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Morte Schillaci, Mirri: “Ha reso orgoglioso ogni palermitano, aveva umiltà e fame”

Dario Mirri, presidente del Palermo, si è presentato alla camera ardente allestita nello Stadio Renzo Barbera per l’ex calciatore Totò Schillaci, morto a soli 59 anni a causa di un tumore al colon retto. Nell’impianto di Viale del Fante è un via vai di esponenti del mondo del calcio, che hanno voluto rendere omaggio, ognuno a proprio modo, all’eroe delle Notti Magiche. Tra questi anche il principale rappresentante del club rosanero, il quale ha donato alla stampa un personale ricordo del defunto.

Dario Mirri ricorda Totò Schillaci

“I miei ricordi delle Notti Magiche sono quelli di tutti i palermitani, ci sentivamo orgogliosi di avere un nostro concittadini che ci stava portando alla conquista dei Campionati del Mondo. È il ricordo di una generazione che ha avuto Totò Schillaci come simbolo di riscatto. È stato per alcuni anni uno dei più grandi calciatori al mondo, sicuramente quello palermitano”, così Dario Mirri ha parlato di quell’Italia 90 che ebbe tra i suoi protagonisti proprio il bomber ex Messina, Juventus e Inter, che si laureò capocannoniere.

Totò Schillaci non ha mai vestito la maglia del Palermo, ma era comunque legato ai colori della sua città e l’allestimento della camera ardente proprio allo Stadio ne è la manifestazione. “Nel 2019 abbiamo voluto riportare Totò allo Stadio Renzo Barbera, che era casa sua da palermitano. Abbiamo avuto grandi difficoltà perché la sua storia col Palermo in passato è stata controversa. Avrebbe voluto fortemente giocare con la maglia rosanero nei primi anni Duemila ma non c’è mai riuscito. Quando venne per la partita delle vecchie glorie portò una sua maglia personale, non gli venne fornita da noi. È l’ultima che ha indossato. Ci siamo incontrati qualche settimana fa in aereo, andava a Pisa. Non stava bene”.

E su potenziali futuri omaggi: “Non abbiamo pensato a cosa dedicargli, è prematuro. Il Comune farà le considerazioni che reputa più opportune. Io faccio le mie considerazioni da tifoso. A prescindere da qualsiasi onorificenza, da palermitani ci ha reso felici e orgogliosi. Aveva una immensa umiltà e una fame dovuta alle sofferenza della gioventù, che erano palesi nei suoi occhi sgranati pieni di passione. Molti palermitani ci siamo ritrovati in lui”, ha concluso Dario Mirri.

Redazione Sporticily
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