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Palermo, Corini: “Parma costruito per vincere. Bigon? Dialogo di routine”

Il Palermo di Eugenio Corini vola alla volta di Parma. Il tecnico riassume anche la situazione dei recuperi dagli infortuni: “Abbiamo recuperato anche Coulibaly che è quello che sta meglio. Vasic e Insigne rientrano da un periodo abbastanza lungo e devono ancora lavorare per recuperare la condizione. È fondamentale averli recuperati, l’idea è quella di riportarli in condizione. Abbiamo 4 partite importantissime da qui alla fine del girone di andata. Ceccaroni speriamo di recuperarlo per le prossime 2-3 partite”.

Palermo, Corini analizza il Parma

Si parla poi del Parma, prossimo avversario del Palermo. Corini non stende il tappeto rosso alla capolista, ma sa bene a cosa andranno incontro i suoi: “Il Parma è una rosa costruita per fare un campionato importante. Ha tutte le caratteristiche giuste, è in fiducia. Lo abbiamo visto anche in Coppa Italia, vinceva 2-0 e la Fiorentina ha passato il turno ai calci di rigore. Stanno rispettando quel che pensavamo potessero fare a inizio stagione”.

Rispetto al precedente della scorsa stagione, i ducali hanno cambiato atteggiamento e modo di stare in campo. Se ne è accorto anche il tecnico rosanero: “Il Parma quest’anno ha un atteggiamento più difensivo con un blocco più compatto. La fase di attesa gli permette di avere campo per ripartire. Hanno fatto tanti gol così, da questo punto di vista ci vorrà tanta attenzione, dobbiamo difendere bene insieme. Non possiamo permetterci di avere giocatori che non partecipano in fase di non possesso. Dobbiamo avere la possibilità di controllare il gioco in campo aperto, loro in fase di riconquista possono diventare pericolosi”.

Corini e il confronto con Bigon

Si parla poi della gestione delle forze in campo, in virtù delle assenze. Corini sa bene che le scelte sono state a volte forzate: “Sono stato reattivo con giocatori, in particolari del reparto offensivo. In certe partite ho fatto scelte diverse, per me conta l’occupazione degli spazi. Contro il Catanzaro con le assenze che avevo ho scelto giocatori più adatti alle idee sviluppate in settimana. Sono state le assenze a farmi fare qualche adattamento”.

Riccardo Bigon ha fatto capolino a Palermo nei giorni scorsi ma Corini esclude l’eventualità di un arrivo ad hoc per il momento critico della squadra. “Riccardo viene spesso – dice – , è un consulente del City Group. Non è venuto in particolare questa settimana, viene qui regolarmente. C’è sempre condivisione con lui e con il direttore Rinaudo. Riccardo lo sento anche al telefono, è una routine normale per scambiarsi opinioni su come sta la squadra e come voglio orientarla per le partite successive”.

Opportunità da cogliere

Corini non parla di partita della svolta, ma di chance da sfruttare. Anche perchè ha squadra ha risposto bene alle sue richieste: “Le opportunità si devono cogliere, la capacità è quella di prepararsi al meglio. Ho visto una squadra concentrata e applicata, abbiamo recuperato giocatori e questo ha dato un senso di intensità diverso rispetto alle settimane precedenti. Vogliamo fare una grande partita, abbiamo sempre rispettato tutti gli avversari e lo faremo anche con il Parma. La partita successiva è sempre una grande opportunità, faremo del nostro meglio per ottenere un risultato arrivato poche volte di recente. Ci siamo preparati per fare una bella partita”.

Stulac dal primo minuto? Corini risponde così: “È una valutazione che sto facendo, devo pensare alle nostre e alle loro caratteristiche. Leo sia dall’inizio che da subentrato è sempre stato importante. Le scelte iniziali sono strategiche sulle valutazioni che faccio, anche pensando a gara in corso”.

E su Federico Di Francesco dà uno spoiler piuttosto forte sulla scelta finale: “Di Francesco partirà dal primo minuto. È un giocatore importante”.

