Eugenio Corini ha visto un Palermo a due facce. Primo tempo da dimenticare e ripresa in crescita: “È stato un primo tempo interpretato davvero male. Abbiamo fatto fare ciò che volevano fare. L’avevamo riaperta con il 2-1 e poi abbiamo preso il 3-1 su una situazione che potevamo e dovevamo evitare. Nel primo tempo abbiamo fatto davvero male, c’era davvero poco subito detto che era un peccato dopo aver fatto una certa preparazione tattica e tecnica nelle ultime settimane, giocare così”.
Dopo la partita di Perugia, il tecnico rosanero ha fatto capire che, comunque, è arrivato un plauso alla squadra. Anche perchè c’è stata la capacità di reagire. Capacità che in passato mancava: “Al termine del match ho detto loro che non abbiamo fatto un’ottima partita tatticamente. Però siamo stati bravissimi a recuperare e questo significa che abbiamo forza e orgoglio, ed è un’importante risorsa per noi. Se la partita durava qualche minuto in più probabilmente l’avremmo anche vinta, e questo è un ottimo sintomo, ci deve far capire molto”.
Perchè un primo tempo deficitario? Corini cerca risposte in un Palermo troppo basso: “Il problema dei primi 45 minuti è stato principalmente il palleggio sterile, su cui tra l’altro avevamo anche lavorato. Loro sviluppavano troppo e noi gliene davamo l’opportunità, nonostante l’intenso lavoro che avevamo fatto proprio su questa cosa. All’interno di una partita si vivono più partite, e noi abbiamo dimostrato di aver trovato una forza, un’anima e un orgoglio di squadra. E’ una risposta che abbiamo dato prima di tutto a noi stessi. Che ci serviva”.
In ogni caso, la formazione di Castori era temibile e si sapeva. Corini rivede in questa formazione quella ammirata lo scorso anno: “Il Perugia l’anno scorso è arrivato ottavo. E questo Perugia è quasi uguale a quello dell’anno scorso, quindi non mi stupisco. Il Perugia è molto bravo a ripartire. I ragazzi di Castori sono stati in grado di andare in un binario giusto per i primi 7-10 minuti. Noi però dopo siamo stati altrettanto bravi. Io ad esempio a fine primo tempo solitamente ho una lavagna dove segno tutto quello che penso debba modificarsi tatticamente. Oggi non l’ho utilizzata, perché dovevo trovare risorse dal punto di vista morale, energie mentali. Prima di trovare ogni risorsa sul campo, bisogna avere forza e anima, specie mentale”.
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Chiusura dedicata al calciomercato. Il Palermo di Corini potrebbe ancora cambiare pelle dopo le tante partenze: “Mi aspetto qualcosa da questo mercato. Arriveranno giocatori che ho richiesto e stiamo lavorando con la società per questo. Ma comunque non abbiamo una panchina corta, tutti coloro che sono entrati a partita in corso hanno fatto davvero bene, come ad esempio Saric, di cui sono molto contento”.

