirri si era concluso con l’obiettivo prefissato, quello del ritorno tra i cadetti. E l’occasione rappresentata dall’arrivo in città del City Football Group era troppo ghiotta per non essere capitalizzata. La società presieduta da Ferran Soriano arriva in Sicilia nel bel mezzo dei playoff ma solo dopo la conquista della promozione arrivano gli annunci, le conferenze stampa e i proclami. Una gestione da vivere anche in questo caso a fuoco lento e percorrendo la strada del consolidamento. Forse sulla scorta dell’esempio parmense, in cui la fretta stava per rovinare tutto.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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