Edoardo Soleri è rientrato e Corini lo vede come una risorsa importante: “Soleri è rientrato prima rispetto agli altri, ha fatto 2 tagli di allenamento ridotti ma l’ho visto bene, l’ho visto reattivo. Sicuramente è recuperato”.

Il modulo cambiato con il Catanzaro è stata una mossa ad hoc di Corini per il suo Palermo. Il 3-5-2, però, non si rivedrà al “Tardini” domani: “È stata una valutazione strategica in base agli uomini a nostra disposizione. Volevamo avere una copertura dell’ampiezza e volevamo rompere il gioco del Catanzaro. Abbiamo preparato la partita così da inizio settimana, come l’avete vista. È mancato un centrocampista come Coulibaly, ma l’abbiamo pensata in quel modo. Il concetto del 4-3-3 è la nostra identità, continueremo a lavorarci”.

Palermo, Corini e le critiche

Si parla anche di Ales Mateju, uno dei più criticati in casa Palermo. Una critica per la quale Corini trova una motivazione abbastanza chiara per lui: “La critica è ancora più centrata su di lui essendo un giocatore con cui ho sempre lavorato. Era l’unico terzino destro nel periodo in cui Buttaro era fuori. Con una linea a 4 Ales è un giocatore importante perchè non abbiamo avuto Buttaro e dovrei adattare un centrale, quando in realtà lui può fare questo ruolo”.

Il gruppo del Palermo è unito, Corini lo sa e Marconi lo ha ribadito venerdì scorso. Si riparte proprio dalle parole del difensore: “Marconi ha espresso la volontà di questo gruppo, che è sempre stato reattivo quando le cose sono andate più o meno bene. Ci concentriamo sempre sulla partita successiva, che non vedo mai come una partita della svolta ma come un’opportunità. La squadra si è dedicata molto intensamente sul piano emotivo, mentale e tecnico-tattico e vogliamo farlo vedere in campo. Questo dimostra quanto è solido il gruppo”.

Corini e il modo di porsi

La contestazione verso Corini e il Palermo è chiara. Il tecnico, però, ha una chiave di lettura tutta sua: “Una persona vive di sogni e di ambizioni, nessuno te li può rubare. Mi rendo conto della situazione, svolgo un ruolo altamente criticato sempre, in questo momento molto di più. Penso che attraverso il lavoro questo possa cambiare. Sento le energie per l’obiettivo della società e le caratteristiche dei giocatori. Tenere duro è un aspetto fondamentale. La lucidità e la voglia di andare avanti c’è, non potrei mai perdonarmi l’eventualità di non provarci fino in fondo. Chi mi contesta ha le ragioni per farlo, se la squadra svolterà valuterà. Sento la squadra dentro di me, ho avuto la fortuna di essere amato, in questo momento sono contestato, fa parte del gioco. Svolgo la mia professione al meglio delle mie possibilità, attraverso il lavoro penso di avere le qualità di portare la squadra dove vogliamo portarla”.

E sul modo di porsi in sala stampa, Corini risponde così: “Io rispondo solo alle domande. Su questo faccio fatica se faccio bene o no. Porto avanti le mie idee e lo farò sempre. Chi porta un proprio pensiero è soggetto a critiche, fa parte di questo mondo e devo accettarlo. Dirò sempre quello che penso”.

Infine si parla della classifica. Prima c’era da tenere una posizione di vertice, ora c’è da recuperare terreno: “C’è la volontà di scalare la classifica. Prima volevamo mantenerla, ora vogliamo scalarla per tornare nelle posizioni in cui eravamo all’inizio dell’anno. Ormai quel che è stato è stato, dobbiamo essere reattivi e vogliamo delineare un determinato percorso. Dobbiamo pensare una gara per volta. Oggi la classifica dice questo, dobbiamo far sì che l’ottavo posto diventi qualcosa di diverso”.

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