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Palermo, Corini: “Col Genoa gran partita, noi oltre le aspettative. VAR? Nessuno ci regala niente”

Eugenio Corini si aspetta dal Palermo un’altra grande partita. La base di partenza è la grande serata di domenica scorsa: “In casa con la Reggina ho parlato di un ulteriore step, adesso andiamo a Marassi che crea un’atmosfera unica. Il Genoa è la squadra più concreta della Serie B, anche se viene da una sconfitta. Mi aspetto una grande partita. Gilardino ha sempre fatto bene da quando è subentrato. Ci siamo preparati al meglio per fare una grande prestazione che sfoci in un risultato positivo, ma quest’ultimo lo darà il campo. Rispetto all’andata è cambiato poco, Gilardino ha cambiato qualche sistema alternando la difesa a 4 a quella a 3. Ha una rosa di punte di straordinario valore. L’allenatore ha messo dentro le sue idee. È un avversario ostico”.

L’allenatore rosanero fa capire che i giorni per preparare la sfida contro il Genoa non siano stati pochi. Sulla base di quanto già fatto nelle scorse settimane, lo studio dell’avversario è stato molto corposo: “Io penso che cinque giorni siano parecchi per preparare una partita. Le scelte saranno tecnico-tattiche. I nuovi hanno 6-7 allenamenti con la squadra, c’è un inserimento graduale. L’undici sarà una riflessione strategica, non legata al turnover. Metterò in campo la formazione che dà più garanzie e per avere una strategia sui cinque cambi nei 90′. Faremo un ragionamento diverso quando avremo tre partite in una settimana. I 23 convocati sono tutti nella migliore delle condizioni”.

Ricordi e consapevolezza

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Corini ricorda la sfida tra Genoa e Palermo già vissuta in panchina. Parliamo del match del 2016, vinto dai rosa al termine di una incredibile rimonta: “La partita è stata un lampo, una vittoria costruita con grande carattere. I ragazzi furono straordinari. Mi ha ricordato quella col Perugia. Trajkovski ci portò nel recupero a vincere. Poi è successo quel che è successo, se fosse andata diversamente forse non sarei qui in questo momento. Fu una bella serata, speriamo di poterla rivivere”.

Il Palermo sta vivendo un grande momento. Il mister bresciano lo sa e capisce anche che c’è bisogno di continuare su questa strada: “Il momento lo stiamo affrontando con equilibrio, maturità e consapevolezza. Lo vedo nei loro occhi e nelle loro parole. È bello vedere l’entusiasmo della tifoseria, cerchiamo di meritarci ogni giorno questo sostegno. I ragazzi attraverso le loro prestazioni cercano di spingerci sempre più in alto, a partire dagli allenamenti e poi in campo. È con questo spirito che abbiamo preparato la partita. Il Genoa ha tante pressioni, è la prima candidata alla A. Sa che deve vincere e ha una rosa tale per farlo. Affronteremo una squadra preparata. Il risultato è sempre importante, per cui la pressione c’è anche per noi”.

Palermo, Corini e l’impatto dei nuovi

Il Palermo e Corini possono contare sull’apporto di due big arrivati dal mercato a gennaio. Valerio Verre e Gennaro Tutino si sono inseriti bene: “Verre e Tutino sono due giocatori importanti. Valerio l’ho messo in campo ad Ascoli senza che si fosse mai allenato. Ha attitudini diverse rispetto agli altri centrocampisti. Ho tanti titolari, ho allargato il campo. Può partire dall’inizio, così come Gennaro. La settimana scorsa ha avuto un po’ di febbre prima della Reggina. Questa settimana ha lavorato bene, lo sto vedendo crescere dal punto di vista della continuità. Sono due soluzioni importanti sia dal 1′ che da subentrati”.

Chi attira l’interesse di tifosi e addetti ai lavori è Simon Graves. Corini approva il suo impatto sul campionato italiano: “Graves è entrato bene con la Reggina, la sua fisicità poteva dare una mano alla squadra. È stato coinvolto in alcune azioni e ha risposto bene. Le ambizioni? Non è che non voglio sbilanciarmi, ma sono attaccato alla realtà. Le cose si costruiscono giorno per giorno, essendo coesi e concentrati, capendo quanto è importante ogni sfumatura in una partita. Stiamo vincendo negli ultimi dieci minuti di gara e con un gol di scarto. Il confine tra pari e vittoria è sottilissimo, ma siamo riusciti a spostare gli equilibri, lavorando sui particolari. I tifosi sono contenti ed è un piacere, il clima è positivo e dobbiamo continuare ad alimentarlo”.

Genoa-Palermo importante per Corini

In ogni caso, il match di Marassi assume un significato importantissimo. Sia per questioni di classifica, sia per dare seguito all’ottimo momento di forma e di risultati. Così il tecnico: “È una partita importante, uno step che dobbiamo andare ad affrontare per capire qual è la nostra crescita. Mancano però altre 14 partite, può succedere di tutto. Io posso fare l’esempio della scorsa stagione, alla terzultima partita pareggiammo con la SPAL, la Serie A diretta sembrava impossibile. Se avessimo vinto la partita successiva invece ce l’avremmo fatta. Una partita può spostare l’inerzia della partita, c’è ancora tanto da fare. Le ambizioni di questo campionato non sono ancora definite. A 6 partite dalla fine sarà diverso, per noi ma anche per le altre”.

