Mattia Perin si presenta ufficialmente come nuovo giocatore del Palermo. Il portiere è arrivato dalla Juventus, al termine di una trattativa resasi necessaria dopo l’infortunio di Jesse Joronen. Per lui si tratta di un ritorno in Serie B dopo tanti anni nella massima categoria. In ogni caso, da parte sua c’è tutta l’intenzione di dare il massimo per la sua nuova maglia.
Palermo, Perin si presenta
Mattia Perin si presenta così, come nuovo portiere del Palermo. “A Perth non era un’idea diventare portiere del Palermo, ma da quando c’è il City Group che crede tanto in questa piazza ho iniziato a guardarla con occhi diversi. Il calcio mi piace e ho sempre seguito la Serie B. C’è un momento nella vita di tutti noi in cui bisogna avere il coraggio di ascoltarsi e mettersi in gioco. Era un’opportunità troppo importante. Quando il mio agente mi ha chiamato, ho detto sì subito. Non c’era ancora nulla di concreto, era una possibilità. Non conoscevo cifre né nulla. Il motivo è che il progetto è importante e la piazza ha calore ed entusiasmo. Queste componenti hanno fatto sì che fosse la mia prima scelta”.
Perin ha fatto capire che è pronto a dare tutto per il Palermo. Dopo aver svelato un retroscena legato a un suo ex compagno dal passato rosanero, ha parlato della sua attitudine. Anche perchè la piazza spinge per tornare in Serie A: “L’accoglienza è andata oltre le aspettative. Dobbiamo coltivare questo entusiasmo con le prestazioni sul campo, mi auguro di regalare ai tifosi gioia e felicità. I risultati non si possono controllare, ma la propria attitudine sì. La professionalità non mancherà mai da parte mia, sono totalmente focalizzato sul Palermo. Mi sto ambientando, i compagni e lo staff mi hanno accolto in maniera stratosferica. Ho sentito anche ex compagni che hanno giocato qui, Dybala mi ha chiesto di salutargli Pasquale. Non vedo l’ora di iniziare”.
Un sogno da realizzare
Mattia Perin vuole dare una mano a portare il Palermo nella massima serie. Il suo ultimo trascorso in Serie B gli ha fatto capire che bisogna essere forti al di là dei nomi. Servono alcuni aspetti in particolare: “C’è un sogno che bisogna coltivare insieme, è fondamentale avere l’atteggiamento e il carattere giusto. L’ultima esperienza in Serie B è stata a Padova nell’11-12. Avevamo una squadra fortissima e non andammo neanche ai playoff. Non bastano i sogni per andare in Serie A. Tutti ci aspetteranno col coltello tra i denti e dovremo essere come atteggiamento quantomeno alla pari. Le qualità sono importanti, ma sul campo dobbiamo portare carattere per vincere ogni contrasto e riuscire a soffrire. Ci sono tantissimi giocatori che giocano in Serie B ma sono da Serie A. Ogni partita sarà una battaglia per i 3 punti. La differenza tra le due categoria è nella continuità delle prestazioni dei giocatori, noi dovremo essere continui”.
Palermo rappresenta per Mattia Perin un nuovo capitolo della vita e della carriera. Il portiere ha svelato quel che cerca dall’avventura con la maglia rosanero: “Questa secondo me sarà un’esperienza segnante, bisogna capire perché. Io questo cambiamento l’ho voluto e lo accolgo con entusiasmo. È la mia prima volta al Sud e so che mi cambierà, ma ne sono felice. Quando ti metti quotidianamente in gioco, svegliandoti ogni mattina con un obiettivo, questo ti trasforma. Mi auguro che questa avventura mi regali tante gioie. Le sofferenze ci saranno ma una volta superati quei momenti sarò una persona migliore”.
Perin a Palermo per rimpiazzare Joronen
Jesse Joronen ha ceduto il testimone a Mattia Perin. I due, al momento, non si sono ancora incrociati. Resta però la forte responsabilità: “Non ho ancora sentito Joronen ma gli auguro un gran in bocca al lupo. Ho subito lo stesso intervento e magari ci confronteremo sul percorso di ripresa. È un giocatore forte e importante nello spogliatoio, anch’io voglio esserlo. Mi auguro possa tornare il prima possibile”.
Mattia Perin è stato l’ultimo giocatore italiano a giocare un Mondiale, a lasciare la Serie A. Una sensazione strana visti i 12 anni trascorsi. Ma anche un aspetto che fa riflettere, come dice il portiere: “Fa riflettere. I momenti di crescita passano dai fallimenti, bisogna metterci le mani. Nel giro di qualche anno, lavorando, il calcio italiano tornerà a splendere”.
Perin ha parlato anche di ciò che ha avuto modo di notare guardando giocare il Palermo. Il portiere ha visto alcuni aspetti che lo hanno colpito in maniera positiva. Un buon viatico verso una stagione da protagonisti: “Ho visto la partita di Coppa col Lecce e quella con la Juve Stabia. Lo strumento più importante è soffrire e sacrificarsi tutti insieme. L’ho visto soprattutto all’esordio in campionato. È una qualità che ho visto e che mi ha colpito. Credo che sia la principale qualità da avere per portare avanti il sogno”.
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Mattia Perin ha fatto capire che a Palermo verrà seguito dalla famiglia. Già al bagno di folla di ieri al “Renzo Barbera” erano presenti la moglie e i figli: “Non la conoscevo, quando sono venuto a giocare qui da avversario non ci sono mai rimasto. Ho voluto che venissero mia moglie e i miei figli, era una giornata molto importante per me. Ora girerò la città per vederne gli splendori, voglio che si comincino ad adattare. Da Torino a Palermo è un cambiamento importante, i bambini vanno a scuola e devono cambiare amicizie e abitudini. Pian piano si adatteranno, la famiglia può dare un boost in giornate in cui ne hai bisogno”.

