Mimmo Cecere è morto all’età di 50 anni: l’ex portiere, tra le altre, di Messina e Palermo ha avuto un infarto fulminante. Il dramma, come riportato dalla Gazzetta del Sud, è avvenuto mentre si trovava nell’abitazione dei genitori, a Carinola, in provincia di Caserta. Si è improvvisamente accasciato e ha perso la vita. Inutili anche i soccorsi del cognato, che è un medico ed era insieme alla famiglia.
La notizia è giunta pochi istanti fa allo Stadio San Filippo, dove il Messina sta disputando la partita di Serie C contro il Foggia. I tifosi siciliani hanno immediatamente intonato un coro in onore dell’ex estremo difensore, che si era ritirato nel 2011. Aveva deciso di mettere un punto alla sua carriera propria con la maglia giallorossa, che aveva vestito anche nella stagione 2000-01.
Mimmo Cecere è morto: chi era ex portiere
Mimmo Cecere, morto oggi, era un volto noto del calcio italiano. Classe 1972, la sua carriera era iniziata nelle giovanili nel Napoli. Poi il passaggio in prima squadra, dove ricopriva il ruolo di terzo portiere. Nella stagione successiva, la 1992-93, si trasferì al Palermo. Con la maglia rosanero nel campionato di Serie C1, seppure senza disputare alcuna partita poiché rimasto sempre dietro a Graziano Vinti, conquistò la promozione in Serie B. L’anno dopo si trasferì al Nola, dove finalmente iniziò a giocare. Da lì l’inizio della sua vera carriera tra i pali, passando per Turris, Bisceglie, Fermana e Pescara.
Il ritorno in Sicilia avvenne nel 2000, ma questa volta per vestire la maglia del Messina. Tra i peloritani colleziona 20 presenze nel campionato di Serie C1. L’anno successivo i giallorossi, che avevano acquistato il suo cartellino, decisero di cederlo in prestito. Nel 2002 la cessione all’Avellino, dove rimarrà fino al 2007, divenendo una vera e propria bandiera. Dopo Cavese e Potenza, altre due squadre siciliane: Gela e Siracusa.
Mimmo Cecere era riuscito tuttavia a conquistare il cuore della piazza di Messina. È per questo motivo che nel 2011, alla fine della sua carriera, decise di firmare nuovamente coi peloritani in Serie D. Nella promozione di quell’anno c’è la sua firma in virtù di una clamorosa parata compiuta allo Stadio Celeste nello spareggio contro il Catania. A dicembre di quell’anno decise di appendere i guantoni al chiodo, ma fu convinto a rimanere nel club giallorosso come preparatore dei portieri fino a fine stagione.