Corini ha ammesso anche che il tempo è stato importante per lavorare e crescere. La pazienza della società e la continuità hanno consentito di scalare la classifica e riportare il sereno nella squadra: “Il tempo è un alleato per ogni professionista, se lo utilizzi bene puoi crescere e migliorarti. Nessuno ha verità assolute. Il progetto è nato in poco tempo, la squadra è stata rivoluzionata totalmente. La squadra sta andando oltre le aspettative. Lo siamo facendo concentrandoci una cosa alla volta. Chiedersi sempre di più è uno stato mentale. Ho la capacità di leggere le dinamiche in profondità, comprendo il tifoso ma ho una visione un po’ più ampia di quello che è l’indirizzo della stagione”.

Che Genoa affronterà il Palermo? Corini risponde così, spendendo belle parole per il collega: “Gilardino ho visto che spesso ha variato il tema, nelle ultime si era orientato a 3 ma ha cambiato in corsa perché era sotto. Dal punto di vista numerico ha qualche defezione. Se mancheranno difensori giocherà a 4. Abbiamo lavorato su entrambi i moduli. Gilardino è stato un grandissimo calciatore. Ha approcciato un compito non facile, date le ambizioni del Genoa. Gli faccio i complimenti, sta facendo bene e per i prossimi 20 anni sarà un allenatore importante”.

Palermo in crescita

Secondo Corini il Palermo è ancora in crescita. Fin qui le cose non stanno andando male. C’è però il tempo e lo spazio per crescere ancora: “Il Palermo è un inizio di qualcosa, una base per qualcosa di importante. Do stimoli alla squadra e ai miei collaboratori. La base va radicata per sviluppare qualcosa di ancora migliore. I miglioramenti da fare sono ancora molti”.

La crescita passa anche dai giocatori impiegati sulle corsie. A destra Francesco Di Mariano potrebbe diventare una variante. A sinistra, invece, ora ci sono tre interpreti per una maglia: “Ho stima per Di Mariano, è un giocatore che sta dando tanto. Ha avuto sfortuna, poteva avere 2-3 gol in più. È un’arma importante, sta giocando da entrambi i lati e deve continuare così. Presto troverà le soddisfazioni che merita. Aurelio e Masciangelo sono le alternative di sala. Masciangelo ha fatto il quinto, ha spinta. Aurelio ha fatto anche l’esterno d’attacco. In lui abbiamo intravisto delle qualità importanti. Sono due ragazzi che ci daranno una mano importante come alternativa a Sala, che sta facendo bene”.

Chi è salito alla ribalta dopo una prima parte di stagione difficile è Edoardo Soleri. Corini parla così del match winner di Palermo-Reggina: “Ho parlato con Soleri. Ho fatto una riunione con tutti, volevo farlo prima della Reggina ma non eravamo al completo mai. Uno dei punti che avevo segnato era proprio Soleri. È sempre stato fondamentale per come si è allenato e per come gioca nei pochi minuti che gli concedo. Quando un giocatore si prepara bene, il campo parla e le soddisfazioni arrivano. Le lamentele fine a se stesse non servono. A volte invece si dà la colpa ad altri. La sua condizione mentale è ottima e i risultati si vedono”.

Capitolo arbitri

Non manca un riferimento agli arbitraggi. In tanti, come Inzaghi domenica scorsa, se ne sono lamentati. Corini, invece, mantiene un profilo basso: “Io quando ho parlato dell’arbitraggio l’ho fatto solo dopo Venezia, perché la squadra era stata veramente penalizzata. Dopo Perugia mi erano state dette delle cose, stessa cosa contro la Reggina. Dovevamo lamentarci noi. Majer andava espulso e sarebbe stata un’altra partita. Il rigore c’era, anche l’espulsione di Gagliolo. Non stiamo parlando di nulla. Ho rispetto, ma a volte bisogna allargare i gomiti e definire correttamente le cose. Nessuno ci ha mai regalato niente. All’80’ di Ascoli c’è un rigore solare su Tutino. L’ho fatto vedere ai giocatori perché l’atteggiamento è stato corretto, non dobbiamo mai fermarci e conquistare pallone per pallone. Dopo 3′ siamo andati in vantaggio mentre loro cercavano un fallo che non c’era. I particolari che spostano l’equilibrio sono questi. Diventi forte quando sei concreto. I giocatori lo stanno capendo”.

A tal proposito, la chiusura è dedicata al finale rovente della gara contro la Reggina. E si parte dal rigore calciato male da Tutino: “Il rigore è uno stato emotivo. Tutino li ha sempre battuti così e li segnava. Li abbiamo riprovati questa settimana. È dispiaciuto. Con Contini si conoscevano, probabilmente è stato questo che ha influito. I rigori si possono sbagliare, ci si allena anche per questo. In questo momento abbiamo sempre vinto con un gol di scarto, evidentemente era destino anche nella partita contro la Reggina. Abbiamo vissuto 5′ di fuoco”.

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